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Siracusa
monumenti greci

direttore artistico  Corrado Brancato

 

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Il tempio di Zeus Olimpio costruito nei primi decenni del VI secolo a.C. sorge su un poggio elevato rispetto la pianura sottostante. Esso è il secondo tempio più antico di Siracusa dopo quello di Apollo in Ortigia e viene anche chiamato comunemente  dai siracusani il tempio "re' du culonne", per la presenza di sole due colonne superstiti.

 


TEMPIO DI GIOVE
 

 

 Il ricordo più antico del santuario ci riporta al 491 a. C, quando Ippocrate di Gela, dopo la vittoria all' Eloro sui Siracusani, si accampò presso il tempio,e scoprì ili sacerdote e altri in atto di depredare gli ex voto, e jl mantello della sfatua di culto, in parte d'oro. Egli rimandò indietro i predatori, e si astenne dal toccare i tesori del santuario (Diodoro, X 28, 1). Anche gli Ateniesi, quando nel 414 si accamparono intorno al tempio, non toccarono il tesoro del dio (Pausania, X 28, 6) È probabile che ben altrimenti si comportassero gli eserciti cartaginesi nel 391 e nel 309 a. C, e forse anche i Romani nel 214 (Livio, XXIV 33, 3). Del resto, lo stesso Dionigi aveva privato il dio del mantello. d'oro offerto da Gelone con il "denaro ricavato dalla preda cartaginese della battaglia di Himera, con l'ironico pretesto che il dio sarebbe stato assai più protetto dal freddo e dal caldo con un mantello di lana (Cicerone, De natura deorum, III 83). .Anche Verre rubò nel  tempio un simulacro di Zeus Urios (Cicerone, Verrine', II 4, 128).
 L'edificio sorgeva all'interno di un sobborgo chiamato Polichne (Tucidide, VII 4), che era probabilmente privo di mura. In esso venivano conservate le liste dei cittadini di Siracusa, che vennero intercettate dagli Ateniesi mentre i Siracusani tentavano di portarle in salvo nella città su una nave (Plutarco, Vita di Micia, 14). L'importanza del santuario come centro politico è dimostrata anche dal. fatto che l'anfìpolia di Zeus Olimpio, creata da Timoleonte, era anche la magistratura eponima della città (Diodoro, XVI 70, 6).
 II tempio, scavato a più riprese (1893, 1902, 1953) e restaurato di recente, è piuttosto mal conservato. Ne resta parte del krepidoma, e tutto l'incasso della roccia in cui era inserita la fondazione, con due colonne del lato sud ancora in piedi. L'edificio era molto allungato (20,50x,60. m) e presentava una. peristasi di. 6 colonne per 17, probabilmente tutte monolitiche. come quelle del 'tempio di Apollo, alte, circa .8m, con un diametro inferiore di 1,84. L'intercolumnio frontale era_ di 4,08 m, quello laterale di 3,75. La cella era preceduta da un pronao, e seguita da un àdyton senza opistodomo: pianta molto simile dell'Apollonion, al quale si apparentano anche le terrecotte architettoniche. Alcuni aspetti più evoluti permettono di datare l'edificio a un'epoca leggermente più tarda (sempre comunque entro i primi decenni del VI sec. a. C.). Lo scavo del 1953 ha rivelato la presenza, accanto al tempio, di due profondi fossati, opere di difesa che, in base alla ceramica scoperta, possono essere attribuite a uno degli assedi cartaginesi o a quello romano.
 

 

Nel 1767 Von Riedesel scriveva del tempio: “Sulla sponda del fiume Anapo, che sfocia nel porto grande, si trovano due grandi colonne e tre cadute. Le cinque colonne sono di ordine dorico e sono i resti del famoso tempio di Zeus Olimpico nel quale gli ateniesi si rifugiarono dopo la sconfitta umiliante ricevuta dai siracusani”



Nel 1778 Jean Hoüel riporta: “…I proprietari del campo dove sono le rovine del tempio di Giove, hanno distrutto completamente sia le colonne sia i capitelli che giacevano rovesciati per terra: li hanno frantumati e prelevati per costruire capanne e per arare più facilmente il terreno. Hanno preferito il piccolo beneficio di poche manciate di spighe, alla conservazione di queste rovine antiche per le quali non hanno rispetto. ”

 

 
   

 

Le due colonne rispettivamente all'angolo SE e sul lato meridionale, hanno ispirato i viaggiatori del 1700 e del primo Ottocento, i vedutisti tardo romantici, ed anche gli artisti del nostro tempo. Dal tempio si ha la veduta completa del Porto grande, delle Saline, di Ortigia e del Plemmirio. Questo tempio era un riferimento per i naviganti che entravano o uscivano dal porto di Siracusa.
 

 
   

Ettore De Maria Bergler. I ruderi del tempio di Giove Olimpico a Siracusa (part.)
Palermo, Assemblea Regionale Siciliana- palazzo dei Normanni
 
 
 

Jean Hoüel, Stato dei resti del tempio di Giove Olimpio nel 1770 di cui non ci sono più, nel 1786, che le due colonne in piedi. 1785. Acquatinta

 

 

 

Main
 

Ara di Ierone II

Castello Eurialo

Fonte Aretusa

Latomie

Teatro Greco

Tempio di Apollo

Tempio di Athena

Artemision

Tempio di Giove

Arsenale

Foro Siracusano

 

 

Testimonianze

 

Paolo Orsi "Schlimann di Siracusa di Maria Galizia

Lettera sui monumenti di Siracusa di Paolo Orsi

Se il moderno discende dall'antico di Giuseppe Voza

 

 

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