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Siracusa
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direttore artistico  Corrado Brancato

 

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DAGLI SPAGNOLI ALL'UNITA' D'ITALIA

 Insediatisi fin dal 1735, i Borboni diedero prova, fino all'avvento di Napoleone, dell'atteggiamento illuminato che era patrimonio delle monarchie temperate. Poi iniziarono, invece, una politica più illiberale che negava completamente le istanze di autonomia da Napoli, dove aveva sede la capitale del Regno. Tanto che si resero inevitabili moti di rivolta sanguinosamente sedati (dal 1821 al 49); non solo: il capoluogo fu spostato nel 1837 a Noto, fino al 1865.
 Con l'unità d'Italia, allo scontento per le prevaricazioni dei piemontesi, si accompagnarono le rivolte a carattere sociale, determinate dall'ormai secolare condizione di povertà ed ingiustizia. Rianimato dai traffici per la guerra di Libia, e distrutto dagli aerei tedeschi con lo sbarco degli alleati in Sicilia, il porto di Siracusa ha conosciuto un meno effimero sviluppo nel secondo dopoguerra e — soprattutto — con il boom economico degli anni '50 e '60. Oggi i problemi di Siracusa sono quelli di una città ad economia mista, con una consistente presenza industriale: insediamenti industriali troppo vicini alla città.

 

 



La lapide posta sotto lo stemma del balcone centrale del Palazzo Beneventano del Bosco

Questa l'iscrizione:

FERDINANDO III UTRIUSQUE SICILIAE
REGI CLEMENTISSIMO QUI
 SYRACUSANORUM PORTUS
 ET MOENIA  LUSTRANDO
HANC  AEDEM
 ADIVIT HONESTAVIT BEAVIT
 FRANCISCUS BENEVENTANO
 IN GRATI ANIMI PIGNUS
ET ACCEPTI HONORIS MEMORIAM
POSUIT
DIE XXVII APRILIS MDCCCVI

Visita di Ferdinando III
a Siracusa

Una  lapide posta sotto lo stemma del balcone centrale del Palazzo Beneventano del Bosco, ricorda che nel 1806 fu qui ospitato il re Ferdinando III di Borbone che, da lì affacciato, assistette alla rappresentazione di un dramma musicale, che si tenne su un palcoscenico fatto appositamente erigere di fronte al palazzo.

 


 

 
   
RIFACIMENTI E DISTRUZIONI

 Nel 1862 si provvide alla sistemazione della fonte Aretusa, che venne rinchiusa nell'attuale bacino, distruggendo l'originale sua collocazione che probabilmente era più suggestiva. Nel periodo post-unitario, un poco in tutte le città siciliane si procedette «a rullo compressore» nella demolizione delle antiche opere fortificate, delle mura, dei bastioni spagnoli. La indiscriminata distruzione provocò, a Palermo e a Siracusa, la scomparsa di una originale cinta muraria della quale con tutta agevolezza larghi brani potevano essere mantenuti. Scrive Tommaso Gargallo di Castel Lentini: «Questa stessa mentalità aveva segnato il destino delle fortificazioni. Eppure non sarebbe stato impossibile aggirarle; tutt'al più demolire, se era proprio necessario, qualche cortina ad est, e praticare un secondo ponte dove oggi se ne è aperto uno, lasciando quello centrale, e la porta maestosa, come passaggio pedonale... la piazza di Siracusa aveva un fronte a terra che era uno dei capolavori militari dei vecchi tempi. Innestate sui muri medievali, di cui sopravvive... la fiera grazia di porta Marina, i nuovi bastioni rappresentano il barocco in ogni sua fase; da quando sbocciò nel tardo rinascimento... a quando si affievolì nei leziosismi e nelle raffinatezze settecentesche». 

 

LA PIAZZA ARCHIMEDE  A S. ANDREA

II giorno 16 Agosto 1878 il locale di S. Andrea Apostolo fu intieramente sgombro di tutto il materiale.
Al 1° di Ottobre 1878 incominciarono i lavori per la nuova Piazza Archimede ; e, scavando il terreno, le ossa che si trovarono nelle sepolture di S. Andrea e in quelle di S. Giacomo furono trasportate nella vicina chiesa di Santa Lucia la piccola. Seguitando gli scavi, oltre di un profondo pozzo e della petriera che servì per la fabbrica di S. Andrea, furon trovate in varii punti certe specie di strade sotterranee lunghe, diramandosi alcune per la via S. Maria, altre per quella del Collegio. Se fossero state cave di pietra, o condotti d'acqua, o per uso di strade : ciò s'ignora.
 A riunir poi le acque piovane fu costruito un condotto sotterraneo profondo e largo, che cominciando dal locale di S. Andrea, si avanza per la via Bottari e scorrendo pel vico Cassari, rimpetto alla porta della marina si unisce a quell'altro condotto, alquanti anni addietro fatto nella via Carceri vecchie, e vanno tutti e due a scaricarsi al mare.
Il gran piano di S. Andrea venne totalmente compito il 20 Giugno 1879; e al 22 Luglio dello stesso anno vi furono collocati per la illuminazione serale quattro magnifici candelabri di ferro fuso, che furon fatti venire da Messina e costarono 2000 lire.
A render meno inclinato questo piano, volendolo quasi render parallelo alle strade, queste in alcuni punti divennero più o meno alte o basse ; e lo stesso avvenne di alcuni palazzi e case terrene. Belli e larghi, in questa circostanza, riuscirono i due brevi tratti di strada che si fecero, quello cioè che dalla Amalfitania, torcendo, conduce a San Cristoforo, e quell'altro che dalla casa Tarantelle mette alla via Bottari.
 Spianato tutto il locale di S. Andrea, a sommo della nuova facciata, il Municipio il giorno 12 Aprile 1882 vi alzò un orologio simile a quello che nel Dicembre del 1867 era stato situato nel campanile di S. Andrea; e che poi al 21 Settembre 1876 fu trasportato a S. Francesco d'Assisi. Questi due orologi a lume, senza la suoneria, segnano le ore il giorno e la notte.

Da: Memorie Siracusane
di Pasquale Magnano

 

Cronologia
 
 

1718 Nasce Cesare Gaetani, letterato ed archeologo (m. 1805).
1727 Su progetto di Pompeo Picherali si costruisce la chiesa dello Spirito Santo.
1728 Andrea Palma costruisce il nuovo prospetto della cattedrale.
1729 Siracusa è colpita da una grave pestilenza.
1742 Si costruisce la chiesa di S. Filippo alla Giudecca.
1743 Nasce Saverio Landolina, archeologo (m. 1814).
1751 Parziale trasformazione del palazzo arcivescovile (si aggiunge l'ultimo ordine, si      trasformano in balconi le finestre del piano nobile).
1760 Nasce Tommaso Gargallo, poeta (m. 1843).
1775 L'architetto Luciano Alì costruisce il palazzo Beneventano del Bosco.
1780 L'arcivescovo Alagona fonda la biblioteca alagoniana.
1787 Visita di Goethe a Siracusa.
1783 Un terremoto colpisce Siracusa.

 
   

1800 Demolizione dei forti spagnoli, interramento dei canali di congiungimento fra le acque del porto grande e del porto piccolo.
1800-1810 L'arcivescovo G. Maria Amorelli mette insieme una raccolta di pittura comprendente, fra l'altro, il S. Leonardo (Pal. Bellomo).
1804 Nell'area occupata dal Giardino di Spagna viene rinvenuta la Venere Landolina.
1806 Ferdinando III di Borbone, esule, viene ospitato nel palazzo Beneventano del Bosco.
1811 Negli ambienti del seminario arcivescovile si costituisce il museo comunale; vengono esposti i "pezzi" archeologici del vescovo Alagona.
1818 Un terremoto colpisce Siracusa.
1835 Il poeta tedesco Augusto von Platen visita Siracusa (dove venne sepolto entro la Villa Landolina).
1837 Epidemia di colera e Fallito tentativo insurrezionale antiborbonico.
1850 ca. Demolizione della chiesa dei padri teatini,

 

 
   

 

Main
 

La preistoria

L'espansione greca

La guerra Ateniese

L'insidia cartaginese

Il dominio romano

Il Medioevo arabo

Il periodo normanno -svevo

Dagli spagnoli all'unità d'italia

 

Testimonianze


La capitale della Magna Grecia di
Roretta Giordano

 
 
 
 
 

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