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SALVO FRONTE |
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La natura ritrovata nelle foto di Salvo Fronte Ho molto riflettuto prima di ospitare in questa rubrica l’opera di Salvo Fronte. Ciò in quanto ho avuto sempre molte riserve nell’inserire nell’Olimpo dell’Arte anche la fotografia, così come il cinema e le altre forme di espressione estetica che esperimentano tecniche e materiali nuovi. Ma poi mi sono detto che l’arte non può avere confini strumentali e poggia la sua ragion d’essere negli antichi e sempre attuali canoni che soddisfano i nostri sensi: la bellezza, l’eleganza, l’esclusività, la singolarità, il messaggio estetico e ideologico. L’arte è anche una spia del tempo e le forme artistiche testimoniano il grado di ci- viltà e di progresso civile e tecnologico delle epoche in cui sono nate. Fatta questa premessa, il cui approfondimento esula dal limitato orizzonte di questa pagina, ecco presentarsi alla mia attenzione la sin- golare esperienza d’arte di Salvo Fronte: si tratta di un prodotto artistico di difficile definizione perché ha elementi riconducibili alla fotografia, alla pittura, alla scultura, alla scenografia. Innanzitutto c’è un fatto creativo: Salvo cerca i colori e le forme secondo un suo personale gusto estetico, sollecitato anche dall’esigenza di porre in relazione le sue opere col tempo, le stagioni, la luce solare, la prospettiva e lo spazio, così come accade del resto con le forme d’arte canoniche.
Dopo aver creato l’opera in laboratorio o in uno scenario naturale, Salvo passa alla ripresa fotografica ravvicinata e cattura quell’immagine passeggera che presenta insieme i connotati della naturalezza e dell’artificiosità. Le gocce d’acqua che increspano i petali dei fiori, i rametti tortuosi che trattengono chiocciole e vermetti, le corolle luminose di margherite e di campanule, i calici di piccoli tulipani, i grappoli di glicine e le suggestive forme dei tantissimi fiori di campo sono catturati nei fuggevoli momenti di bagliori luminosi; formano bellissime combinazioni di sculture e di pitture e le diverse focalizzazioni determinano rapporti e contrasti cromatici davvero sorprendenti. Tutte queste cose tu in natura non le vedi; le vedi solo in fotografia attraverso un processo di creazione che somiglia tanto alla pittura impressionistica di Monet. Salvo Fronte ha esplorato con questa tecnica già i pesci e i fiori; prossimamente vedremo frutti e rocce e chissà quali altri percorsi ci riserva questo straordinario artista dell’obbiettivo fotografico. E’ un’arte terapeutica, rasserenante, capace di trasmetterti sensazioni positive e piacevoli; in mezzo al turbine dei nostri giorni alienati e stressati, nel groviglio di immagini estetiche spesso violente e dolorose, nell’insana follia di inconcludenti espressioni d’arte eccentriche e azzardate, mi pare di non pocò pregio questa esperienza buona e bella che ci presenta Salvo Fronte. Un ritorno al colore puro e luminoso della natura, una ricerca del particolare e del creato l’opera in laboratorio o in uno scenario naturale, Salvo passa alla ripresa fotografica ravvicinata e cattura quell’immagine passeggera che presenta insieme i connotati della naturalezza e dell’artificiosità. Le gocce d’acqua che increspano i petali dei fiori, i rametti tortuosi che trattengono chiocciole e vermetti, te corolle luminose di margherite e di campanule, i calici di piccoli tulipani, i grappoli di glicine e le suggestive forme dei tantissimi fiori di campo sono catturati nei fuggevoli momenti di bagliori luminosi; formano bellissime combinazioni di sculture e di pitture e le diverse focalizzazioni determinano rapporti e contrasti cromatici davvero sorprendenti. Tutte queste cose tu in natura non le vedi; le vedi solo in fotografia attraverso un processo di creazione che somiglia tanto alla pittura impressionistica di Monet. Salvo Fronte ha esplorato con questa tecnica già i pesci e i fiori; prossimamente vedremo frutti e rocce e chissà quali altri percorsi ci riserva questo straordinario artista dell’obbiettivo fotografico. E’ un’arte terapeutica, rasserenante, capace di trasmetterti sensazioni positive e piacevoli; in mezzo al turbine dei nostri giorni alienati e stressati, nel groviglio di immagini estetiche spesso violente e dolorose, nell’insana follia di inconcludenti espressioni d’arte eccentriche e azzardate, mi pare di non pocò pregio questa esperienza buona e bella che ci presenta Salvo Fronte. Un ritorno al colore puro e luminoso della natura, una ricerca del particolare e del piccolo, una poetica dell’attesa d’una luce che passa e crea forme e realtà virtuali.
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