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E' insegnante d'Educazione Artistica.
Vive ed opera a Palazzolo Acreide
Paolo Corsino lavora sulla potenzialità
espressiva del colore, agendo da elemento propulsivo sulla
macchia, sull'espansione e sulla contrazione. Si tratta di una
lunga frequentazione che negli anni lo ha portato ad esiti
sempre più distanti da un punto di partenza puramente
gestuale e prepotentemente espressionistico, facendolo
approdare in latitudini più fredde, più misurate, più
classiche.
Dare attualità ad una stagione storica,
per Paolo Corsino è il raggiungimento, ogni volta avvolgente
e definitivo, ma appunto per questo ogni volta sfuggente e provvisorio.
Perchè ogni raggiungimento apre le porte ad una serie di
possibilità, di potenzialità che si presentano alla portata
della mano, inducendolo alla strategia della contaminazione,
dell'attraversamento, dell'intrigo. Sono le lusinghe
dell'astrazione che confina con l'informale, sono anche le sue
insidie che chiedono un atteggiamento di sfida nei confronti
delle scivolate automatiche, indotte dallo spiritismo innato
di tutto ciò che sembra essersi fatto da sé, per pura forza
del caso.
E' una pittura che può dare ubriachezza,
euforia, ma anche sfinimento, se non è governata, come qui è
governata, da una forte dose di consapevolezza e di forza, per
stare al gioco seducente del lasciarsi andare, senza farlo davvero,
pur facendolo con ogni partecipazione fisica e spirituale.
Paolo Corsino è un artista intellettuale e ragionatore,
quanto umorale ed emotivo, da cui scaturiscono impasti
sostanziosi del colore, che sanno di un essere e del proprio
contrario. Una pittura che sfida l'anacronismo di un certo
modo di fare di questi anni, senza però rimanere attardata,
come d'altra parte Arcangelo, Olìvieri Iacchetti e quanti
lavorano su questa lunghezza d'onda, a confermare la linea
eclettica dell'arte contemporanea emersa con forza negli anni
ottanta e novanta del secolo scorso, che sono dalla parte di
Babele, nella fondazione di frammenti di novità, che hanno un
cuore antico, forti nell'affrontare intemperie e tempeste. (Francesco
Gallo)
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