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Roma
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ARTISTI IN PERMANENZA
BENINTENDE NELLO
Omaggio a Pirandello
Omaggio a Pirandello
Cavallo Il sultano e il Contadino
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Le aeree forme di Nello Benintende Ma qual è l'essenza prima che fa da sostrato a questa scultura? Tutto, secondo me, parte da una visione antropomorfica delle cose; oggetti, animali veri e irreali, persone e forme concettuali, rimandano tutto a un tratto antropomorfico: una testa, un corpo, un collo lunghissimo, braccia slanciate. E' come se l'uomo cambiasse stato e natura e si mimetizzasse in ciò che lo circonda o che lui stesso crea. Arte come specchio della realtà o come mimesi? Questo non lo sapremo mai perché, come accade in poesia, ogni altra forma d'arte ha in sé un sostanziale connotato di ambiguità e chiede al fruitore una possibile risposta. Per questo parlavo di pensiero a proposito dì queste sculture; un pensiero che cattura spazi e forme per raccontare l'avventura della vita in tutti i suoi aspetti. Ecco dunque le maternità: ora chiuse nel guscio di un uovo (quanta simbologia in questa forma!) o composte a tutto tondo in forme classiche, ora colte nell'arditezza di uno slancio suo e del figlio verso un aquilone; ecco gli uccelli: arditissimi nel volo, intrecciati ha di loro e legati alla base solo da due punti, per motivi statici; ecco le figure umane, stilizzate e oblunghe, eleganti e dinamiche, colte nell'attimo di un movimento, mostrate a volte come studio di forme che come perfezione anatomica; ecco gli anelli: struttura molto ricorrente nelle opere di Benintende, che in un giuoco d'incastri e di suggestive acrobazie sviluppa uno stile che fu così caro al futurismo. Negli anelli forse risiede il tratto stilistico più significativo di queste opere; la forma ovale, sia essa chiusa o aperta, delinea gran parte delle sculture e invita lo spazio a esaltare l'arditezza strutturale. Nell'ovale nascono uomini e uccelli, maternità e forme astratte: forme che rimandano a vari simbolismi, Vale per tutti "Il ratto di Deianira in cui nell'ovale puoi racchiudere le braccia e la testa dell'uomo nonché le zampe del centauro; tutta la figura è inclusa in linee curve invisibili e pur tuttavia ben presenti nella concezione strutturale; quel centauro è il simbolo stesso dell'uomo che vuole evadere dalla sua natura animalesca, la parte umana è fortemente protesa verso l'alto e sembra uscire dal corpo dell'animale. Come non si può pensare alla doppia natura dell'uomo, al dottor Jeckill e mister Hyde? I materiali utilizzati sono i legni (noce, mogano e pino), il gesso, che poi viene patinato, le lamiere, il marmo e la pietra; materiali consueti nella scultura e pur sempre affascinanti; i materiali che abbandonano la loro amorfa esistenza per farsi messaggio e stile di un'arte carica di suggestioni. Corrado Di Pietro
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