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Siracusa
monumenti greci

direttore artistico  Corrado Brancato

 

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ARTEMISION
 
 

La campagna di scavi, condotta negli anni 1910-13 da P. Orsi nell'area sacra di Via Minerva e i successivi scavi 1960-63 effettuati dalla Sovrintendenza alle Antichità nell'area occupata dal palazzo del Senato, hanno permesso di avvalorare la tesi dell'Orsi che era riuscito ad individuare la presenza di un edificio, di un certo interesse, parallelo all'Athenaion.
Con l'ampliamento del Palazzo Municipale e l'abbattimento della chiesa di San Sebastianello, si realizzarono sondaggi più approfonditi, per chiarire meglio le conoscenze e si accertò la presenza di un tempio Ionico.
Questo tempio è un raro esempio di stile ionico in Italia, dedicato ad Artemide, dea protettrice di Siracusa, divinità a cui è legato il mito di Aretusa; infatti il tempio sorge nell'area sacra dell'isola di Ortigia, accanto all'Athenaion. I resti del tempio si trovano nel seminterrato del palazzo del Senato, nel quale si possono individuare il basamento delle fondazioni, le cui dimensioni sono circa m. 59x25.
Il tempio presenta caratteri simili all'Artemision arcaico di Efeso, al quale lo accomunano i rocchi inferiori delle colonne, con la presenza di parti scolpite o da rivestire con bassorilievi bronzei. La costruzione del tempio, che è opera di maestranze provenienti dall'isola di Samo, si fa risalire agli ultimi decenni del VI secolo a.C, antecedente cioè all'avvento di Gelone a Siracusa. L'Artemision, costruito in calcare locale, era un tempio periptero, con un ampio pronaos coperto, a più navate e cella a cielo aperto. Presentava sei colonne sui lati brevi e sedici sui lati lunghi, alte quindici metri.
Sul prospetto principale, rivolto ad oriente, come tutti i templi greci, presentava una doppia fila di colonne. La colonna aveva una base di tipo samio con spirale a toro, il fusto aveva 28 scanalature ed il capitello a volute. Una fascia di bronzo, con motivi decorativi, arricchiva i rocchi inferiori di alcune colonne, mentre il capitello presentava caratteri di uno stile Ionico piuttosto arcaico. La copertura, probabilmente in tegoloni, presentava alla sommità degli acroteri.
Dai dati raccolti si possono formulare due ipotesi: la prima presuppone che il tempio sia stato iniziato ma non portato definitivamente a compimento per la sconfitta riportata dai Siracusani ad opera di Ippocrate di Gela; la seconda che il tempio sia stato costruito integralmente ed esistito fino ai tempi di Cicerone, perché citato nei suoi scritti; poi abbandonato e forse utilizzato, come cava di pietra, dalle prime dominazioni barbare alla conquista spagnola che completarono l'opera di distruzione dei templi greci.

 

 
   
   

 

 

Main
 

Ara di Ierone II

Castello Eurialo

Fonte Aretusa

Latomie

Teatro Greco

Tempio di Apollo

Tempio di Athena

Artemision

Tempio di Giove

Arsenale

Foro Siracusano

 

 

Testimonianze

 

Paolo Orsi "Schlimann di Siracusa di Maria Galizia

Lettera sui monumenti di Siracusa di Paolo Orsi

Se il moderno discende dall'antico di Giuseppe Voza

 

 

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