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Roma
Arte
contemporanea
via Maestranza 110
Siracusa
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Scritto fra il 1996 e il '97, Linora è un romanzo con tre
storie una dentro l'altra racchiusa e legate da un unico filo
(il castello di Maredolci a Palermo e la corte normanna): sono
le storie di Giacomo e di Eleonora, di Al Mahmud e Jahsmin, di
Michele Ruffo e Olimpia Littara, dipanate nell'interiore dialogo
con l'arte e la donna, con la speranza e la morte, e con il loro
contrario. L'impressione d'insieme esibisce un affresco dei
tempi, esalta eventi reali o immaginati soltanto, pone antiche
vicende ad emblema o metafora etema dell'Isola, e perciò in un
contesto evidente di attualità. Al crocevia fra la luce e le
tenebre, bene e male, redenzione e peccato, la vita affascinata
dalle sue stesse contraddizioni e la tensione alla luce si
ricompongono in un solo tessuto, disegnano un itinerarium
cordis, non importa se in Deum o in altro, assumono la
dimensione della sofferenza in cammino anche là dove il destino
dell'uomo apparentemente si esaurisce nel soliloquio della
disperazione assoluta, perchè giunge la morte e con essa la
visione allettante delle porte di bronzo del paradiso: di fronte
ad essa e per essa, la palingenesi é volutamente introdotta da
echi del martirologio cristiano, della innografia bizantina e
latina, del rituale efesino. Attraversa i territori incantati
della poesia medievale, l'araba di Sicilia e di Persia, i
Provenzali e i Minnesaenger, Jacopo da Lentini e Federico IP;
rilegge il Cantar de mio Cid, l'Ivano di Chrétien de
Troyes, il Poema Celeste di Attar. il De Amore di
Andrea Cappellano: è così che nel dramma si cela l'idillio. Salvatore Spagnolo (Lentini
1942) ha pubblicato: |
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Ma perché questo folle bisogno di scriverne ancora?perché raccontare a se stesso anche oltre la morte? Non ricordava se dovesse aspettarla ma non sapeva fermarsi sulla soglia di una storia che non voleva aver fine, in un tempo oltre il gelo del tempo cosi nebuloso e fugace da non riuscire a sfiorare. Non era sortilegio di vecchio demente questo folle bisogno di scriverne ancora, il desiderio di stare alto sul mondo o la voglia di versare piombo sui giorni, se sapeva ancora ascoltarne la voce sebbene a volte non ricordasse nemmeno il suo nome? " |
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