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Nato a Scicli (Rg) nel
1947, vive e lavora a Milano
Diplomatosi nel 1966
all'Istituto d'Arto di Siracusa, ha eseguito nel 1972 alcuni
lavori come disegnatore di tessuti per il mondo della moda a
Brera (Milano). Nonostante la sua trentennale attività e le
sue numerose Personali al Palazzo della Provincia (Ragusa 71),
Kursaal (Pallanza, 73), Galleria Cherigato (Milano, 76),
Circolo Il Portico (Pachino, 77), Galleria Brasiliana (Milano,
78). Galleria degli Artisti (Milano, 80), Galleria Romana 19
(Milano, 81), Centro d'Arte Galilei (Caserta, 85), Loggia
della Balata (Marzamemi, 89), Galleria La Ginestra (Catania,
90), Saletta Artecultura (Milano, 90), Palazzo De Leva
(Modica, 91), i collezionisti si sono accorti di questo
autentico ed indiscusso Maestro, compaesano di P. Guccìone e
contemporaneo di Salvatore Fiume, solamente dopo le grandi
"collettive all'Enit di Montreal (Canada), al Central
Park di New York, al Taidemuseum in Finlandia, al Corucheus di
Lisbona (Portogallo).
Jurato si muove in una dimensione
figurativo-naturalistica e a ragione Balestrieri afferma:
"i suoi quadri, recanti una ventata di rude poesia,
sembrano tante finestre nelle luminose pareti .Secondo G.
Nasillo, la sua "pittura, robusta e sotto tutti gli
aspetti mediterranea, ha parametri di corposità e di
essenzialità , mentre per Y. Martani è "the pre-Homeric
nature painter , invece N. Klaus parla di "affermazione
della pittura corposa e luminosa , ed altresì G. Li Causi è
entusiasta per "le marine ed i mari di Sicilia,
protagonisti della pittura di Jurato ", così come P.
Nigro scrive che "il mondo di questo pittore delle utopie
raggiungibili è un mondo incontaminato, dove l'uomo, causa
d'inquinamento e disperazione, è assente e pur anche F.
Varenne su "Valigia Diplomatica "sottolinea
"the uncontaminated areas in the paintings of Jurato , e
financo G. Martucci mette in risalto "la puntualità
creativa nel percorso pratico della realizzazione pittorica"
.C'è da dire, infine, che la Sua pittura è stata ritmata nel
tempo, per oltre un trentennio, dall'itinerario
critico-letterario di S. Cagliola, che lo definisce
"poeta del pennello e financo "forzato della pittura
, giacchè non sa concepire la vita senza pittura.Giovanni
Jurato è un "figlio di Sicilia, che onora la sua Terra e
si avvia, con il suo senso della ricerca, a collocarsi nel
pantheon dell'arte, grazie alla sua personalissima
interpretazione, che proietta la sua pittura, impreziosita di
nuove modulazioni e delicate armonie, nella sfera purissima
dell'universale, conferendole il segno inconfondibile dell'
eterna giovinezza dell'Arte (S. Cagliola).
(P.
Bonaiuto) |