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Felice Casorati
Felice Casorati
nasce a Novara il 4 dicembre 1886 e segue gli spostamenti della famiglia
dovuti alla carriera militare del padre. Nel 1906-1907 si laurea a Padova in
giurisprudenza, coltivando contemporaneamente interessi musicali e
artistici.
Dal 1901 inizia a dipingere; i suoi primi lavori sono vagamente
espressionistici, in gran parte ritratti, eseguiti a matita e a pastello.
Nel 1907 la. giuria della Biennale di Venezia accoglie il suo Ritratto della
sorella Elvira.
Tra il 1909eil 19.11 è a Napoli e successivamente a Verona. Il 1912 è un
anno importante per Casorati che realizza opere quali Le Signorine e
Bambina, in cui è in atto una sintesi tra simbolismo e realismo tradotta in
forme nitide, psicologicamente straniate, accompagnate da un aspetto tecnico
complesso ed elaborato; Casorati usa infatti colori stemperati con glicerina
che vela con cera trasparente. Nel 1913 in seguito alla mostra personale
all'Esposizione di Ca' Pesaro a Venezia, entra in contatto con Martini e
Garbari e realizza una serie di tempere, acqueforti, acquetinte e
puntesecche di impronta visionaria, informata da un clima secessionista.
Allo scoppio del conflitto mondiale parte per il fronte e al suo ritorno si
stabilisce a Torino dove conosce Gobetti al cui gruppo degli «Amici di
Rivoluzione Liberale» aderisce nel 1922. Negli anni Venti il lavoro di
Casorati ha un'ulteriore evoluzione l'artista guarda al passato aureo di
Piero della Francesca, Mantegna, Raffaello e realizza opere di grande
limpidezza e misura, lontane dal monumentalismo eroico del Novecento. Il suo
uso del colore è nitido e misurato, le campiture piatte, nella costruzione
di spazi geometrici. In questi anni Casorati sviluppa una profonda
attenzione nei confronti del lavoro dei giovani artisti, che rende operativa
organizzando collettive e venendo a creare una vera e propria «scuola». Nel
1924 Casorati espone alla Biennale di Venezia e nel 1926 espone alla I
mostra del Novecento italiano continuando a essere presente anche in quelle
successive, pur mantenendo all'interno del gruppo un'aristocratica
indipendenza. Dal 1928 è incaricato della cattedra di Arredamento e
decorazione di interni presso l'Accademia Albertina di Torino e nel 1933
inizia una collaborazione con il Maggio Fiorentino come scenografo e
costumista. Dal 1934 lavora per il Teatro dell'Opera di Roma e dal 1936
perla Scala di Milano; nel 1930 e 1938 partecipa alla Biennale di Venezia
con una sala personale. Nel 1935 accoglie nel proprio studio la .Collettiva
di Arte Astratta Italiana. Intorno agli anni Trenta il suo lavoro subisce
un'ulteriore modificazione: quella compostezza nitida e straniata che è
stata definita realistico-metafisica si scompone e si altera mentre il
colore si arricchisce di tonalità più calde e contrastate. C'è inoltre nel
Casorati degli anni Quaranta un ripiegamento sui temi secessionisti dei suoi
inizi, evidenti anche nella sua parallela attività di scenografo. Nel 1948
fa parte della commissione d'accettazione della sezione italiana della
Biennale di Venezia. Muore a Torino il 1° marzo 1963. (DT) |