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Quattro giorni a disposizione del pubblico romano per ammirare uno dei capolavori artistici del Quattrocento. Sarà inaugurata domani nella Capitale, nella sala delle Navi del Complesso monumentale di S. Michele a Ripa Grande, la mostra "Antonello, Annunciazione: il restauro. Omaggio a Cesare Brandi". Si tratta della presentazione al pubblico della "Annunciazione" di Antonello da Messina dopo il restauro effettuato dall'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ex Istituto Centrale per il Restauro). L'opera, prima di essere restituita alla galleria di palazzo Bellomo a Siracusa, sarà visibile solamente nei giorni 24, 28, 29 e 30 aprile, dalle 10 alle 18, previa prenotazione. L'"Annunciazione" venne commissionata ad Antonello nell'agosto 1474 da Giuliano Maniuni per la chiesa della Ss. Annunziata di Palazzolo Acreide, nel siracusano, e terminata entro il dicembre dello stesso anno. Della sua paternità si era persa memoria fino alla seconda metà dell'Ottocento, quando degli studiosi locali cominciarono ad avanzare l'attribuzione ad Antonello, confermata nel 1903 dalla scoperta del documento di commissione.
Nonostante le sollecitazioni di studiosi quali Adolfo e Lionello Venturi soltanto nel 1907 lo Stato riuscì ad acquistare l'opera, destinandola al Museo archeologico di Siracusa e sottraendola così al gravissimo degrado da cui era stata coinvolta. Tanto grave che il grande restauratore Luigi Cavenaghi dovette procedere alla rimozione della pellicola pittorica dal suo supporto in legno, ormai fratturato e fradicio per l'umidità, e applicarla su una tela: operazione comunque traumatica, anche se condotta nel migliore dei modi. Infatti, a distanza di poco più di 20 anni, nel 1936, il dipinto fu inviato al Regio Gabinetto dei restauri degli Uffizi a Firenze, dove il restauratore Augusto Vermehren curò la riadesione della pellicola pittorica al supporto e approfondì la prudente pulitura del Cavenaghi rimuovendo anche le integrazioni pittoriche fatte da questi.
Di fronte alle insoddisfacenti soluzioni proposte dal restauratore per la reintegrazione delle lacune il ministro dell'Educazione nazionale ne dispose, nel 1942, il trasporto all'appena costituito Istituto Centrale per il Restauro, dove venne data al problema una soluzione provvisoria, perché Cesare Brandi, direttore dell'Istituto, non aveva ancora messo a punto la ben nota metodologia della reintegrazione delle lacune e le conseguenti tecniche del tratteggio e dello abbassamento ottico-tonale, come avverrà dopo la fine della guerra. Un successivo intervento essenzialmente conservativo venne effettuato sull'opera nel 1986-87 dal restauratore Ernesto Geraci sotto la guida di Gioacchino Barbera. Nel 2006, nell'ambito di un convegno per il centenario della nascita di Brandi, Giuseppe Basile, Costanza Mora, Beatrice Provinciali e Albertina Soavi a nome dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro hanno illustrato un'ipotesi virtuale di reintegrazione delle lacune in tre fasi successive di avanzamento: dal semplice abbassamento ottico-tonale alla chiusura delle lacune più semplici alla soluzione delle lacune più problematiche (ma sempre nell'ambito della ricostruibilità), con lo scopo di restituire alla fruizione l'opera soprattutto nella sua complessa struttura spaziale e cromatico-luminosa.
Alla luce di questa ipotesi, approvata dagli specialisti presenti, si è proceduto, dopo avere sottoposto il dipinto a indagini scientifiche volte a controllare le condizioni della tela e del telaio (scanner laser, misure reologiche), a caratterizzare i materiali costitutivi e le loro condizioni (identificazione specie legnose e struttura tela, indagini Rx, Ir, Xrf, colorimetria, rilievo laser 3d, caratterizzazione in differenti bande di frequenza), a prevedere idonee condizioni di conservazione (microclima, sorgenti luminose) nell'ambiente espositivo abituale. Alla presentazione di domani della mostra seguirà, nella sala dello Stenditoio alle 20,30, il concerto "Settecento", con musiche di Haendel, Broschi, Hasse, Lotti, Vivaldi, Vinci. Il concerto fa parte della manifestazione "Concerti e Palazzi - Musica dal '500 ad oggi", per le celebrazioni del 2761esimo Natale di Roma, che si svolge da 13 anni sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica con i patrocini del Senato, della Camera dei deputati, della presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero per i Beni e le attività culturali e della Regione Lazio.

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