| Una delle prime
chiese di Siracusa di cui le molte manomissioni rendono discutibile l'esatta
datazione. Le caratteristiche architettoniche dell'abside e delle colonne
che la delimitano la farebbero risalire al VI secolo d.C.
La pianta originale doveva essere meno estesa in senso longitudinale,
probabilmente l'ampliamento sarà avvenuto tra il 1300 e il 1400, periodo a
cui risalgono il rosone e il portale d'ingresso che reca la data MCCCXXXVIII.
In quest'ultimo la forma ogivale con fasce di colonnine e capitelli a
decorazione floreale è testimonianza inequivocabile dell'architettura
aragonese. La navata centrale è fiancheggiata da archi a pieno centro su
pilastri a sezione rettangolare. Il soffitto in legno poggia su capriate del
XV secolo. Sulle navate laterali si aprono gli altari dedicati a S. Amatore,
a tutti I Santi, a S. Elena, a S. Costantino e a S. Aloè. Sotto un altare il
corpo di S. Vincenzo Martire proveniente dalle catacombe di S. Callisto in
Roma. Di notevole valore il polittico su tavola, opera di ignoto, indicato
"Maestro di S. Martino", che prima si trovava sull'altare maggiore e dopo il
rinvenimento della finestrella a feritoia fu posto sull'altare laterale.

Sul primo altare della navata di destra si trova un bellissimo crocifìsso in
legno del XVI sec. donato alla cappella di S. Domenico dai Cavalieri di
Malta come ringraziamento dell'ospitalità ricevuta, e ora separato dal
reliquario settecentesco che lo incorniciava e
che si trova nella Chiesa del Cannine. Nella chiesa di S. Martino, secondo
il Privitera, dovrebbero trovarsi i quadri della Via Crucis e l'organo
provenienti dalla Chiesa di S. Maria di Gesù.

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