ARTISTI IN PERMANENZA


Tomie Nomiya

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 


 

 

 

 Nomiya Tomie

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Nata nel 1960 a Barbacena, stato di Minas Gerais (Brasile) finito il liceo scientifico nella  sua città natale.Dal 1978 al 1979 è in Giappone dove consegue il diploma di tecnico in arredamento di interni e contemporaneamente  frequenta i corsi di Ikebana e del Cerimoniale del té, conseguendo il diploma di maestro in queste due discipline. I primi approcci con la pittura li ha avuti frequentando l'atelier di pittura del maestro Tazawa, imparando tecniche di disegno con la matita, acquarello e pittura ad olio.
Ritornata in Brasile, nel 1982 si iscrive all' Università Federale di Rio de Janeiro dove ha conseguito la laurea in Architettura.
Dal 1986 abita a Siracusa dove frequenta i corsi di pittura del maestro De Tomassi .
Dal luglio 1993 al luglio 1994 si trasferisce al Cairo  e poi, nel 1995-1996 in Luanda  dove ha allestito la sua prima mostra personale.
Per motivi personali abbandonò la pittura per diversi anni, riprendendo i pennelli nel 2004.  Nell'anno accademico  2005-2006 ha frequentato i corsi di Pittura, affresco, incisione e anatomia artistica presso l'Accademia di Belle Arti "Rosario Gagliardi" a Siracusa.


Mostre:


Dicembre 1987 -
Diploma con menzione di merito conseguito al IV Concorso di Poesia, Pittura, Scultura, Ceramica e Caricatura Siracusa

Maggio 1996 -
Mostra Personale "Paesaggi d'Africa" - Guest House dell'Agip Angola Luanda - Angola

Novembre 2004 -
Mostra Personale "Emozione di Ortigia" - Galleria Roma Siracusa

Dicembre 2004 -
Mostra Personale "Emozioni di Sicilia" - Per occasione di Telethon promossa dalla Banca Nazionale del Lavoro Siracusa

Giugno 2005 -
Partecipazione al concorso sulle tragedie greche I sette contro Tebe e Antigone Siracusa

Agosto 2005 -
Mostra Personale "Vicoli" - Comune di Calatafimi Segesta Trapani

Marzo 2006
Mostra Collettiva "Arte Donna" - Galleria Roma Siracusa

Marzo 2006
Mostra Collettiva "New Entry" - Galleria Roma Siracusa
 

Nella tendenza, tipica della pittura figurativa dei nostri giorni, alla sintesi tra invenzione e ricreazione di stati emozionali attraverso la rivisitazione della forma, della veduta, del paesaggio, dello scorcio caratteristico, l’arte di Tomie Nomiya trova un riferimento privilegiato e un punto di partenza che senza mai perdere di vista l’intellegibilità e la chiarezza dell’impostazione (elementi chiave del comunicare) riesce a suggerire una bella varietà di emozioni e di inquietudini, sempre presentate con discrezione, mai con aggressività, e con un taglio quasi scenografico delle angolazioni e delle prospettive; nella formazione artistica di Tomie Nomiya (le cui opere sono state esposte, fra l’altro, nel 1996 a Luanda, alla Guest House dell’Agip Angola) sono intervenuti due principali maestri, Tazawa negli anni ’78/’79 e De Tomassi nel 1987, da cui l’artista ha mutuato (con esiti del tutto originali) rispettivamente la pennellata decisa, ricca di cromatismi, e la delicatezza quasi acquarellistica di segni, sfumature e particolari.

Dall’unione di questi due influssi apparentemente in contrasto nasce una pittura vera, affermativa, che trova i suoi punti di forza nella semplicità dell’enunciato, nello studio minuzioso del dettaglio specchio del lavoro interiore e soprattutto in quel senso molto particolare di quiete, di misteriosa attesa, di silenzio “pieno”, evocato in ogni momento e affiorante dai profili dei palazzi, dai cieli movimentati, dai luminosi cortili, dagli scorci dei vicoli di Ortigia ripresi da Tomie Nomiya e significativamente caratterizzati dall’assenza di figure umane: ma, come scrive Attilio Bertolucci, “assenza, più acuta presenza”.

Joe Schittino

 

 

 

 

 

  EMOZIONI DI ORTIGIA