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Carissimi,
con gioia, ma anche con una punta d'orgoglio, vi annunzio che
quella di quest'anno è la decima edizione di questa
manifestazione. Nell'ormai lontano 1999 iniziai, in locali a dir
poco insufficienti (e forse anche indecorosi), a radunare gli
amici, i conoscenti e i rari passanti (che trovandosi per caso a
transitare in via Roma entravano ed ascoltavano) per offrire
loro in regalo i miei modestissimi bozzetti in cambio di
un'adozione a distanza di un bambino etiope. Per cinque anni ho
mandato avanti la manifestazione esponendo solo quadri di mia
fattura; poi il sesto anno (2004) qualche artista, di sua
spontanea volontà, mi ha chiesto di partecipare anch'egli alla
mostra ed ha messo a disposizione alcune sue opere che hanno
richiamato all'inaugurazione un maggior numero di persone. Negli
anni successivi sempre più artisti mi hanno collaborato e quest'anno
siamo ben 52 espositori e vi preghiamo con tutto il cuore di non
disattendere l'invito, perché rivolgere il proprio affetto ad un
bambino che ha bisogno e che dipende solo dagli altri è un'opera
altamente lodevole che certamente non passerà inosservata e
merita il premio che va ben oltre un piccolo insignificante
quadro.
Alcuni di voi seguono questa manifestazione fin dal primo anno,
molti se ne sono aggiunti negli anni successivi. Adesso io posso
affermare che siete stati sempre in molti quelli che
all'inaugurazione o nei giorni seguenti vengono in galleria e
adottano uno dei tanti bambini bisognosi, denutriti, ammalati,
sporchi come quelli che la TV tante volte ci mostra nelle
rubriche mandate in onda proprio all'ora di cena serrandoci la
gola e togliendoci l'appetito.
È noto che "violenza genera violenza" con un'escalation
progressiva. Lo constatiamo giornalmente ascoltando i comunicati
della cronaca nera quando descrive rapine, faide, vendette. Ma
io affermo, che per una sorta di contropartita (come se
l'umanità avesse bisogno di questo tipo di equilibrio), "amore
genera amore". Chi fa del bene a qualcuno non può da questo
aspettarsi del male. E quando chi ha fatto del bene ad una
persona e questa in cambio lo ripaga, si sente costretto
nell'animo a ricambiare a sua volta con un bene maggiore; in
questo scambio di battute si finisce col dimenticare chi ha
iniziato e si sente solo il bisogno di continuare. Anche qui la
progressione esponenziale è certa ed il suo crescendo,
credetemi, è esaltante, appagante, riempie di gioia e non da
tregua.
Lasciatevi allora trascinare da quest'amore; se già lo fate nei
confronti dei parenti, amici, conoscenti, varie persone
bisognose, va molto bene, ma noi tutti vi chiediamo: fatelo
anche per i bambini che al momento non conoscete; di essi
riceverete la foto con il nome, l'età e il luogo in cui vive;
foto che potrete esporre sui mobili assieme a quelle dei figli o
dei nipotini.
San Giovanni Bosco, il Santo dei ragazzi, ve ne sarà eternamente
grato e, tramite il suo sempre attivissimo collaboratore Don
Arturo Lorini (tel. 02-67072203), vi ringrazierà e vi benedirà.
giacomo perticone
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