Corriere Elorino
del 16 Marzo 2006

LA MOSTRA AL PALAZZO REALE DI MILANO SI E' CONCLUSA IL 6 FEBBRAIO 2006

Dov'è adesso il Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio

di Paolo Giansiracusa (*)

 

Il buco al piede del pellegrino raffigurato in basso a destra nel dipinto della Madonna di Loreto, opera di Michelangelo da Caravaggio eseguita nel 1603 e custodita a Roma nella Chiesa di Sant'Agostino, dovrebbe far riflettere tutti, amministratori e soprintendenti, dirigenti del F.e.c. (Fondo per il Culto) e direttori di musei, intorno al facile prestito delle opere d'arte e al loro disinvolto viaggiare per questa o l'altra mostra in Italia ed all'estero. Quello sfregio, forse causato volontariamente con un pennarello durante la mostra milanese Caravaggio e l'Europa organizzata negli spazi espositivi del Palazzo Reale, dovrebbe servire a interrompere la deprecabile tendenza a far sfilare, come fossero agili modelle o graziose veline, i quadri storici e in particolare quelli che presentano notevoli segni di degrado.
Se oggi da un canto si accontentano migliaia di visitatori, dall'altro si corre il rischio di privare dalla conoscenza delle opere tutti coloro i quali sono nel progetto di vita del divenire. Le opere universali non appartengono solo alla società che le detiene ma sono destinate ad una proiezione futura che, per gli aspetti morali della salvaguardia dei beni culturali, dovrebbe prescindere dallo sfruttamento egoistico contemporaneo. Per dirla in breve per gli uomini del presente i dipinti del Caravaggio sono opere da garantire a tutte le creature che vedranno la luce. C'è poi un altro aspetto che, da quanti promuovono mostre a destra e a manca, viene trascurato in toto e riguarda la valorizzazione dei luoghi in cui le opere sono conservate.
Se alcuni studiosi di storia dell'arte o qualche famigliola di turisti, sensibili nei confronti dei nostri beni culturali, avessero deciso di venire in Sicilia in questa stagione sperimenterebbero la grave delusione di vedere poco, quasi nulla. Qui le opere d'arte di valore sono perennemente in viaggio. Come se non bastasse 1 musei e i monumenti vengono continuamente chiusi per restauri interrompendo in tal modo la fruizione dei beni artistici; Sembrerebbe che ad essere restaurata non sia solo l'architettura (il contenitore) ma anche ciò che essa contiene (le opere pittoriche e scultoree). A Siracusa la Galleria Regionale di Palazzo Bellomo è chiusa da oltre un anno e, nel silenzio delle sue sale, restano segregate anche le opere. Ma ciò è normale?
Le opere d'arte che non sono imprigionate, di contro, sono sempre con il bagaglio pronto. Si pensi in tal senso alle sfilate del Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio. L'opera del Merisi dopo essere stata a Napoli per una mostra al Museo di Capodimonte è partita per Torino dove la attendeva un nuovo vernissage. Poi per un controllo manutentivo (come si fa a definirlo restauro considerato che l'opera entra ed esce dall'ospedale quando e come vuole per sfilare a tutte le passerelle) è stata spedita a Roma all'Istituto Centrale del Restauro e da qui, anche se con le flebo attaccate alle vene, è partita per Milano dove è stata in mostra a Palazzo Reale, insieme ad un altro capolavoro siciliano. La Resurrezione di Lazzaro, nella stessa occasione espositiva in cui ha subito il gravissimo danno la tela romana. Genera inquietudine e allo stesso tempo curiosità però apprendere che in questa esposizione, dove era presente l'opera siracusana, non sia stata messa in mostra la famosa Cena in Emmaus, noto capolavoro appartenente alla dotazione della Pinacoteca Nazionale di Brera, che si trova a poche centinaia di metri dal Palazzo Reale.
Forse al nord qualcuno ha capito che le opere d'arte non sono come i fotomodelli, pronti a sfilare su qualsiasi palco. Qualcuno in Padania deve aver compreso che non sempre è corretto far viaggiare i dipinti e le sculture, in special modo quei capolavori che hanno forti segni di degrado e presentano un equilibrio conservativo alquanto debole.
Se fosse vivo Cesare Brandi, appellandosi alla Carta del Restauro della quale sembra che la gran parte dei mostrato!i abbia dimenticalo tutto, lancerebbe anatemi di fuoco su quanti, con assoluta disinvoltura, decidono se un'opera possa viaggiare o meno e se possa essere tolta dal proprio spazio espositivo a discapito delle realtà locali e a profitto di show culturali. L'ultima opera a partire dall'Isola, in ordine di tempo,è l'Annunziata di Antonello da Messina, olio su tavola del 1475 custodito a Palermo nella Galleria Regionale di Palazzo Abatellis. Sarà seguita dall'Annunciazione di Siracusa? Se ci fosse in atto questo progetto sarebbe opportuno che gli uomini di cultura ci costituissimo parte civile contro lo Stato. Sia per difendere le opere d'arte che per salvaguardare l'aspettativa di quanti venendo in Sicilia saranno costretti ad apprendere che i nostri dipinti e le nostre sculture sono in Giappone all'Expo di Aichi o al Metropolitan Museum di New York, al Paul Getty Museum o al Palazzo Reale di Milano.
Se Brera non cede alle lusinghe dei milioni di visitatori una ragione ci sarà. Forse i visitatori a milioni fanno solo numeri per le fiere e non qualità per la cultura. In questo pericoloso, caotico e disordinato spostamento di opere chi è che decide per tutti? Lo chiedo al Presidente della Regione Siciliana, Governatore di una Regione a Statuto Autonomo, il quale dovrebbe vigilare sulle decisioni del F.e.c. e sulle scelte dei suoi assessori, sulle disposizioni dei direttori dei musei regionali e dei soprintendenti, sulle scelte dell'Istituto Centrale del Restauro che avendo avuto l'opera del Caravaggio in custodia per il restauro l'ha invece consegnata ai curatori di una mostra. Ma chi è che decide? Chi ha concesso il nulla osta per questo continuo vagare del capolavoro siracusano? E ancor prima di concedere il nulla osta, è stato attivato il principio del buon senso, quello del rispetto, quello della scrupolosa salvaguardia dell'opera'7 L'Istituto Centrale del Restauro cosa ne pensa? AII'LC.R sono tutti d'accordo sul fatto che II Seppellimento di Santa Lucia possa viaggiare per tutte le città che ne reclamano la presenza? Il quadro è un capolavoro distrutto dall'obsolescenza, dalla cattiva conservazione e da una serie lunghissima di cause che noti è qui il caso di elencare.
L'opera non può viaggiare, la pellicola pittorica originaria è debolissima, qualsiasi variazione climatica ne compromette l'esistenza. Tanto che da oltre venticinque anni ne viene impedita la collocazione nella sede definitiva della Chiesa di Santa Lucia alla Borgata.
Nonostante tali problemi la tela è in giro per l'Italia da più di un anno. Nel 2004, proprio in occasione delle celebrazioni del 1700° anniversario del Martirio di Santa Lucia, quando era sacrosanto che i pellegrini e i turisti potessero ammirare a Siracusa anche i colori del Caravaggio, l'opera non era in sede, si trovava già a Napoli. Mi chiedo se questa possa definirsi politica culturale.
L'opera che gira il mondo non porta alcun profitto alle realtà locali da cui proviene, reca solo danno, sia al manufatto in sé che ai musei e alle collezioni a cui appartiene. Chiedo formalmente al Presidente della Regione Siciliana di dare ai siracusani doverosi chiarimenti e risposte concrete tese a difendere il patrimonio artistico della città.
Agli intellettuali dell'Isola faccio appello affinché vietino, con tutte le forme democratiche, che le testimonianze del nostro passato vengano distrutte da chi pensa che mostrare significhi far cultura, che catturare milioni di visitatori significhi fare turismo. La Cultura e i problemi del Turismo si affrontano con la programmazione degli eventi e con la valorizzazione dei luoghi L'improvvisazione degli eventi sotto i riflettori di vetrine rinomate fa solo confusione e spesso, com'è accaduto, danni irreversibili.

 

* Docente di Storia dell'Arte Moderna alla Facoltà di Architettura di Siracusa e titolare della I" Cattedra di Storia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Catania