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Si aprirà il 19 giugno (ore 19,00) a
Noto presso lo Studio Barnum la esposizione
personale del pittore ispano-americano Francisco
Benitez intitolata « de effigie animi ». La mostra,
che si colloca tra gli eventi culturali collaterali
alla riapertura della Cattedrale di Noto, consentirà
all’artista di presentare una serie di ritratti ad
olio su tela, ad encausto oltre a disegni, ispirati
al mito, alla tragedia greca ed alla classicità.
L’opera colta di
Francisco Benitez
concentra la propria attenzione alle correnti
figurative che dall’era greca conducono all’arte
contemporanea: suoi principali riferimenti la
pittura tardo ellenistica e romana, il caravaggismo
e le correnti pittoriche che nel XVII secolo hanno
operato tra l’Italia meridionale e la Spagna e che
oggi continuano ad influenzare determinati generi
figurativi (neofigurativismo, pittura colta,
anacronismo), la pittura metafisica di matrice
dechirichiana e le sue evoluzioni fino ai nostri
giorni. La ricerca di Benitez, anche concettuale, é
tesa a dare una ampia visione allo spettatore
contemporaneo sottolineando, in particolare nella
sua produzione ritrattistica, il ruolo
imprescindibile e senza tempo della costruzione
dell’immagine. L’uso di tecniche antiche,
tradizionali, come la pittura ad olio e l’encausto
ben consentono all’artista di porre l’accento sulla
materia come parte integrante della
rappresentazione; occorre tuttavia sottolineare il
fondamentale ruolo svolto dal disegno e dalla
costruzione scenica, che costituiscono elementi di
forte impatto nelle opere di Benitez. L’ utilizzo
di una fonte di ispirazione quale i ritratti
funerari ad encausto del Faiyum, e, l’antica tecnica
di lavorazione in tetracromia (tavolozza a quattro
colori), ottenuta attraverso la miscela di pigmenti
e cere lavorate a caldo, conferisce all’opera
ritrattistica un patos, un’emozione atemporale, che
risulta allo stesso tempo antica ed estremamente
contemporanea; approfondendo l’indagine psicologica
del soggetto Benitez esagera certi tratti
fisiognomici per eviscerarne la meta-emotività e
l’archetipo dell’individuo. I ritratti funerari
femminili egiziani, a cui il pittore s’ispira, erano
infatti opere che da un lato esaltavano le modelle
rappresentate evidenziandone la classe sociale e la
famiglia di provenienza, rendendo, al contempo,
una particolare analisi introspettiva che appare
oggi il profilo di maggiore modernità di tali opere.
Per tale via Benitez indaga e analizza il ruolo, la
vita, la sofferenza dell’uomo nel mondo
contemporaneo filtrandolo attraverso l’esame
storico della società in cui l’arte ha sempre svolto
un ruolo fondamentale
Francisco Benítez
è nato nel 1967 a Taos, New Mexico e
risiede a Santa Fe, sempre in New Mexico, dove
dipinge i suoi soggetti ispirati a Caravaggio. La
sua vita e il suo lavoro sono segnati da svariati
influssi – catalani, castigliani, portoricani e
americani – e dai suoi svariati soggiorni - in
Campania, Sud della Francia, Spagna e New Mexico.
Benítez ha studiato filosofia al St. John's College
di Santa Fe, all’ Art Student's League (New York
City), NYU, alla Facultad de Bellas Artes di Granada,
Spagna e si è diplomato (BFA) in Belle Arti e Storia
dell'Arte alla University of New Mexico,
Albuquerque.Benítez trae ispirazione soprattutto da
Caravaggio, che ha rivoluzionato la pittura
drammatizzando l’espressione grazie ad una nuova
concezione della luce e dando rilievo psicologico ai
soggetti raffigurati. Continuandone la tradizione
artistica, Benítez riafferma attraverso le sue opere
la necessità di esprimere con la pittura il pathos
della condizione umana e le caratteristiche effimere
della umana fragilità. Oltre all’influenza di
Caravaggio le opere di Benítez risentono degli
artisti del barocco spagnolo, come Zubaran e
Velasquez, della scuola napoletana di Artemisia
Gentileschi e del grande interprete del colore
Jusepe de Ribera. I suoi soggetti spaziano dai nudi
alle figure drappeggiate su sfondi teatrali, dai
ritratti ai polittici.La sensibilità artistica
dell’artista ha trovato, nei soggiorni italiani,
nuovi percorsi espressivi nella riscoperta degli
affreschi tardo romani di Pompei e di Ercolano. Le
opere di Francisco Benítez sono esposte in numerosi
musei e gallerie negli Stati Uniti e in Europa.
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