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ARTISTI IN PERMANENZA

Jano Fanciullo
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| Fanciullo e Sassu |
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| Fanciullo e Fiume |
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| Fanciullo e Parmigiani |
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| Fanciullo e Guttuso |
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| Fanciullo e Treccani |
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Jano Fanciullo è tra gli artisti che hanno sempre dimostrato attacamento
e amore per la propria terra, offrendoci una personale raffigurazione e
descrizione degli aspetti più belli e caraneristici.
Protagonistra sensibile e poliedrico, artista e poeta, amico di grandi
maestri come Fiume, Guttuso, Parmigiani e Sassu, Fanciullo ha saputo
dare un senso ed un fine all'arte integrando il mestiere di artista a
quello di appassionato ed esperto mercante.
Ricorrente e distintiva è nelle sue opere la figura femminile, che
ranista inserisce sovente in ambienti specifici della sua colorata
Sicilia.
Fanciullo con fantasia e creatività si serve della natura per elaborarla
e riprodurla informe, colori e immagini che suscitano: bellezza,
delicatezza, sensazioni.
Spesso il paesaggio è quello assolato e solitario della campagna la cui
terra generosa da frutti e fiori che colorano e profumano Varia.
I colori, resi materici da una particolare tecnica che l'artista
personalizza con risultati sorprendenti, riempiono le campiture del
disegno di tonalità intense che vanno gradatamele a sfumare nelle parti
dove il gioco di luce vuole essere più attenuato.
C'è tanta forza d'immaginazione nelle tele di Fanciullo, ma anche molta
concretezza e spesso diventa evidente il richiamo ad un mondo classico.
Nel paesaggio della realtà e della fantasia compaiono particolari di
templi e frammenti di reperti archeologici che contornano i corpi
fantasiosi delle figure, le cui forme allungate sono ingentilite da
ornamenti del viso e delle vesti.
Fanciullo nelle raffigurazioni di donne non si sottrae ad un gusto
geometrico che vede il corpo definito da contorni precisi e in cui
prevale un forte aspetto compositivo.
Ogni parte è descritta con chiarezza ed essenzialità, la posa di solito
è frontale, ma non mancano, nel primo piano, i profili egli accostamenti
dei volti.
Le figure acquistano un senso di immobilità ed un aspetto di regale
astrazione, quasi un innalzamento nella sfera ideale.
L'astrazione rende l'espressione del volto enigmatica e un velo di
mistero traspare quando l'artista volutamente ritrae gli occhi scuri e
privi di pupille.
Con queste immagini ed espressioni cariche di fantasia e densi di
significato, fano Fanciullo ci ha coinvolto e ci invita ancora oggi ad
apprezzare la sua arte.
Giuseppe Gurrieri
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Lentini 1937, Siracusa 1991.
Dopo alcune esperienze giovanili nel campo musicale e teatrale, nel
1955 incominciò ad interessarsi della pittura.
Negli anni '50 e '60 frequenta l'ambiente artistico milanese e
conosce Marino Marini, Salvatore Fiume, Aligi Sassu, Orfeo Tamburi,
Ernesto Treccani. Conosce altresì critici impegnati i quali
apprezzano il suo lavoro.
Successivamente come operatore culturale porta in Sicilia le opere
dei grandi maestri del Novecento italiano. La sua attività di
operatore e di artista gli consente di poter collaborare con Nunzio
Sciavarrelo, Renato Guttuso e con poeti come Giueppe Rovella e
Corrado Sofia.
I Colori del Mediterraneo
Mi piace pensare che Jano Fanciullo, ormai parte
di quel luogo infinito in cui è sempre giorno, stia vigilando con la
sua ala di comprensione su questo momento di approfondimento critico
della sua pittura.
Mi piace immaginarlo vivo, presente. Ora qui, con quella sua
espressione poetica e profetica lasciata scritta sul foglio umile di
una rubrica: Questo tramonto per noi/vuoi dire aurora.
Mi piace pensarlo in compagnia di Orfeo Tamburi e Giuseppe Rovella,
affinità elettive di primaria importanza, spiriti liberi del nostro
tempo anch'essi purtroppo tra ipiù.
Mi piace ricordarlo con le stesse espressioni di simpatia e amicizia
di Aldo Parmigiani, con quell'aria un po' scanzonata, con quel tuo
sorriso disarmante, con quel tuo grande cuore che non lesinava
disponibilità e generosità.
Mi piace sperare che fra qualche tempo, mi auguro non molto lontano,
si dia inizio allo studio della cultura artistica regionale della
seconda metà del Novecento, riscattando dal torpore e dal silenzio
quel patrimonio di idee e di azioni che, grazie ad artisti e
promotori culturali come Jano Fanciullo, ha fatto apprezzare anche
nell'estremo Sud gli aspetti espressivi delle nuove avanguardie.
Grazie a Fanciullo, Siracusa ha conosciuto Ernesto Treccani,
Salvatore Fiume, Aldo Parmigiani, Orfeo Tamburi ...ed altri illustri
maestri dell'arte italiana del Novecento. A lui si deve la creazione
di quel collegamento straordinario tra la città aretusea e il centro
nord dell'Italia. Alle sue iniziative artistiche va dato il merito
di aver fatto conoscere il segno libero di Nunzio Sciavarello, la
solarità mediterranea dei dipinti di Salvatore Fiume e
l'espressionismo forte di Ernesto Treccani. Al suo entusiasmo
operativo e alla sua poliedricità culturale si deve l'attuazione di
iniziative espositive che hanno creato il solco di una tradizione
ormai consolidata.
Certo, non tutto ciò che accade nel tempo presente è degno di quella
tradizione. Penso però che da quell'inizio abbiano avuto seguito
molte manifestazioni intelligenti, le sole, le uniche di cui è
giusto mantenere la memoria. Il resto è solo polvere che di cui tra
qualche tempo non ci sarà traccia.
Meno nota è l'attività di Jano Fanciullo come pittore, ciò a torto
perché nei suoi dipinti ci sono i colori e il sogno di
un'espressione metafisica prettamente mediterranea.
Dipingeva preparando le tele con sabbia, la rena impalpabile dell'Arenella
e di Fontane Bianche, prelevata lungo la linea del mare, da quella
battigia a cui aveva dedicato alcuni dei suoi versi di maggiore
respiro poetico.
Componeva paesaggi e strutture spaziali di grande equilibrio, dando
ad ogni luogo il segno gentile della donna, depositando in ogni
strato pittorico le sue passioni amorose, i suoi sogni, le sue
aspirazioni, il turbine dei suoi sentimenti.
La sua pittura può essere definita come un canto d'amore alla
natura, ai luoghi del mediterraneo, alla solarità delle creature
umane conosciute, amate, apprezzate.
I colori sempre vivaci, il segno netto e deciso, le strutturazioni
compositive rigorose ed equilibrate, costituiscono il carattere
distintivo del suo stile, del suo codice pittorico in cui la
bellezza si rivela attraverso i ritmi dell'armonia.
Nei dipinti dedicati alle Fanciulle in fiore, il mare, il sole, la
natura in tutta la sua forza vitale, la campagna iblea con i suoi
campi dorati di grano, creano un fondale di struggente bellezza sul
quale si stagliano figure tessute con i caratteri della grecita.
Jano Fanciullo conosceva l'espressionismo cromatico di Guttuso e il
rigore strutturale di Orfeo Tamburi, apprezzava la sensualità delle
donne di Fiume e la vivacità compositiva di Aligi Sassu.
Dagli insegnamenti di questi maestri del Novecento italiano
germogliano il suo stile, il suo palpito pittorico, Usuo colore
mediterraneo, la sua voglia di quiete, di serenità compositiva.
Con una lucidità straordinaria descriveva però quali potevano essere
i limiti, i rischi di questa quiete. Scriveva infatti Amo la quiete
Ila gran quiete marina Ima il mio destino è vivere / balenando in
burrasca. Si immaginava gabbiano innamorato sul mare in tempesta
della vita.
È una profezia, la visione futura di un'immagine inquietante.
Prof. Paolo Giansiracusa
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