|
Posta sulla
piazza omonima, fu costruita per volere dei Confratelli Falegnami nel sito
ove sorgeva la vecchia chiesa di S. Fantino di rito greco nella seconda metà
del 1700. Per poterla costruire i Confrati vendettero alla Congregazione dei
Cocchieri e Staffieri la loro vecchia chiesa, posta nel vicolo S. Anna, "S.
Giuseppe il vecchio" che verrà poi demolita.
I lavori furono diretti dal capomastro Carmelo Bonaiuto, detto Carancino, e
si concluderanno intorno al 1773.
La costruzione è al centro della piazza S. Giuseppe, in un luogo
particolarmente importante per la presenza dei due complessi monastici più
prestigiosi dell'isola: Aracoeli e S. Domenico. Nelle pareti esterne i
portali, i fìnestroni e le nicchie sono contornati da decorazioni. Sormonta
il prospetto la cella campanaria. L'interno della chiesa, a pianta
ottagonale è ad unica navata; nelle pareti laterali nicchie e due organi.
Nella parete di fondo, in una nicchia la riproduzione del Seppellimento di
S. Lucia del Caravaggio, opera del pittore Mario Minniti. La chiesa è stata
oggetto di furti e manomissioni notevoli in questi ultimi anni, attualmente
è chiusa al culto per lavori di restauro che si stanno protraendo da
moltissimo tempo.
|
|
|
La chiesa sorge
al centro dell'omonima piazza, di forma quadrangolare, che è attorniata da
palazzi di epoca diversa: alcuni di origine settecentesca, altri ricostruiti
negli ultimi decenni come il moderno palazzo posto sul lato Ovest della
piazza.
Nella piazza possiamo inoltre ammirare il palazzo Midiri, purtroppo ormai
fatiscente, dal lato opposto l'antico monastero di
S. Maria Aracoeli,
attualmente sede dell'Istituto Nautico "G. Arezzo della Targia" e la
bellissima facciata della Chiesa di S. Domenico.
La costruzione della chiesa di S. Giuseppe fu intrapresa fra il 1752 e il
1754 sulle rovine della preesistente chiesa ortodossa di San Fantino, su
richiesta della confraternita di S. Giuseppe, corporazione dei falegnami i
quali ottennero nel 1752 la licenza di restaurare la chiesa di S. Fantino
semiabbandonata e affidarono il compito della costruzione a Carmelo Bonaiuto,
tecnico e architetto di fiducia e forse anche autore del progetto. I lavori
furono ultimati nel 1773 e il risultato fu un "Magnifico tempio dedicato al
Patriarca S. Giuseppe". La chiesa sorge su di un alto podio rettangolare,
preceduto su tre lati da scalinate. Le pareti esterne sono caratterizzate da
due ordini di paraste sovrapposte.
Nell'ordine inferiore le cornici dei portali modellano delicatamente le
pareti; compito svolto nell'ordine superiore dai finestroni e dalle nicchie.
Le sculture naturalmente, si richiamano al gusto barocco e rococò del tempo.
La struttura interna è a pianta ottagonale con profonda abside semicircolare
in cui trova spazio l'altare maggiore a W. La chiesa è a navata unica con
nicchie laterali che si alternano a vani d'ingresso. Anche le pareti sono
adornate da stucchi barocchi. In alto sulla fascia superiore, si imposta una
pseudo volta che si eleva sopra la cornice e nella quale si aprono i
finestroni. Nel pavimento sottostante l'ingresso anteriore si ricavò un
locale sotterraneo (ipogeo) con volta semi circolare con destinazione
funeraria. Nel 1877 fu proposta la distruzione della chiesa, che per fortuna
non ebbe luogo.
|
|