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Arte    contemporanea
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Montevergini
Galleria Civica d'Arte Contemporanea

THE INTERIM IS MINE II
GIANDOMENICO SOZZI

BRAVA

INAUGURAZIONE 28 DICEMBRE 2007 H. 18.30
29 DICEMBRE 2007 – 13 GENNAIO 2008
 

The Interim is mine / L’intervallo è mio è una mostra ideata da Mili Romano (artista siracusana, con base a Bologna) che nell’ottobre del 2006 ha riunito alla Galleria Civica Montevergini un gruppo di artisti i cui lavori erano accomunati dal tema dell’energia. Il progetto è nato con una dedica speciale a Rossana Maiorca, e quella mostra è stato il primo momento di una manifestazione che si rinnova quest’anno in un appuntamento rituale in cui il ricordo, affettuosamente significato nel gesto vitale degli artisti, sia riflessione attiva sul nostro presente.

 “Siamo lieti che grazie al desiderio degli artisti, alla capacità evocativa dell’arte, la nostra città possa rinnovare annualmente il suo omaggio a Rossana Maiorca” hanno dichiarato il Sindaco Giambattista Bufardeci e l’Assessore alle Politiche Culturali Fabio Granata.

 Il frammento breve, isolato e casuale, ma non per questo meno gravido di conseguenze, definisce la pratica di Giandomenico Sozzi (Solaro 1960, vive e lavora tra Vendicari e Milano).

Scrive Gyonata Bonvicini: i suoi oggetti, le immagini, le storie e i personaggi raccontano di identità in trasformazione, colte in quell’istante unico dove ogni possibile via è ancora aperta. Il mutamento da una condizione all’altra è innescato dal caso e dalla fortuita coincidenza, in una continua oscillazione tra desiderio e conflitto. Un dono, il suo, prezioso e inatteso.

In occasione della mostra sarà presentato in anteprima il catalogo della mostra The Interim is mine.

 

BRAVA

"Lady Macbeth", La Scala di Milano 1978, Singer: Shirley Verrett,

Conductor: Claudio Abbado, Stage director: Giorgio Strehler 

Video su supporto DVD, 5:24 min (plus 3 min blackscreen in looped version)

“Milano, Teatro alla Scala, 1977. La direzione del ‘Macbeth’ di Giuseppe Verdi è affidata a Claudio Abbado, mentre la messa in scena a Giorgio Strehler. Il frammento selezionato da Gian Domenico Sozzi si apre con una figura sola al centro del proscenio; tutto tace e si concentra sul volto di lei, la diva. Il filmato a bassa definizione della cineteca Rai rende particolarmente intensa quella che sta per divenire una delle più straordinarie performance nella carriera della soprano afro-americana Shirley Verrett.

Al termine dell’aria un boato incontenibile scuote il teatro, un trionfo che lascia impietriti sia l’interprete sia l’orchestra. Anche il regista sembra incerto se concentrarsi sul palcoscenico o documentare l’entusiasmo della platea. Più forte di tutto è però il primo piano che ritrae il volto di Shirley Verrett. L’identificazione fra il personaggio e l’interprete si assottiglia a tal punto che questa soglia non ha più limiti definiti. Accogliere l’ovazione del pubblico, concedersi ad esso, o rimanere fedele al personaggio e alle esigenze narrative dello spettacolo? (tratto dal testo scritto per l’occasione da Gyonata Bonvicini, direttore della Galleria Klosterfelde, Berlino).

 

 

 

 

 

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