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Il Grand Re-Tour,
promosso da Torino Capitale del Libro con Roma per il 2006, secondo la
dichiarazione UNESCO, offrirà un ritorno sui luoghi del Grand Tour
sette-ottocentesco, per rivisitarli e registrare, alla luce dell'odierna
sensibilità, le acquisizioni culturali e artistiche maturate nell'ultimo
quarto dello scorso millennio e in questo scorcio del nuovo,
II viaggio a ritroso parte da Catania il 29 maggio, con un concerto al
Teatro Massimo Vincenzo Bellini, e da Siracusa il 31 maggio, con il
convegno Lascito della classicità greca nella cultura europea
contemporanea, al Museo Regionale Archeologico Paolo Orsi.
La Provincia Regionale di Catania, in ambo le tappe, espone la mostra
Cento Sicilie, promossa dal Museo Provinciale della Fotografia Storica e
Contemporanea di Caltagirone e curata dalla Galleria Fotografica Anaf
Luigi Ghirripure di Caltagirone, con l'intento di proporre un
complemento di immagini al ritratto dell'isola offerto dalla letteratura
siciliana contemporanea da Capuana a Camilleri,
I grandi viaggiatori del passato protestanti e/o illuministi, alla
ricerca delle origini, erano affascinati dall'archeologia, non dall'arte
contemporanea da cui erano ideologicamente distanti, soprattutto
nell'Italia controriformata; quasi nullo, quindi, l'interesse per il
barocco, "tardo" in Sicilia orientale a causa del distruttivo terremoto
del 1693 e della conseguente ricostruzione, ma da giugno 2002 inserito
dall'UNESCO nella World Heritage List e oggetto di rinnovata attenzione,
rivisitazione, ritorno, re-tour.
La relativa dichiarazione non ha ravvisato, però, la rispondenza dei
siti al secondo dei cinque criteri adottati per le iscrizioni, ovvero la
"considerevole influenza nello sviluppo dell'architettura, delle arti e
dell'urbanistica", che invece costituisce, specie per Catania, il
retaggio più rilevante, per l'innovazione tipologica dell'isolato come
residenza collettiva e per quella morfologica della trama ortogonale a
carattere commerciale, di crescita tendenzialmente illimitata, con un
centro rappresentativo e quartieri residenziali subalterni, confermata
nelle opzioni urbane del XIX secolo e preludio delle metropoli del XX.
Dal 1999, a iniziativa di Europarc Federation, il 24 maggio si celebra
la Giornata Europea dei Parchi, nella ricorrenza dell'anniversario
dell'istituzione, da parte del parlamento svedese nel 1909, delle
"prime"
aree naturalistiche protette; ricorrenza ufficiale ma infondata, essendo
preceduta dall'Ordine del Real Patrimonio del 12 agosto 1743 per la
conservazione dei castagni selvatici, con oltre 30 palmi di
circonferenza, del bosco del Carpinetto sull'Etna, tra cui il famoso
Castagno dei Cento Cavalli, allora di 232 palmi di circuito, ora di 52
m, con cui il Regno di Sicilia avviò, 164 anni prima di quello di
Svezia, politiche di tutela, che il Regno di Napoli avrebbe emulato con
la Prammatica di Carlo III del 1755 e l'istituzione l'anno dopo del
Parco del Vesuvio,
II 21 dello stesso agosto, altro Ordine ha dato inizio alla tutela
culturale, prescrivendo la "conservazione di tutte le antichità di
Taormina"; nel Regno di Sicilia, quindi, sin dalla prima metà del XVIII,
era attribuito lo stesso criterio di valore ai beni ambientali e a
quelli culturali.
Ancora a cavallo di quella metà di secolo, grandiosi complessi
architettonici, il Monastero di San Nicolo e il Palazzo Biscari,
assolsero la funzione di proiezione europea della nuova Catania, che fu
uno dei poli museologici di maggior rilievo: sulla scia dell'apertura
del romano Museo Capitolino (1734), primo museo pubblico per il
pubblico, gli abati ordinarono nel Museo Benedettino le collezioni di
archeologia, arte e storia naturale, raccolte nei mercati antiquari
delle capitali italiane, e il principe Ignazio Vincenzo Paterno del
Castello, collezionista di antiquaria e naturalia, nel 1758 aprì il
Museo Biscari, il primo privato fruibile dal pubblico.
La Sicilia consolidò il suo primato istituendo, l'I agosto 1778, la
Regia Custodia delle Antichità, prima organizzazione statale di tutela,
designando il catanese Ignazio Vincenzo Paterno Castello di Biscari
Custode di Val di Noto e Val Demone, e il palermitano Gabriele
Lancillotto Castelli di Torremuzza Custode di Val di Mazara.
La Sicilia è l'unica regione che partecipa al Grand Re-Tour con tre
sedi, Catania, Siracusa e Palermo, perché nel Settecento, il secolo del
Tour, il Regno di Sicilia, più degli altri stati preunitari italiani,
visse grande fermento culturale, anche determinato dalla catastrofe del
9 e 11 gennaio 1693 e dal grandioso impegno ricostruttivo, con un
protagonismo scientifico e istituzionale, misconosciuto dalla cultura
ufficiale internazionale, dal suo accorpamento, con quello di Napoli,
nel Regno delle Due Sicilie (22 dicembre 1816), con l'insulare, privata
dei propri ordinamenti, di nuovo subalterna, dopo oltre cinque secoli, a
quella partenopea.
Gesualdo Campo
Assessore Provinciale alle Politiche Culturali
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II titolo è mutuato da un
lavóro letterario, "Cento Sicilie", scritto a quattro mani da Gesualdo
Bufalino e Nunzio Zago. Si tratta di una serie di testimonianze
letterarie, antiche e moderne, umili e colte, per tentare quel ritratto
dell'Isola che, nonostante il contributo di tanti, proprio per la
molteplicità di aspetti, non appare ancora del tutto definito.
Un altro forte e preciso richiamo letterario è l'opera di Leonardo
Sciascia, "Delle cose di Sicilia": una raccolta di documenti rari e
particolari della storia e del costume dell'isola, quasi a voler scavare
fra le testimonianze per rivivere la difficile identità della Sicilia.
La Galleria Fotografica Anaf "Luigi Ghirri"di Caltagirone, curatrice
della mostra promossa dal Museo della Fotografia Storica e Contemporanea
di Caltagirone della Provincia Regionale di Catania, intende contribuire
attraverso le opere fotografiche a rendere più visibile il lascito
letterario di quanti hanno onorato questa terra e chi l'abita, con la
poesia, il teatro, il racconto. E non per offrire un supporto visivo
alle loro pagine ed al loro canto (ed anche alle loro maledizioni)
quanto, e piuttosto, un contributo per completare "quel ritratto" della
Sicilia e renderlo, se possibile, più definito, Con questo intendimento
gli autori in mostra vogliono ricollegarsi, umilmente ma con assoluta
consapevolezza, a quella grande tradizione di fotografi siciliani che da
Capuana si congiunge con l'attuale ricerca. Fotografi, che facendo
interagire la parola con l'immagine, hanno reso possibile una maggiore
intelligenza della gente e delle cose di Sicilia.
In queste immagini è lecito cercare l'eco di parole, versi, canti,
preghiere, invocazioni; ma anche scoperte e sorprese; chi vorrà potrà
vedervi il colore della gioia, della fatica, della speranza.
Cento cose di Sicilia, di oggi e di ieri, ascoltate sull'argine di un
fiume, dall'alto di un colle, dentro un castello o sui gradini di una
chiesa; ascoltate nei paesi della Sicilia ma anche oltre il mare, oltre
il vulcano, oltre lo stretto. Cento ritratti per recuperare uno
specchio, a forma di triangolo, nel quale guardarci. Già ospitata, su
invito, al Festival della Letteratura di Mantova del 2004, la mostra
presenta le immagini di trentadue fotografi, con il supporto letterario
dato da brani tratti dalle opere degli scrittori siciliani.
Pippo Pappalardo
Sebastiano Favitta
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