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Lasciami
Lasciami, ti prego e solo per un po', padrona del mio dove. E non
intendo la cella sputacchiata da lampi sclerotici. Sgomitolare
dall'apice gių...gių sino all'ultimo gradino e a destra dirigermi,
divaricare le gambe e poi stendere il braccio, carezzare la nebbia,
sventagliare le dita, sentire le ombre e volare all'insų e poi rotolare
rotolare, empirmi e difendermi da te... dall'altro, gli altri.
Lasciami un po' di spazio e non intendere
il luogo...gli incontri...i nostri...lė
ove tende, lenzuola, suoni addomesticati dai sensi
ove il tutto, tutto folleggiava
e lė non cigolavano ombre.
Lasciami un segmento di tempo e non il tempo
il nostro.. .privo di clessidre,
sensatamente insensato quando eravamo senza esserci.
Ti prego, misura il recinto di tempo che occorre
per depennarti e almeno quello
regalamelo!
Che strana cosa sei !
Che strana cosa sei!
Rotoli dentro di me.Informe.
E sai quando ?
Nelle mie lunghe notti affollate
-i contorni fumosi,sbiaditi
e stamberghe lė e sassi e cortei
ove l'uno si confonde con l'altro
ed io mai mai cosė lesta a sottrarmi.
Che strano essere sei !
Piombi dentro di me.Improwiso.
E sai come?
Con la temperanza dei tuoi ritmi costanti,
al pari di un segugio incallito
pianti sui tasti le dita, pur contro mia voglia,
e premi premi,
avvinta io dai tuoi ritmi cadenti.
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