galleria Roma 
Arte    contemporanea
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Città  di Noto      Patrimonio dell’Umanità   

 

FRANCISCOBENITEZ
 

De effigie animi

STUDIO BARNUM                 
via silvio spaventa 4, noto
19 giugno/13 luglio 2007
Opening/19 giugno presentazione di Ornella Fazzina
Accademia Statale di Belle Arti di Palermo.
Vernissage/ 30 giugno ore18.30
Con la presenza dell’artista che illustrerà la tecnica dell’encausto.
a cura di  Michele Ciacciofera e Vincenzo Medica
presentazione critica e coordinamento Ornella Fazzina
info: 0931 574797___347 6390763
 

Si aprirà il 19 giugno (ore 19,00)  a Noto presso lo Studio Barnum  la esposizione personale del pittore ispano-americano Francisco Benitez intitolata « de effigie animi ». La mostra, che si colloca tra gli eventi culturali collaterali alla riapertura della Cattedrale di Noto, consentirà all’artista di presentare una serie di ritratti  ad olio su tela, ad encausto oltre a disegni, ispirati al mito, alla tragedia greca ed alla classicità.

 

L’opera colta di Francisco Benitez concentra la propria attenzione alle correnti figurative che dall’era  greca conducono all’arte contemporanea: suoi principali riferimenti la pittura tardo ellenistica e romana, il caravaggismo e le correnti pittoriche che nel XVII secolo hanno operato tra l’Italia meridionale e la Spagna e che oggi continuano ad influenzare determinati generi figurativi (neofigurativismo, pittura colta, anacronismo), la pittura metafisica di matrice dechirichiana e le sue evoluzioni fino ai nostri giorni. La ricerca di Benitez, anche concettuale, é tesa a dare una ampia visione allo spettatore contemporaneo sottolineando, in particolare nella sua produzione ritrattistica, il ruolo imprescindibile e senza tempo della costruzione dell’immagine. L’uso di tecniche antiche, tradizionali, come la pittura ad olio e l’encausto ben consentono all’artista di porre l’accento sulla materia come parte integrante della rappresentazione; occorre tuttavia sottolineare il fondamentale ruolo svolto dal disegno e dalla costruzione scenica, che costituiscono elementi di forte impatto nelle opere di Benitez.  L’ utilizzo di una fonte di ispirazione quale i ritratti funerari ad encausto del Faiyum, e, l’antica tecnica di lavorazione in tetracromia (tavolozza a quattro colori), ottenuta attraverso la miscela di pigmenti e cere lavorate a caldo, conferisce all’opera ritrattistica un patos, un’emozione atemporale, che risulta allo stesso tempo antica ed estremamente contemporanea; approfondendo l’indagine psicologica del soggetto  Benitez esagera certi tratti fisiognomici per eviscerarne la meta-emotività  e l’archetipo dell’individuo. I ritratti funerari femminili egiziani, a cui il pittore s’ispira, erano infatti opere che da un lato esaltavano le modelle rappresentate evidenziandone la classe sociale e la famiglia di provenienza,  rendendo, al contempo,  una particolare analisi introspettiva che appare oggi il profilo di maggiore modernità di tali opere. Per tale via Benitez indaga e analizza il ruolo, la vita, la sofferenza dell’uomo nel mondo contemporaneo  filtrandolo attraverso l’esame storico della società in cui l’arte ha sempre svolto un ruolo fondamentale

Francisco Benítez  è nato nel 1967 a Taos, New Mexico e risiede a Santa Fe, sempre in New Mexico, dove dipinge i suoi soggetti ispirati  a Caravaggio. La sua vita e il suo lavoro sono segnati da svariati influssi – catalani, castigliani, portoricani e americani – e dai suoi svariati soggiorni - in Campania, Sud della Francia, Spagna e New Mexico. Benítez ha studiato filosofia al St. John's College di Santa Fe, all’ Art Student's League (New York City), NYU, alla Facultad de Bellas Artes di Granada, Spagna e si è diplomato (BFA) in Belle Arti e Storia dell'Arte alla University of New Mexico, Albuquerque.Benítez trae ispirazione soprattutto da Caravaggio, che ha rivoluzionato la pittura drammatizzando l’espressione grazie ad una nuova concezione della luce e dando rilievo psicologico ai soggetti raffigurati. Continuandone la tradizione artistica, Benítez riafferma attraverso le sue opere la necessità di esprimere con la pittura il pathos della condizione umana e le caratteristiche effimere della umana fragilità. Oltre all’influenza di Caravaggio le opere di Benítez risentono degli artisti del barocco spagnolo, come Zubaran e Velasquez, della scuola napoletana di Artemisia Gentileschi e del grande interprete del colore Jusepe de Ribera. I suoi soggetti spaziano dai nudi alle figure drappeggiate su sfondi teatrali, dai ritratti ai polittici.La sensibilità artistica dell’artista ha trovato, nei soggiorni italiani, nuovi percorsi espressivi nella riscoperta degli affreschi tardo romani di Pompei e di Ercolano. Le opere di Francisco Benítez sono esposte in numerosi musei e gallerie negli Stati Uniti e in Europa.