BEVILACQUA ALBERTO

(PA,1896 - Roma,1979)


Aveva studiato all’Istituto di Belle Arti di Palermo. Nel 1928 è invitato alla Biennale di Venezia.
Nella Galleria d’Arte Moderna di Milano una sua Natura Morta.

 

Dal sito  www.vareseweb.it   si riporta in parte :
"Di origine palermitana (Palermo,1896 - Roma,1979) Alberto Paolo 
Bevilacqua, che dopo il conseguimento dei titoli di idoneità, inizia quasi
subito il suo percorso di insegnante, entra a far parte di quella cerchia
artistico-culturale che caratterizza la società siciliana nei primi anni '20
del secolo scorso. Siamo agli esordi del Futurismo isolano. Insieme con
Pippo Rizzo e Vittorio Corona, Bevilacqua ne assorbe e rielabora le linee
fondamentali grazie anche alla sua amicizia con Giacomo Balla, determinante
per la scelta più progressista del suo lavoro.  Da Milano a Torino e poi
successivamente a Roma dove Bevilacqua ha condotto e applicato, presso
l'Istituto Superiore d'Arte, l'insegnamento delle discipline grafiche.  Il
sodalizio con Ettore Colla ideatore della Fondazione Origine (che
raggruppava Colla, Sadun, Capogrossi, Donadelli, Burri, Parisi e altri) fu
assai positiva per lo sviluppo del pensiero visivo di Bevilacqua. Tale
Fondazione si prefiggeva di fornire il percorso da seguire per risolvere la
contrapposizione tra arte figurativa e arte astratta attraverso <forme
elementari, colorazione violenta, pochi colori, sintesi, semplicità di mezzi
e umiltà> .
Un'analisi retrospettiva della produzione di Alberto Paolo Bevilacqua ci
permette di scorgere nelle opere esposte l'influenza dettata dalle grandi
correnti artistiche sviluppatesi nella prima metà del 1900: dalla metafisica
al futurismo, dal cubismo al surrealismo per poi passare agli indirizzi
dettati da Fondazione Origine.
Eclettismo di stili, ma anche di temi: da personaggi del mondo circense a
quelli di ambienti mondani tratteggiati con toni a volte ironici, a volte
fiabeschi, ovvero ironia della vita nelle sue infinite espressioni.  Ma
anche passionali partecipazioni di denuncia della tragedia bellica e umana
come testimoniano le opere "Il mostro della guerra" (1968) e il mostro della
"Droga" (1971). Il tema della "mostruosità è sviluppato anche attraverso la
metafora del mondo animale: "Un mostro corre l'Europa" (1960).  Il mondo
animale è però anche il soggetto di uno stile più pacato e descrittivo,
espressione di un'abilità tecnica propria di questo artista. Muore a Roma
nel 1979 " .