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un progetto ideato da Riso, Museo d’arte Contemporanea della Sicilia nell’ambito di 5venti progetto di valorizzazione e promozione del sistema regionale dell’arte contemporanea
Galleria Civica d’arte contemporanea Montevergini di Siracusa
5th berlin biennial for contemporary art

Lili Reynaud Dewar The Race a cura di Salvatore Lacagnina
sabato 15 marzo 2008 ore 19.00 inaugurazione ore 20.00 performance con Jean Marie Racon, Mary Knox, musica di Lionel Fernandez
apertura da martedì a domenica 9.00-13.00 – 16.00-20.00
info +39093124902
info@palazzoriso.it

 info@montevergini.it


IL PROGETTO
I curatori della 5th berlin biennial for contemporary art, Elena Filipovic e Adam Szymczyk, animati dall’idea di riconsiderare all’interno dei circuiti internazionali d’arte contemporanea, il ruolo di esperienze significative ancora oggi considerate periferiche, quasi un anno fa proposero al direttore della Galleria Civica Montevergini, Salvatore Lacagnina, di realizzare un progetto in collaborazione con la Biennale di Berlino. Sono state così pensate la residenza siracusana, dell’artista Lili Reynaud Dewar e la residenza berlinese e palermitana dell’artista italiana Giulia Piscitelli, ed è nata la collaborazione tra Riso, Museo d’arte Contemporanea della Sicilia, la Galleria Civica Montevergini di Siracusa, e la 5th berlin biennial for contemporary art.


RESIDENZA D’ARTISTA
Nel corso della sua residenza siracusana nel mese di febbraio, Lili Reynaud Dewar ha realizzato una serie di quattro sculture che funzionano come personaggi o come oggetti scenici. Totem realizzati con fogli di legno sovrapposti, costruzioni arcaiche, presentano una nicchia nella quale è posta l’immagine di un personaggio simbolico della cultura underground o di culture care all’artista come quella africana. Tre di queste opere saranno mostrate per la prima volta negli spazi del Kunstwerke, nell’ambito della quinta edizione della Biennale di Berlino (4 aprile – 24 giugno 2008). Una di esse entrerà a far parte della collezione di Riso-Museo d’arte contemporanea della Sicilia a Palermo.


THE RACE/LA RAZZA/LA CORSA
Per la Galleria Civica Montevergini ha realizzato una complessa installazione e una performance dal titolo The Race, termine dal doppio significato: La razza e la corsa, la gara, la competizione. Più che una mostra, The Race è uno spettacolo. I lavori presentati sono la decorazione di questo spettacolo dove agiscono una coppia e un musicista. Le sculture sono precarie, costruite per le necessità dei performer, più che per un’idea di durata. Sono pensate per essere funzionali e rispondere alle diverse parti della performance: prima una lunga sessione di trucco e di trasformazione, poi, la lettura di un testo scrtto dall’artista, una competizione astratta, la costruzione di un simulacro della coppia.
La scultura principale consiste di un palco – letto, ispirato dai Dreambeds degli Archizoom. Con questo riferimento si crea un collegamento chiaro con le utopie degli anni Sessanta e con i movimenti di architettura radicale. Strumento per una scena recitata e oggetto disegnato per una delle funzioni più elementari dell’uomo, questa scultura interroga la relazione tra il naturale e il fittizio, tra autenticità e artificialità.
Gli altri oggetti: una coppia di vetri istallati di fronte a delle sagome, insistono su concetti analoghi. I numeri distorti presentati nello spettacolo sono oggetti scenici. Agiscono come figure astratte, non sono referenziali, si presentano come semplici enigmi.
Dopo essersi trasformati per assomigliarsi e quindi per mescolare le proprie identità, i performer leggono un racconto in prima persona scritto dall’artista sul proprio lavoro. In questo modo si interroga la nozione di soggettività e si suggerisce uno slittamento di senso nella lettura del lavoro di Reynaud Dewar. Per questa ragione la performance appare come una parodia simmetrica, esagerata di qualcosa di indefinito e vago.


Lili Reynaud Dewar è nata a La Rochelle, Francia, nel 1975. Vive e lavora a Bordeaux, Francia. Dal 2002 ha partecipato a numerose mostre in spazi pubblici e privati. Tra le più recenti si segnalano le personali al Frac di Bordeaux (2007) e presso la Galleria Mary Mary di Glasgow (2008), e la partecipazione alla 9a Biennale de Lyon (2007). Ospite della Galleria Civica Montevergini sino a fine febbraio per realizzare una grande installazione da esporre ad aprile nell’ambito della 5th Berlin Biennial, esplora, attraverso sculture, performance, poster, fotografie, le possibilità di “resistenza” alla eccentricità. Un modo di pensare, attraverso le azioni o la parola, che si discosta dal quotidiano e dalla norma, che le conferisce una posizione priva di centro. I simboli utilizzati portano la memoria della cultura underground, cultura nera americana, il movimento rasta, il voodoo, la musica pop, l’arte concettuale e il design radicale. Le referenze molteplici che utilizza, a volte contraddittorie, partecipano a produrre confusione e instabilità. Attraverso i suoi testi e le sue sculture costruisce dispositivi che poi vengono attraversati, completati o contraddetti dalle performance. Appropriandosi dei riferimenti culturali della cultura rasta o voodoo, l’artista sceglie tradizioni che contestano la modernità freddamente razionale e seria. Moltiplicando i punti di vista apre nuove
prospettive sulle realtà contemporanee, per le quali compone scenari potenziali

 

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