GG DISCO MILANO
PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DISCOGRAFICA
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Comunicato Stampa

 

E’ stata pubblicata la prima cassetta musicale di Pippo Dugo dal titolo Canti Popolari Siciliani.

L’album, registrato negli studi di Pachino della GG DISCO Milano e prodotto dal maestro Carmelo Fidelio, contiene 14 brani della tradizione musicale siciliana. Sono ninne-nanne, canti religiosi, canti d’amore, canti del lavoro, canti del carcere, canti di antiche leggende che accompagnavano, ed a volte ne scandivano i tempi, i vari momenti della vita quotidiana dei nostri avi nei secoli passati, quando ancora non c’erano new ed old economy e non era ancora iniziata l’industrializzazione né la globalizzazione. 

Pippo Dugo nasce, come artista, negli anni sessanta quando con alcuni complessi beat comincia, partendo dalla natìa Pachino, a girare la provincia come chitarrista ( uscito dalla mitica  scuola del maestro Carmelo Fidelio ) esibendosi nelle piazze, nei locali, nelle rotonde sul mare …

Negli anni settanta, comincia a cantare scoprendo, innamorandosene subito, i canti popolari siciliani. Accantonata la chitarra elettrica, frequenta sempre più chitarre classiche e acustiche il cui suono meglio si adatta alle atmosfere evocate dai canti. Collabora con poeti ed artisti locali tenendo diversi recitals di poesie e canzoni nei teatri, nelle scuole, nelle prime “radio libere” ed anche in luoghi meno deputati come scuole ed università occupate, carceri .. etc. ..

Dopo moltissimi anni di assenza e di silenzio, ma anche di studi e di ricerca sui canti popolari P. D. è tornato sulla scena ed ai concerti dal vivo. Negli ultimissimi anni ha partecipato più volte alla Festa della Musica, manifestazione musicale organizzata dall’ARCI con il patrocinio del Ministero dei Beni e Attività Culturali; nel 2001 ha tenuto concerti a Pachino, Marzamemi, Portopalo e Siracusa partecipando, in particolare, alla manifestazione Domenica ecologica, esibendosi in Piazza Archimede a Siracusa ed alla rassegna artistica, che si è tenuta a Portopalo, I colori dell’arte.

Ma, cosa si intende per canto popolare ?

Dalla prefazione di G. Battista Bronzini ai Canti Popolari Siciliani di

Giuseppe Pitrè:

“Sul principio dell’origine individuale del canto popolare e del suo farsi collettivo attraverso la trasmissione orale, che con leggeri ritocchi varia il canto adattandolo a tempi, luoghi e sentimenti diversi, onde le varianti si creano per trasformazione dei sentimenti  … la posizione del Pitrè è collaudata dalla sua diretta esperienza …”     

Così si esprime Giuseppe Pitrè nello Studio critico che precede la sua raccolta Canti Popolari Siciliani:

 “….. vedo nascere nei miei lettori il desiderio di sapere come si formino e si propaghino codesti canti, che prendono la qualificazione di popolari.

… il desiderio non ha niente dello strano; ma ad appagarlo  …. ogni studioso delle nostre tradizioni popolari non saprebbe trovar tutto insieme il come adattatamente rispondere.

L’avviso più comune ….. è che essi traggano nascimento da questo o da quel poeta rustico, che nei paesi e nei villaggi mancano di rado; ma né il nome loro, né il quando, il dove, il perché del canto ci si conserva. Questa oscurità, che pare un difetto è la vera ragione per cui il canto diviene popolare.

….. il canto di uno solo diventa canto di tutti perché nascendo trovossi nelle condizioni più favorevoli a lunga esistenza; rimane poi perché risponde agli affetti naturali, ai costumi, alle tradizioni del popolo.”

In altre parole, i canti popolari sono di autori anonimi, nascono e vengono divulgati dal popolo oralmente, diventano tradizione (e tradizionali) in quanto durano nel tempo giungendo, seppure in minima parte, fino a noi. Sarebbe più giusto, quindi, definirli canti popolari tradizionali siciliani.

I canti inseriti nella musicassetta non sono certo canzonette folkloristiche per turisti in cerca di souvenir! Non ci sono cianciane, friscaletti o marranzani …, ma è stata fatta un’operazione filologica, spogliando i canti, come La campana sona o la celebre Mi votu e mi rivotu, da orpelli e abbellimenti per avvicinarsi, quanto più è possibile, alle versioni originali ed al modo di cantarli di quando sono nati, per poi rivestirli appena di note musicali di accompagnamento durante la registrazione in studio. In Mi votu e mi rivotu è stata inserita una seconda ottava inedita, riscontrata nelle raccolte di canti popolari di S. Salomone Marino e L. Vigo, molto simile alla prima ottava, tratta dalla raccolta di G. Pitrè,  ma contenente alcune varianti.

In Sugnu comu ’n cunigghiu, tratta dalla Raccolta Amplissima di Canti Popolari di L. Vigo ( altre versioni sono inserite nelle raccolte di G. Pitrè e S. Salomone Marino ), è stato aggiunto un prologo a cappella  che bene introduce questo canto del carcere denso di dolore e di disperazione; è questo, forse, “il più arrangiato” dei brani musicali inseriti nella MC.

La campana sona,  è un canto che forse risale al secolo XVI, quando, a fronteggiare una delle tante invasioni subìte dal popolo siciliano, vennero in aiuto i Cavalieri di Malta; anche il testo di questo canto è tratto dalla raccolta di L. Vigo e si compone di due ottave in endecasillabo.

San Bastianu, qui proposta in versione strumentale, è una ninna nanna quasi sicuramente inedita; mentre altri canti, come la ninna-nanna E a la vò, fanno parte dei ricordi personali di Pippo Dugo.

Nell’era della globalizzazione, la ricerca e la riproposizione dei canti popolari sono un inno alla diversità. Andare a scavare nei luoghi della memoria alla ricerca delle nostre origini, delle nostre radici, della nostra storia è operazione per niente nostalgica, bensì è un guardarsi indietro per capire da dove veniamo, per poi andare avanti, con il nostro bagaglio culturale e prendendo il meglio della nostra tradizione, ad affrontare questo presente globalizzante. Nel campo musicale, ben vengano le varie contaminazioni nei diversi generi musicali, va bene la musica etnica e perfino la world music che tutto il mondo unisce, ma accanto a queste espressioni musicali, ormai diventati beni di consumo come un qualsiasi prodotto commerciale, è giusto che trovi posto anche la musica popolare.