Nata a Sesto San Giovanni, Milano. Dopo la
maturità compie studi di pittura e disegno col pittore Giovanni
Fumagalli alla Civica Scuola d’arte “Federico Faruffini”
di Sesto. Corsi di incisione e design che utilizza anche come
professione. Collabora con asili e scuole con programmi,
iniziative pittoriche, scenografie e costumi. Molte iniziative
nel campo sociale: I° Premio “Piazzetta” 1961, “Piazzetta
Artisti nei Quartieri” , presentato alla Biennale di Venezia
’76 da Enrico Crispolti in “Ambiente come sociale”.
Coprogetto del Parco Carlo Marx e murale nel 1975. “Gruppo
Arti Visive” dal ’78 all’85 presso l’Assessorato alla
Cultura di Sesto. 1989 “Premio
Per
la grafica”, Montecarlo, LU. Omaggio dell’Assessorato alla
Cultura di Sesto alle donne impegnate nella vita civile,
sociale, culturale. E' pr esente in collezioni pubbliche e
private italiane e straniere. Hanno scritto: R. Barletta, M. De
Stasio, M. De Micheli, T: Lasco, P. Lezziero, E. Tibaldi., M.
Vitta.
Personali
1989 - Murale “Dalla città al mare”,
per il Comune di Milano.
1994 - “Centro Culturale “Valmaggi”,
antologica a cura di Riccardo Barletta - Sesto S. Giov.
1995 “Galleria Trezzo” a cura di
Riccardo Barletta. - Trezzo sull’Adda, MI.
1995 - “Rondò
Torretta” - Sesto S.Giov.
1998 - “Galleria “Auditorium” a
cura di Alberto Veca - Sesto S.Giov.
1999 - “Galleria Roma”- Siracusa.
2000 -
“Opera Pia dei Poveri Vergognosi e Aziende riunite” a
cura di Tina Lasco Nicoloso-Bologna.
Collettive
1961 - “I° “Premio Piazzetta” -
Sesto S.Giov.
1961 - “Galleria il Giorno” - Sesto
S.Giov.
1978-79 -
Murale “Lo Zoo Fantastico”, Parco
C. Marx - Sesto S.Giov.
1980 - “Dentro
la scuola, dentro la città”, costumi teatrali per il “Bolero”
di Ravel.
1980 - “Il
gioco e gli Artisti” , “Galleria Rondottanta” - Sesto
S.Giov_.
1991 -
Saletta “Rachele”, “…Artisti tuttavia…”, pittori di
Brera - Milano.
1992 -
Civica Scuola d’Arte “Federico Faruffini”, “Anni e Opere”,
a cura di Marina De Stasio -Sesto S.Giov.
1992 -
Saletta “Rachele”, “Scatole in gioco” - Milano.
1993 -
Galleria “Auditorium”: “Natale 1993, “Piccole opere di
tanti Artisti” - Sesto S.Giov.
1993 - “Saletta
Rachele”: “Carte per Arte”, a cura di Giorgio Seveso -
Milano.
1996 -
Galleria “Odradec” - 5 Pittori - Venezia.
1997 - “Il
filo e il seme”, Spazio Espositivo “Solferino” a cura di
Riccardo Barletta - Milano.
1997 - Banca
di Credito Bergamasco: “2Artiste” - Milano.
1997 - “Il
filo e il seme”, Spazio Espositivo “Solferino”, a cura di
Riccardo Barletta - Milano.
1999 - “Centro
Valmaggi”, “Mater materia”, a cura di Tina Lasco Nicoloso
- Sesto S.Giov.
1999 -
Galleria “Noma” , 3 Artiste - Milano.
1999 - “Associazione
Artisti Cremonesi”, Palazzo Grasselli. “2Artiste” -
Cremona.
1999 -
Centro Civico “Parpagliona” - Sesto S.Giov.
NOTE CRITICHE
…nelle
sculture il “Torso” è formato da un sottile foglio di rame,
forma precaria, allusione al corporeo, praticamente astratta.
Pieghe sottili, rilievi sommessi, incavi, pronunciate
gibbosità, morbide curvature, aspre grinze in un colore caldo,
sonante come un respiro ardente e intenso. Si avverte da tutto
ciò una “storia”, metafora dell’umano, tattile, raffinata
texture, mediante gessi e acrilici in un attento e calibrato
contrappunto cromatico. Spesso la scultura acquisisce due facce
diverse, opposte, da fruire alternativamente. Appare sulla parte
convessa, rigorosa e ordinata un acceso cromatismo di forme
geometriche, nella parte concava, in rilievo, appaiono forme
caotiche e organiche, in legno e tela color rame: ordine e
disordine. Operazione duale. Da una parte l’archetipo del “torso”,
dall’altra l’archetipo opposto del “viscere”, della
realtà organica, unendo due esperienze passate e distaccate
nelle concretezza della scultura. Dall’elemento duale: pittura
e scultura, Forassiepi passa all’elemento ternario, non si
tratta di sommatoria, ma di osmosi organica avente una ragion d’essere
nella struttura della pulsione creatrice… da questa summa
emerge la struttura stessa dell’uomo nei tre livelli: vita
istintuale nella visceralità, quello delle passioni dal “torso”,
sede del respiro e del cuore, quello della mente, nella
capacità ordinatrice esprimentesi nella geometria. Livelli
eterni della commedia umana. Apollineo e dionisiaco sulle due
facce della scultura, assoggettati a un impero emozionale del
“logos”, dato dalla colorazione geometrizzante.
Riccardo Barletta
…l’agire
artistico, come oggi frequentemente nel mondo della ricerca, si
basa su una studiatamanipolazione diretta delle cose…reperire
materiali fra loro eterogenei per origine e plasticità, in
parte trovati all’interno dello studio, in parte recuperati da
prove o tentativi abbandonati e resi frammenti, procedere al
loro assemblaggio, nella correzione informante che l’intervento
segnico e cromatico comporta, confrontare il risultato ottenuto
con l’immagine mentale cui l’intero operare tende… allora
l’opera come unità, disciplinata da un rigore plastico che
porta in equilibrio il tutto, ma anche l’opera in quanto
realizzata per
scelta e combinazione di materiali diversi…il risultato
costituisce un riscatto del materiale abbandonato, un attribuire
ad esso una valenza spesso anche diversa rispetto alla propria
destinazione originale…a questo corrisponde con una certa
costanza nell’impaginazione la figura di un doppio e di una
frattura, un intervallo che a un tempo divide a un tempo
connette le parti in gioco…in questi collages il “torso”
costituisce lo spunto per una interpretazione indipendente e
autonoma dei materiali che Forassiepi colleziona e aggrega fino
a renderli in originale doppio del reale… Alberto
Veca
…il suo
percorso artistico non ha modelli di riferimento precisi, ma
segue il suo archetipo istinto di origine toscana, verso la
classicità di Donatello, i Greci, gli Etruschi, ma è anche
consapevole di vivere e operare nella contemporaneità che ha
visto sedimentare e bruciare tutte le rivoluzioni delle
avanguardie storiche e più recenti, non rimanendo indenne da
varie contaminazioni di linguaggi e materiali che usa
liberamente…il “torso” umano acefalo, anamorfico,
disarticolato è anche contenitore però delle parti più molli,
nascoste e neglette, ma funzionali dell’organismo e le più
misteriose e incontrollabili….su questo “torso” Ella ha
concentrato e focalizzato l’attenzione, su tutto ciò che
sfugge al controllo del raziocinio o censura del cervello:
ma è soprattutto il luogo che esprime in assoluto la
corporeità, il sanguinem, la forza, ma anche i moti più
ancestrali e incontrollabili…in questo procedere si possono
percepire gli stati d’animo che a volte assumono una
dimensione di leggerezza e di gioco, altre una sofferenza
creativa di sforzo fisico e mentale, una volontà di trasformare
la vita stessa con tutti i
suoi limiti in una vera autentica passione…
Tina Lasco Nicoloso