|
Testo tratto da:
GUIDA AI MONUMENTI ADOTTATI
Ediprint
Non è possibile affermare se la chiesetta sia stata edificata ex novo,
subito dopo la conquista normanna su un tempietto bizantino.
Il nome di San Nicolo dei Cordari o di San Nicolo della Pietra deriva dal
fatto che la chiesa venne offerta ai cordari, i quali sin dal 1557 vi si
ritrovarono e vi apposero sopra la ruota di pietra, che era l'emblema della
loro corporazione e che tuttora si vede murata sopra la porta del lato
meridionale.
I riferimenti storici relativi alla chiesetta risalgono alla fine dell'XI
secolo. In essa furono celebrate le esequie di Giordano figlio di Ruggero,
che dopo il tramonto della dominazione araba aveva ricevuto l'investitura di
Siracusa, trasformata in contea.
Separata dall'Anfiteatro romano dalla strada che conduce al gruppo dei
monumenti classici della Neapolis, la chiesa di San Nicolo dei Cordari sorge
in una breve spianata da dove la vista si allarga a mezzogiorno sul
delizioso panorama del porto che si spiega come un superbo scenario, mentre,
a settentrione, la grande Latomia del Paradiso, ravvivata da una
lussureggiante vegetazione, limita, in mezzo ad un magnifico isolamento, la
straordinaria visione. Sovrastante la Piscina romana, si estende per circa
metà della sua lunghezza sull'area della piscina stessa, la dignità di
questa chiesa fu mantenuta viva dalla corporazione dei cordari, i quali, da
tempo immemorabile occupavano le vicine grotte della Latomia del Paradiso.
Tuttavia le limitate pratiche di culto che vi hanno avuto luogo non sono
riuscite a salvarla dal rovinoso abbandono.
La struttura della chiesa è sostanzialmente integra: l'interno, ad unica
navata, è chiuso ad oriente da un'abside semicircolare, la quale costituisce
la parte più caratteristica e genuina della chiesa primitiva. La pianta
rettangolare è ispirata ad un concetto di semplicità e di simmetria, allo
stesso modo le masse murarie sono poco ravvivate dai motivi decorativi.
Il catino è limitato da un arco trionfale a pieno centro, segnato da una
cornice cordonata, la quale si raccorda con i muri perimetrali.
Esteriormente l'abside riproduce l'interna disposizione iconografica: ha lo
stesso sporto semicircolare, chiuso da una cornice terminale, che
costituisce il solo elemento decorativo di tutta la massa muraria.
Giudicata nel suo insieme, questa chiesa riflette lo stesso eclettismo
architettonico di altre chiese del tempo. L'edificio infatti innalzato in
epoca normanna mantiene vivi elementi della cultura bizantina ed araba. |
|