Daniele Schmiedt (Palermo ,16/01/1888 - Messina,
04/12/1954 )
'Figlio dell'ingegnere Giulio, frequenta prima l'Istituto e poi
l'Accademia di Belle Arti, concludendo gli studi sotto la guida
del pittore Francesco Lojacono. Il 4 novembre 1911 sposa la
compagna di corso Lina Pintaldi, e quindi si trasferisce a
Messina perché nominato professore di Disegno alla Scuola
Tecnica <Tommaso Aloysio Juvara>.
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A Messina pone la sua residenza in via Placida 84, e
apre uno studio in via Fata Morgana. Qui nascono anche i
suoi figli Giulio, Gianna, Itala. Durante la prima
guerra mondiale è chiamato alle armi come ufficiale di
complemento e viene ferito.
Temperamento solitario e schivo, prende parte ad alcune
mostre collettive |
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XC e XCI Esposizione 'Amatori e Cultori', Roma 1922 e 1923;
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I Sindacato Provinciale, Messina 1928;
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Mostra Siciliana delle Arti Decorative, Taormina 1928,
Medaglia d'oro;
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II Mostra Sindacale Regionale, Palermo 1929;
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Artisti Siciliani Moderni Camerata degli Artisti, Roma 1929;
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Mostra Artisti Siciliani - Dante, Tunisi 1931;
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Biennale di Reggio Calabria 1931;
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III Mostra Sindacato Regionale, Palermo 1932, in occasione
della quale il Ministero dell'Economia acquista una sua
Natura morta destinandola alla Galleria d'Arte Moderna di
Palermo;
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IV Mostra Sindacato Regionale, Catania 1933;
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I Mostra Nazionale Sindacato Belle Arti Fascista, Firenze
1933;
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V e VI Mostra Sindacato Regionale, Palermo 1934 e 1935 dove
ottiene il II premio;
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VI Mostra Sindacato Regionale, Siracusa 1936; Napoli 1937 in
cui si aggiudica il primo premio;
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Vili Mostra Sindacato Regionale, Palermo 1938.
Nel 1923 è tra i fondatori del Circolo Artistico 'Antonello
da Messina', che nello stesso anno ospita una sua
personale. Decora a tempera nel 1928 alcune sale del Palazzo di
Giustizia di Messina. Nel 1929, sempre con la tecnica delle
tempere grasse, dipinge le aule della Pretura, del Tribunale e
delle Assisi del palazzo di Giustizia di Vibo Valentia,
realizzato su progetto di Camillo Autore. Nello stesso anno
decora con una Sacra Famiglia la cappella Laganà della chiesa di
S. Caterina a Reggio Calabria. Nel 1942 affresca la Sala
Consiliare di Palazzo Zanca a Messina. Tiene nel 1945 una
personale presso il Circolo Artistico 'Antonello da Messina'.
Nel 1947 accetta l'incarico di ricostruire e dipingere secondo
una propria interpretazione -tratta dagli antichi frammenti
superstiti - il soffitto ligneo del Duomo di Messina, distrutto
dall'incendio provocato dai bombardamenti del 1943.
Muore a Messina il 4 dicembre 1954. Gli vengono dedicate due
mostre retrospettive, organizzate una dal Sindacato Regionale
Siciliano delle Belle Arti (1955) ed una dalla Quadriennale di
Roma (1956); un'altra retrospettiva alla Galleria d'Arte della
Provincia di Trapani(1960) ' .
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