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Testo tratto
da:
FARE SCUOLA AL MUSEO ARCHEOLOGICO
C.I.D.I.
Il nuovo Museo Archeologico, intitolato all'archeologo che ha contribuito
più di tutti gli altri alle indagini archeologiche, dal 1888 al 1935, è oggi
ospitato all'interno di una vecchia villa che, nell'insieme, raggiunge i
22.000 mq. e che apparteneva alla famiglia Landolina. La villa è divisa in
due parti, di cui una con giardino piantato a cipressi, olivi e palme,
l'altra, nella zona centrale, adibita a superficie museale.
Il museo, la cui superficie è di 12.000 mq. attualmente è fruibile per 9.000
mq., perché i rimanenti 3.000 mq. sono in allestimento. Si articola su due
piani e un piano interrato ed ha una zona baricentrica da cui si dipartono i
vari settori e percorsi museali. Il piano interrato comprende i depositi e i
laboratori di restauro, e, in corrispondenza con la zona centrale, ha un
auditorium per conferenze, proiezioni, attività culturali.
Il primo piano raggruppa, secondo un criterio topografico-cronologico, i
reperti della preistoria, della protostoria e della sezione arcaica, con una
introduzione assai originale sulla geologia e la paleontologia del
siracusano. Il secondo piano, in via di allestimento, è destinato ai reperti
che vanno dall'età ellenistica all'età romana.
Dalla zona centrale, dove attraverso 8 grandi pannelli e didascalie è
ricostruita la storia del museo stesso, è possibile iniziare l'itinerario
verso i settori espositivi veri e propri.
I pannelli didattici specifici per i vari siti e le varie culture
rappresentano uno strumento utilissimo per il visitatore e per l'insegnante.
Infatti, accanto ad un testo esplicativo che ripercorre in termini
essenziali e chiari la storia del sito, dallo scavo ai reperti, dalla
problematica alla cronologia, viene evidenziato, attraverso immagini e
schizzi, il quadro topografico, per cui il reperimento dei siti della
cultura in esame risulta essere sempre chiaro, e si offrono in questo modo
dei documenti di lavoro e di conoscenza che altrimenti sarebbero restati nei
testi specialistici.
All'interno, a differenza del vecchio museo, in cui la disposizione avveniva
per sale contigue - con sale "nobili e stanze meno nobili " - il nuovo museo
è articolato da ambienti, da arredi e da dislivelli sempre perfettamente
fruibili da chiunque, anche da portatori di handicap.

Siracusa Museo Archeologico Regionale "Paolo
Orsi" : Pianta settori A-B-C
MODULO ARCHITETTONICO: IL TRIANGOLO
EQUILATERO
È stato
possibile realizzare lo spazio continuo eliminando le pareti - sono rimaste,
infatti, solo quelle perimetrali - progettando una struttura di moduli a
maglia triangolare equilatera. In questo modo non ci sono sale e ambienti
chiusi e definiti, dove tutto si esaurisce in se stesso, ma uno spazio
esteso ed unico, nel quale gli elementi perdono la loro autonomia per essere
compresi nella composizione architettonica globale della struttura museale.
Lungo i tre lati del perimetro esterno si sviluppa un nastro espositivo che
viene utilizzato come vetrina. L'illuminazione viene sia dal lucernario
esterno che da corpi illuminanti che sono collocati nella stessa posizione
del lucernario. Esistono vetrine isolate utilizzate per la visione integrale
di reperti. Tali vetrine possono essere smontate e dislocate in qualsiasi
altra zona, assicurando la massima flessibilità nella distribuzione delle
sezioni del museo, evitando l'ingombro fisico di eventuali basamenti.
Accanto alle vetrine ad armadio, di ampie capacità, sono stati adottati
alcuni tipi di vetrina particolari che hanno la caratteristica di avvalersi
della struttura portante architettonica: vetrine a sbalzo dai pilastri e
vetrine appese al soffitto, evitando fastidiosi ingombri visuali e
accessori.
La ricchezza e la varietà dei materiali della raccolta, gli elementi
architettonici, le opere di scultura, i grandi vasi funerari hanno richiesto
soluzioni idonee, non soltanto alla loro messa in valore, ma anche ad una
disposizione capace di rievocare la ragione d'essere originaria o la
ipotizzabile unità di un complesso scultoreo mediante la ricomposizione di
frammenti.
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Testo tratto
da:
DAL MUSEO AI SITI
C.I.D.I. - Siracusa
Il primo Museo Civico della città di Siracusa fu istituito nel 1811. Nel
1878 un decreto reale sanzionò la fondazione del Museo Archeologico
Nazionale la cui costruzione, iniziata nel 1880, fu completata nel 1886.
L'attuale nuovo museo regionale, inaugurato il 16 gennaio 1988, è dedicato
alla memoria di un grande archeologo, Paolo Orsi, sotto la cui direzione il
patrimonio archeologico del Museo si arricchì notevolmente divenendo uno dei
musei più importanti del Mediterraneo.
Il vecchio edificio, ubicato nel centro storico di Ortigia in Piazza Duomo,
aveva una superfìcie di 2400 mq ed era ospitato in una costruzione non
concepita per questo scopo. In seguito agli scavi degli anni '50 e al ricco
materiale ritrovato, data l'inadeguatezza dei locali di Piazza Duomo, si
avvertì la necessità della costruzione di un nuovo edificio che avesse due
funzioni: una di tipo espositivo, l'altra di tipo didattico. Si volevano
superare i criteri selettivi e tipologici delle vecchie esposizioni
privilegiando, invece, criteri topografico-cronologici in base ai risultati
della più recente ricerca stratigrafica. Il reperto veniva così inserito in
una contestualità storica che evidenziava il quadro dell'antica cultura di
una comunità. In tal modo il materiale esposto diveniva più fruibile al
visitatore che disponeva di un apparato didattico informativo e di un
sistema espositivo moderno capace di favorire e stimolare la comprensione
dei reperti archeologici.
L'area prescelta per il nuovo Museo è il Parco di Villa Landolina nei pressi
delle Catacombe di S. Giovanni. L'edificio, inserito nel verde originario
del Parco, ha un articolato sviluppo planimetrico che ben si adatta allo
spazio naturale preesistente.
Il Museo, con struttura a margherita, è caratterizzato da un baricentro
attorno al quale si articolano, separati dal patio verde, le sale di
esposizione. La zona centrale ha carattere informativo e costituisce il
punto di riferimento i-deale per conoscere, attraverso testi e
documentazioni, la storia del nuovo museo e i contenuti dei tre settori.
La costruzione si articola su due livelli con un piano seminterrato di 3000
mq in cui si trovano depositi, laboratori e, al centro, un Auditorium dove
si proiettano audiovisivi propedeutici alla visita. La prima elevazione
contiene la sezione arcaica, mentre la seconda, in fase di allestimento,
conterrà la sezione ellenistico - romana fino al periodo cristiano, per uno
spazio museografico totale di 9000 mq.
La prima elevazione è suddivisa in tre settori: nel settore A è
presente la sezione geologica con particolare riferimento alla geomorfologia
della regione Iblea. Tutto il materiale esposto successivamente documenta
ampiamente la preistoria e la protostoria, dal Paleolitico alla
colonizzazione greca, attraverso l'età neolitica, eneolitica, del bronzo e
del ferro.
Nel settore B sono esposti materiali provenienti dalle colonie
calcidiche (Zancle, Mylai, Naxos, Katane, Leontinoi) e dalle colonie doriche
(Megara HyblaeaeSiracusa).
Il settore C contiene materiali provenienti dalle subcolonie
siracusane e dai centri indigeni ellenizzati (Gela e Agrigento).
Lo spazio espositivo dei tre settori è continuo, non vincolante, flessibile
a tutte le esigenze espositive per la mancanza di pareti; sono presenti solo
quelle perimetrali lungo le quali si sviluppa un sistema di vetrine a
nastro.
L'illuminazione, proveniente dal lucernario esterno, da corpi illuminanti e
dalle vetrate aperte sul giardino, offre al visitatore una suggestiva
visione degli oggetti esposti.
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