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Pasquale Sgandurra
Da un modesto, ma colto, barbiere, Don Salvatore, e da una madre casalinga,
Angela Orefice, è nato lo scultore Pasquale Sgandurra , il 18 Aprile 1882 ,
nell’ antico quartiere della vecchia Ortigia ( Siracusa ), al numero 140
della Mastrarua , attuale Via V. Veneto , nella stessa casa dove 26 anni
dopo nascerà Elio Vittorini , nipote del cuore, per parte della sorella
Lucia, sposata con Sebastiano Vittorini .
Il padre , oltre ad amministrare due saloni da barba , uno in Piazza Pancali
, e l’ altro in Via Buonriposo , alla Borgataesercitava anche la professione
di cerusico, un’ arte paramedica consistente in salassi con sanguisughe ed
estrazioni dentarie .
Pasquale, quartogenito di 5 figli ( Antonio, Giuseppina , Lucia e Marietta )
, è vissuto a lungo a Firenze , con atelier d’arte in Via Faentina 177 .
Allievo di Giovanni Fusero, si è iscritto, a 15 anni , alla Scuola d’arte (
1897-1900),ed è stato tra i migliori allievi di quella cosiddetta “
Scuoletta Siciliana ” di Siracusa , dove si è esercitato , ancora giovane ,
nella plastica decorativa , emulo dei grandi scultori siracusani dell’epoca
, G. Zappalà e L. Campisi.
Lo stile liberty che ha caratterizzato queste sue prime prove ha aderito in
pieno alle morbidezze ed alle flessuosità tipiche del gusto floreale ; ne
sono testimonianza alcuni rilievi ( Pianta di ricino , 1901 ; Pianta di
anemone ; Sovraporta con testine femminili , 1910 ; Capitello con papaveri )
, come certi oggetti d’ uso comune ( Vaso con ramo dipinto , Oggetti da
toletta con motivi floreali ) od il Modello da carta da parati su motivo
floreale ( Oleandro ) del 1907 . Con alcuni di questi saggi ha partecipato
all’ Esposizione Intern. le delle Industrie e del Lavoro ( Torino , 1911) .
Diplomatosi e conseguita l’abilitazione all’ insegnamento di scultura a
Firenze
( 1904- 1908 ) , dal 1910 è stato professore di composizione plastica alla
Scuola d’arte ed insegnante supplente di disegno presso la Scuola Tecnica di
Siracusa , ove ha insegnato fino al 1914 , anno in cui con Cambellotti ha
realizzato il Bozzetto delle scene per le Rappresentazioni Classiche .
Dal 1915, a trentadue anni compiuti, si è trasferito di nuovo a Firenze,
dove è stato docente prima al Liceo Artistico e poi all’ Accademia BB.AA. ,
fino a diventarne il Direttore, ed anche Accademico Onorario per l’
insegnamento di plastica presso la Scuola Superiore di Architettura ; ed
altresì ha frequentato gli ambienti culturali di Solaria e Giubbe Rosse,
amico di Montale e Quasimodo. Nel 1919 ha concorso al Premio Stibbert ed
all’ Esposizione Primaverile della Società di Belle Arti di Firenze (
Visione dominante ) .
Nel 1923 la signora Antonietta D’ Antonio ha donato alla Chiesa della
Madonna della Difesa a Montreal ( Canada ) un magnifico altare in marmo
sormontatoda un grande Cristo in croce, considerato il capolavoro
sgandurriano , e le statue
dei “ Quattro Evangelisti ” presso il Battistero di Saint – Viateur d’
Outremont .
Nel 1925 , per la morte del padre , ha fatto ritorno a Siracusa ,
soggiornandovi per qualche tempo; in questi anni ( 1927 ) ha scolpito il
Gruppo della Pietà della Chiesa di Santa Croce in Firenze, una cui copia fu
richiesta anche per la Cattedrale di Cassino, e le pregevoli Santa Teresa ,
la Vergine col Bambino , il Sacro Cuore e la maestosa statua del Cristo Re
per la Chiesa di Cristo Re di Torino .Ha partecipato alla Promotrice (
Torino, 1923 ) , alla IV Edizione del Premio Ussi
( Firenze , 1923 ) con l‘ opera Homo sed Deus , una testa di Cristo di
accentuato stile espressionista , III Esposizione del Sindacato Regionale
Toscano delle Arti
del Disegno ( Firenze , 1927 ) con S. Matteo e Madonna , I Mostra Regionale
d’arte Toscana ( Firenze , 1928) con il gesso S. Giovanni Evangelista ,
Fiera Internaz. le ( Barcellona - Spagna , 1929 ) , IV Mostra Regionale d ’
arte Toscana ( Firenze, 1939 ) con Sirena e Satiro , XIII Mostra d’arte
Toscana del Sindacato Fascista ( Firenze, 1942 ) con Vilma, Ritratto ed il
bronzo Lola , alla Quadriennale ( Roma, 1943 ) con le sculture in bronzo
Nanni e Popolana Fiorentina .
Anticonformista, era legato da amicizia personale ai pittori Adorno, Ricca e
Majorca , con cui soleva recarsi alla Marina ed alla zona archeologica per
dipingere en plein air .
Nell’età giovanile è stato frequentatore della palestra sportiva “ Leone di
Caprera ” e nell’età adulta della Galleria d’arte “ La Fontanina ” ( SR ) ,
amico del trio fratelli Assenza, Agnello, Carratore, Pirrone, Trombadori,
Betta, Guttuso, Cappello, Ferri, Cilio , Bertrand, Spada, Poidimani, Puzzo e
Monica ; ed , a sessantotto anni compiuti, il 27 Maggio 1950, ha sposato
Tecla Venturi a Firenze dove si era stabilito e dove poi è morto il 26
Febbraio 1956 , all’età di quasi 74 anni.
Alla sua morte , l’ amico fraterno , Prof. Giuseppe Agnello , tenne una
memorabile commemorazione presso il Circolo Artistico ( Catania, 1956 ) .
Per W. Corbeil , “ in Lui la forma si adatta esattamente al pensiero, in
maniera che diverrebbe difficile sostituire un’altra formula per esprimere
l’idea da lui scoperta ”
e Sevi Nono invita i siracusani a sentirsi veramente “ orgogliosi di avere
in Firenze , un concittadino che illustra così bene la terra natale ” .
A Siracusa è ancora vivente una nipote dello scultore , Jole Vittorini ,
sorella di Elio . Sue opere sono visibili presso il Museo d’ arte Italiana
di Lima - Perù ( una madre) , il Cimitero monumentale di Siracusa ( le
famiglie Agnello, Agati, Gargallo, Giaracà e Vittorini ) , nella Cappella
del Crocefisso della Cattedrale ( Mons. Carabelli , 1936 ) ,
nella Chiesa del Pantheon ( il Cristo di bronzo , dimensione ridotta di
quello di Montreal ) , ed , oggi in totale abbandono, già all’ ingresso
dell’ex – Ospedale Psichiatrico di Viale Scala Greca , due statue
raffiguranti la Pazzia ( Tenebre ) ed il Senno ( Luce ) , per le quali fece
ritorno a Siracusa nel 1934 , anno in cui eseguì anche la scultura dell’
Atleta .
Inoltre, in Siracusa, una bella testina in marmo è in possesso degli eredi
del Ragioniere Aristide Ricca, ex-segretario della Scuola d’arte , 1 busto
di un personaggio, tale Saru m’ abbrucia , un babbasunazzu dell’ epoca , è
presso la Famiglia Naro
( Le sorelle, sue cugine ) , altre opere sono visibili presso la casa di
Iole Vittorini ( i busti dei genitori e del cognato-amico, Sebastiano , la
testina di una giovinetta e di un vecchio , una maternità , etc , etc….) .
Pasquale Sgandurra , uno dei soli 12 artisti siracusani presenti alla
Quadriennale Romana , merita un significativo omaggio alla sua Arte , una
superlativa Retrospettiva :
Lo zio di Elio Vittorini , la presenza più significativa della prima metà
del Novecento Scultoreo aretuseo , non ha Mai esposto a Siracusa !
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