Testo tratto da: | ||
| ||
Chiesa dei cappuccini |
|
|
|
La Chiesa e il Convento dei Cappuccini si trovano nello spiazzo denominato Largo delle Latomie, nel quartiere Akradina. La chiesa di stile spagnolesco, dedicata alla Madonna dei Pericoli, fu ultimata nel 1583. Sotto la chiesa furono scavate le catacombe per seppellirvi i cadaveri dei religiosi. Il prospetto della chiesa, contiguo al convento, si affaccia su uno spazio recintato, ricavato dall'antico fossato di protezione, sorto per difendersi dalle incursioni piratesche. Proprio per questo la parte inferiore non recava aperture ed il convento era dotato di ponte levatoio.
La meridiana è un orologio solare spesso presente nelle chiese dei Cappuccini, anche se in altre si trova nell'atrio. Nel rifare la facciata è stata manomessa ma ritroviamo lo gnomone e si intravedono le linee originali. Al di sopra si apre la finestra della Cantoria mentre la copertura a capanna, sulla cui sommità è la croce in pietra, viene interrotta sulla destra da una semplice cella campanaria con arco riquadrato. Accanto al convento si trovano le antiche latomie dette dei Cappuccini perché dai frati adoperate come orto e giardino.
L'interno L'interno presenta un impianto longitudinale a navata unica coperta a botte con archivolti decorativi, che prende luce da un finestrone sopra il portale e da finestrelle alte a strombo. Nel vano che ospita l'altare vi sono due finestre con vetrate a croce, blu.
SERAPHICAE RELIGIONIS INSIGNAE QUOTIDIE PRIVILEGIATI
II pezzo più importante è l'altare, realizzato in legno, con intarsi in madrcperla e tartaruga. Ha forma di tempio elevato su due ordini e reca al centro in basso l'apertura del tabernacolo. Lateralmente, in nicchie riquadrate, vi sono statuine intagliate dei SS. Pietro e Paolo e due figure femminili allegoriche. Nella nicchia centrale la statua della Vergine Immacolata fiancheggiata da due figure di sante dipinte. Sull'altare troneggia il quadro della Madonna dei Pericoli, prima attribuito a Mattia Preti e poi recentemente ritenuto opera di fra Demenico da Palermo (seconda metà del XVII sec). Ai due lati tele raffiguranti S. Agata e S. Lucia. Nelle nicchie, ai lati dell'altare, troviamo le statue di S. Antonio e di S. Lorenzo da Brindisi.
Non ci sono navate laterali, ma solo due piccole cappelle vicino all'entrata, dedicate rispettivamente a S. Rita quella di sinistra e a Gesù Cristo in croce quella di destra che era l'antica Cappella dei Re Magi. Nella prima vi si trovano un altare in marmo policromo del '700 con i cartigli marmorei gentilizi recanti i nomi dei donatori ed un quadro di S. Giuseppe col Bambino; è illuminata da una finestra strombata nella cui vetrata è raffigurato S. Francesco. La seconda è stata adibita a cappella delle confessioni; vi si trova il fonte battesimale avente forma di poligono irregolare in stile moderno. La volta è a crociera.
Storia dell'Ordine Lo stemma dell'ordine dei Cappuccini raffigura l'incrocio di due braccia, uno nudo e l'altro con la manica di un saio, davanti ad una croce. Esso indica la spiritualità dei Francescani che intendono riprodurre nella propria vita il Vangelo di Cristo, per questo il braccio nudo di Gesù si intreccia a quello col saio dei frati, nel nome della croce. Anche il motto dell'Ordine "Pax et Bonum" riflette l'ideale di vita caritatevole ed evangelica dei frati cappuccini. Nel 1525 frate Matteo da Bascio ottenne da Clemente VII il permesso di indossare un grezzo saio con cappuccio piramidale, ad imitazione di S. Francesco e di osservarne alla lettera gli insegnamenti. Lo stesso Papa nel 1528 promulgò l'atto di fondazione dei Frati Minori della vita eremitica, detti Cappuccini per la forma del cappuccio. Essi vestivano rozzamente, a capo scoperto e a piedi scalzi, portavano la barba e vivevano in luoghi isolati, dedicandosi a lavori manuali e alla preghiera. Alla metà del secolo diciottesimo erano 30.000. Le latomie dei Cappuccini Accanto al convento si apre la latomia dei Cappuccini, la più antica delle latomie siracusane. 11 termine latomia deriva dal latino lithotomia che significa pietra tagliata. Dalle immense cave di pietra venne estratto il materiale per edificare le prime costruzioni della Siracusa antica. Gli storici ateniesi Diodoro Siculo e Tucidide ricordano che le latomie vennero utilizzate come prigioni per i 7.000 superstiti dell'esercito ateniese. La latomia dei Cappuccini oggi appartiene al Comune ed è chiusa da più di vent'anni perché pericolante. Nei giardini delle latomie vegeta una flora mediterranea ricca e piena di colore. Molte specie sono di antichissima origine, addirittura del terziario, passate indenni attraverso le glaciazioni. Vi sono due tipi di vegetazione, una spontanea ed una coltivata. Fra le forme spontanee si trovano: capperis spinosa,, campanula rupestris, fico d'India, fìcus, papaver rochas, rubus fruticosus, olea europea. Fra le forme coltivate vegetano: alloro, bouganvillea, carrubo, cipresso, palma, pino di Aleppo, punica granatum.
|
|