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D’ANTONI ANDREA
PA,1 Dicembre 1811 - 24 Dicembre 1868 Abbandonò gli studi di medicina per dedicarsi all’arte, che apprese all’Accademia dei Giovani Artisti e nello studio di Patania a Palermo. Si perfezionò a Roma e a Firenze. Ritornato nella città natale nel 1840, eseguì vari lavori ispirandosi al poema dantesco. Acquistò nome nell’esecuzione di alcuni ritratti, e a questo genere dedicò la sua maggiore attività. Opere: Timoleone, L’amore disperato di Saffo, Sordello, Gli spiriti magni, Le carceri politiche, nella galleria del barone Franco di Palermo; I vespri siciliani, presso il nipote duca Salvatore D’Antoni; Il martirio di San Sebastiano, per la chiesa di Santa Zita a Palermo; Il miracolo di San Nicolò da Bari, per la chiesa di Piana dei Greci; Pia dei Tolomei, Venere. Sue
opere presso Museo Società Storia Patria,Civica Galleria Empedocle Scrive M.C. Di Natale : " seguendo la lezione del Maestro Patania diede largo spazio alla ricerca introspettiva nei vari ritratti dei suoi familiari......Condivideva gli stimoli culturali e le tensioni patriottiche del salotto palermitano del marchese C. D'Albergo,nel quale s'incontrava un gruppo di intellettuali ed artisti siciliani...." Fu maestro di F.Padovani,A.Perdichizzi e P. Volpes. Abitava nel palazzo di famiglia, accanto alla Chiesa della Madonna della Marra in Via Maqueda, proprio dove una piccola lapide ancora oggi Lo ricorda .
Suggestionato dalla pittura neoclassica del suo maestro(G:Patania), fu
però attratto dai temi e dalle atmosfere tipiche della pittura romantica
di ambientazione storica: opere del D’Antoni sono, oltre che a
Roma,anche nella Chiesa dell'Addolorata(S.Agata di Militello-ME).
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