Le opere di Michele Ciacciofera sono caratterizzate da
uno stile che, facendo assumere al figurativo
connotazioni astratte e all'astratto sembianze di
figura, si avvale di un'operazione di tipo mentale che
ripensa alle immagini attraverso un importante passaggio
interiore.
La serie dei Mari, per la forza espressiva del colore,
fuoriesce dal proprio confine e si affranca dal momento
isolato attivando una esperienza la quale, coinvolgendo
i sensi, permette di percepire sensazioni ed ampliamenti
emozionali; il suo linguaggio pittorico cattura e filtra
la luce, il buio, le forme, i colori e parla di storie
celate nelle mille pieghe della pittura che acquistano
un singolare potere evocativo, immerse in una dimensione
temporale sospesa.
Il modo in cui si guarda al mondo ha la capacità di
cambiarne il senso e così le opere di Michele
Ciacciofera ci guidano verso la scoperta e Is
esplorazione del mistero delle grandi cose, il mare
appunto, che contiene in sé una doppia valenza
semantica, di vita e di morte, di musica e rumore, di
paura e speranza, di leggerezza e complessità. I suoi
dipinti tendono verso pulsazioni emotive date dalle
tante sfumature e variazioni cromatiche, dalle varie
temperature e odori che emanano, dal silenzio assoluto
cha da greve si tramuta in immensi respiri dell'anima,
amplificando umori e spessori in una sorta di nudità
essenziale della visione sì da favorire riverberi di
profonda poesia: poesia fatta di toni e rapporti in
consonanza, senza che ciò comporti nient'altro che il
colore come unica scrittura che prende forma.
Lontano da una rigorosa pittura senza oggetti di stampo
metodologico, i soggetti di Ciacciofera creano una
osmosi tra l'artista e la sua stessa visione, segnando
un processo di identificazione del flusso emotivo con
gli strumenti del suo fare arte, il colore e la luce,
bloccando le infinite sfumature date magistralmente
attraverso pennellate più o meno pregne di materia e
permettendo che la pittura narri se stessa ma nel
contempo parli ancora del mondo.
Difatti i suoi mari sono talvolta chiari e luminosi,
talaltra resi cupi e foschi, quale testimonianza di
visioni interiori della realtà come scenario
dell'esistenza umana, rendendo l'aspetto poetico delle
sue opere intriso di sofferenza e di zone d'ombra.
Ornella Fazzina