|
|
LA PENTECOSTE
|
![]()
DESTINATO ALLA CHIESA DEL SEMINARIO DI CATANIA
Un gigantesco complesso scultoreo affidato
allo scalpello di Salvo Monica
Lo scultore siracusano Salvo Monica che nelle varie Quadriennali romane, cui è stato invitato, ed in mostre nazionali di particolare prestigio ha dato già la misura delle sue capacità di artista originale e robusto, attende da qualche anno alla sua prova più impegnativa.E' un collaudo particolarmente severo, cui non tuttA gli scultori contemporanei ardirebbero sottoporsi. Si tratta di un gigantesco complesso scultoreo. di oltre settanta metri quadrati di altorilievi, destinato alla chiesa del Seminario arcivescovile di Catania. che è stata eretta, su progetto dell'architetto Crisafulli, al viale Oderico da Pordenone. Un'opera rinascimentale, per ampiezza dl composizione e spiritualità dl temi, che richiede pronta sensibilità dell'artista, slancio creativo, fervore mistico ed assoluto dominio della tecnica.Il rettore del Seminario, mons. Rocco Rapisarda, conferendogli l'incarico, ha certamente puntato sul temperamento di questo giovane artista, che in altre opere di carattere sacro era riuscito ad imprimere forza e spiritualità insieme, accentrando in quelle sue figure chiuse, raccolte, in linee essenziali, una ammirevole simbologia, per cui l'opera si elevava di tono ed acquistava senso e bellezza. Il tema proposto a Salvo Monica è quello della Pentecoste. Forse il momento più solenne della religione cattolica, in cui lo Spirito Santo discende sugli apostoli e li accende a predicare il verbo divino, propagando 1a fede nel mondo.
L'altezza dell'argomento è stata mirabilmente intesa dallo scultore che ha creato una composizione ricca di movimento, felicissima per armonia, eloquente per significare la grandiosità dell'evento. Il grande complesso comprende ventiquattro figure. di circa tre metri di altezza ciascuna. oltre al rosone centrale, attorno al quale è un festoso volo di angeli.
In basso, in atteggiamenti estatici e di plastico risalto, dominano dodici figure dl apostoli e di santi, che fanno corona alla Madonna, posta al centro sul trono.
Salvo Monica ha preferito la pietra arenaria, materia duttile e calda, che può meglio rendere le più sottili sfumature dell'artista.
Con questa pietra tipicamente siracusana, Monica ha difatti realizzato le sue opere più significative, come « Le Comari » ed « I Fuggiaschi », esposte con successo all'ottava ed alla nona Quadriennale dl Roma, I pannelli che impreziosiscono la facciata del palazzo della Cassa di Risparmio di Siracusa, una deliziosa Maternità, ed altre statue non meno ammirevoli e coerenti dal punto di vista stilistico.
I lavori della Chiesa del Seminario arcivescovile di Catania hanno un fervidissimo animatore in don Consoli, un sacerdote dinamico e volitivo, il quale segue con entusiasmo il difficile montaggio dei pezzi di scultura, si esalta davanti all'opera, e non a torto,in quanto il complesso scultoreo di Salvo Monica risulterà davvero monumentale.
Occorrono, però, tre anni di lavoro continuo. Questo non preoccupa l'artista, che non conosce fatiche e difficoltà.Abbiamo potuto ammirare, nello studio siracusano di Monica, alcuni modelli delle sue statue, e precisamente di apostoli e santi. Se la scultura è anzitutto forma, diciamo meglio ragionevolezza e realtà fisica della forma, Salvo Monica non corre assolutamente il rischio di essere frainteso, come purtroppo avviene al tempo d'oggi nell'arte.
I suoi apostoli sono apostoli, I suoi santi sono santi, le estasi dei loro volti e dei loro atteggiamenti sono evidenti. Ma con una volontà chiarificatrice e costruttiva, attraverso una lenta ed assidua fatica di introspezione, l'artista ha saputo trasferire oltre la realtà della forma le sue statue, Immergendole In una atmosfera simbolica e soprannaturale.
Lo stile è moderno, attento alle più recenti esigenze dell'arte, senza cedimenti ed oscillazioni. Monica predilige la scultura volumetrica, di tono, nel rispetto della tradizione opportunamente aggiornata.Per questo riesce a toccare l'animo, a parlare un linguaggio comprensibile a tutti, e svelare un umano travaglio che trova immediata rispondenza negli altri.
Quando « La Pentecoste » sarà finita, sulla facciata delle chiesa catanese, Madonna, Santi, apòstoli ed angeli avranno per sempre qualcosa da dire ed una fiamma da accendere nel cuore del fedeli.
ALDO CARRATORE
"LA SICILIA" 15 dicembre 1964