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LIARDO FILIPPO

(Leonforte,30 Maggio 1834 - Asinères,Paris,19 Febbraio 1917) .
Suo padre si chaimava Salvatore e sua madre Pappalrdo Rosalia .
A Palermo fu allievo di Salvatore Lo Forte, a Napoli di Domenico Morelli
Iniziò gli studi a Palermo e, dopo la partecipazione
all’impresa dei Mille, li completò a Napoli con D. Morelli. Frequentò la
scuola di Resina. Grazie alle opere presenti in collezioni private,
desumiamo dai titoli che esse erano prevalentemente paesaggi e scene di
genere. Nel 1861 presentò all’Esposizione Nazionale di Firenze un
Ritratto e uno Studio del Mugnone. In questi anni strinse
rapporti d’amicizia con il gruppo dei Macchiaioli e in particolare con
Telemaco Signorini che, nei suoi scritti, lo ha ricordato tra i
frequentatori del Caffè Michelangelo. Alternava l’attività di pittore a
quella di soldato, frequentando le imprese di Garibaldi. ( 1862, 1866,
1870 ).Nel ’65 compì un primo viaggio a Parigi e, probabilmente, anche a
Londra. Dopo questa parentesi militare si recò di nuovo a Firenze dove
rimase pochi mesi. Nel ’67 si trasferì a Parigi. Qui, fatta eccezione
per alcuni viaggi in Italia, trascorse il resto della sua vita lavorando
come incisore per "Le monde illustrèe" e "La vie moderne". Da un fare
pittorico piuttosto impacciato degli esordi, durante il soggiorno
fiorentino perviene a un’assimilazione del linguaggio macchiaiolo che
poi, una volta giunto in Francia, coniugherà con il fare pittoricamente
più libero della pittura impressionista.
Morì vecchio e in miseria, sopra un giaciglio di
paglia. Ricchissima la produzione di schizzi e disegni di soggetto
garibaldino eseguiti dal vero, mentre i dipinti, di storia, di paesaggio
e scene di vita cittadina, denunciano l’influenza dapprima macchiaiola e
in seguito dell’ambiente artistico parigino di fine Ottocento. Subì
l’influenza dell’Induno meno sentimentale, ma più gelido e nello stesso
tempo più intenso per sensibilità cromatica; rappresentò vicende
militari della guerra di Indipendenza. Nella Galleria d’Arte Moderna di
Palermo, si ammirano di lui il grande dipinto La sepoltura
garibaldina, composizione patetica, quasi tragica, disegnata con
forza e delicatezza di particolari, e il Ritratto del padre,
incisivo e ben costruito. E’ un artista molto raro sul mercato
antiquario.
Sue opere presso Galleria di Capodimonte(NA),Museo del Risorgimento(NA)
.
Bibliografia :
-M.Viveros : Quaderni dell'Istituto di storia dell'arte mediovale......,Univ.Messina,1994
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Ritratto di F. Liardo,eseguito
da A. Gandolfo
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