Corrado Di Pietro  " Canto d'Alfeo "

Nota dell' Editore

 

   

Sono rari i casi in cui un editore entra nel corpo stesso del libro, anche se per una breve motivazione della sua scelta editoriale. Corrado Di Pietro ha inteso la sua opera come un omaggio a Siracusa e, per questo dono, ha voluto che si fosse in tanti, quasi un affettuoso abbraccio di editore, poeta, traduttore e artisti alla diletta figlia di Aretusa.

Questo è uno dei motivi che mi inducono a scrivere questa breve nota. Tuttavia un altro ben più profondo motivo mi ha indotto a partecipare attivamente a quest'operazione: il dialetto.

Giuseppe Conte, nel suo libretto Siracusa mitomodernista scrive: Il ricorso al pensiero mitico è fondamentale oggi per ridare sostanza ed energia alla poesia.

Se dunque il ricorso al mito dà anima e corpo alla poesia, quale strumento migliore del dialetto può trovarsi per dare voce al mito e alla poesia insieme?

Qui si parla di un mito, anzi del mito per eccellenza che riguarda la nostra città; si pone questo mito a fondamento stesso di una civiltà o, con più ambizione, della storia umana; si trasferisce il tutto in un tempo senza tempo, come dice lo stesso poeta, in un modello archetipale dove si

sviluppa la prima dialettica fra il bene e il male. Per dire tutto questo quale migliore e più efficace lingua poteva essere usata se non quella di queste stesse contrade, dei nostri genitori e dei nostri avi: la lingua dialettale? Il mito parla in dialetto!

La lunga gestazione di quest'opera, poi, ci ha portati nel terzo millennio; in questo evento mi piace vedere un commiato dal millennio trascorso, riprendendo una delle più belle favole di questa terra, quella di Alfeo e Aretusa, consegnandola alle generazioni del nuovo tempo, come testimonianza d'amore, di fratellanza e di pace.

La consapevolezza di un compito di così alto profilo e l'amore per Siracusa mi hanno spinto con entusiasmo alla realizzazione di quest'opera, assieme a quanti, generosamente, vi hanno contribuito; opera che, oltre alla edizione del libro, prevede anche la pubblicazione di una cartella d'arte ricca di nove acqueforti.

Ringrazio dunque l'avv. Corrado Piccione per la competente e sentita prefazione, il prof. Angelo Fortuna che ha curato le belle traduzioni in inglese e in francese, gli artisti Bertrand, Cassia, Cortese, Italia, Lucca, Modica, Morando, Puzzo, Sgarlata che hanno offerto le loro preziose opere, il noto scultore Salvo Monica che con un suo disegno illustra la copertina del libro.

A chiusura di questa nota mi sia consentito rivolgere un pensiero anche al nostro comune amico Armando Tantillo; a lui che fu tra i primi e più entusiasti sostenitori di questa iniziativa, ma che purtroppo ci ha lasciati durante la corsa.

Concordemente, tutti, quest'opera a lui vogliamo dedicare.

 

 

            Emanuele Romeo

 

                                                           

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