ARTISTI IN PERMANENZA

LINO CIRANNA

 

 

 

 

 

 

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(particolare)
 
 
 
 
 
 
 
 

 


 

 

 

 

 

 

   CIRANNA LINO


 

Carmelo Ciranna, nasce a Siracusa il 20 ottobre 1938. Si forma fin da giovane in Sicilia, nella natia Siracusa, ove frequenta la Scuola d'Arte sotto la direzione del prof. Ferruccio Ferri ed a Palermo, presso l'Istituto d'Arte, allievo dei proff. Bosco Alessandro Manzo e Massimo Delitala, ospite dei Padri di Don Orione. Successivamente è a Roma per studiare scenografia e nel contempo lavora come disegnatore tecnico nello studio dell'arch. Santuccio; ma, a causa della malattia del padre, interrompe gli studi e rientra in Siracusa, ove collabora come disegnatore tecnico con alcuni ingegneri. Nel 1960 inizia l'attività di insegnate; il primo incarico lo porta nella Valle Brembana, l'anno successivo ritorna a Siracusa e vi rimane fino al 1970; dal 1971 è a Bologna, dove insegna fino al 1997. Suoi luoghi di lavoro, oltre alla città (risiede in via O. Regnoli n. 70), sono la montagna di Camugnano e la collina di Crespellano, ove ha studio. La formazione artistica parte dalla strada, dove ha il primo spazio grafico e dove attua le prime immagini della conoscenza del mondo. Nei paesaggi siculi, che caratterizzano la sua attività giovanile e di prima maturità , si intravede la prevalenza del sole ma anche della solitudine. In ciò, è quasi "morandiano"! Lo studio ed i vari maestri che incontra via via, lo portano alle culture nazionali ed internazionali, delle quali rimane affascinato dalla spiritualità e dall'originalità delle forme artistiche dei vari personaggi artisti che hanno dato la vita all'arte ed alla cultura: Caravaggio, Munch, Van Gogh, Picasso, De Kooning, Pollock, Moore, Jim Dine, Pasolini, ecc.
La maturità lo fa esprimere attraverso vari stili: da una visione informale, passa alla tendenza espressionistica di impegno sociale (sono gli anni '50-'60) indi al-l'iper-realismo e successivamente al surrealismo ed al purismo della forma. Attualmente Lino Ciranna tende a riscoprire le proprie origini culturali che emanano da una Sicilia, ove varie culture si sono attraversate, amalgamate e fuse (la Sicilia greca, islamica, normanna, ecc).
Carmelo Ciranna risiede a Bologna, ha studio alla "Pavarina" sui colli di Crespellano e d'estate frequenta Camugnano.

Umanismo e ansia mistica nell'opera di Lino Ciranna

Ciranna ha vivo uno spirito di ricerca ad oltranza, un'ansia, spesso implacata, di novità non solo espressiva, ma di contenuto; una smania violenta di ribellione ai modi convenzionali e fossilizzati non gli impedisce di pervenire con una originale visione tonale ad un lirismo di non effimere validità. Pittura impastata di lacrime e di colori, si potrebbe definire la sua. Esiste sempre, nella sua suggestiva percezione visiva di industrie ossessionanti nel loro anonimato, di drammatiche stazioni sotto cieli abbaglianti, pieni di mediterranea solarità, un'ansia mistica d'infinità di spazi che è il sostrato del vigore solitario del suo fascinoso segreto linguaggio. Angosce, inquietudini, odio - amore della solitudine, espressi in un tumultuoso silenzio di immagini, sono parte viva del dramma della sua tormentata pittura. L'ansia mistica, che è e rimane in Ciranna desiderio inappagato di pervenire all'Assoluto, e l'angosciosa consapevolezza della propria impotenza a pervenirsi sub specie fidei - personalità eminentemente religiosa, di una religione senza messia quella di Ciranna - sono gli elementi più notevoli del drammatico conflitto interiore del pittore, crisi questa che pervade l'atmosfera, le figure, le cose di violenza risolventesi in uno stile di già rigoroso e in un sapiente meditato equilibrio di tutti gli elementi espressivi. Nella preziosità degli accenni cromatici, vibrati e violenti, perfino la luce sembra mistericamente partecipare a quei riti di odio e di morte, evocati negli incantamenti magici e suggestivi della pennellata forte e distesa di Ciranna. Nella contemplazione del paesaggio naturale questa atmosfera cupa di dolore e di odio e, perché no, di voglia folle e insoddisfatta di amore sembra dissolversi in una serenità estatica, che è possesso di un bene illuminante, e in una sfrenata orgia di visioni coloristiche. Epperò è immanente un'angoscia esistenziale nelle cose che campeggiano pro-tagoniste nel mondo fantastico delle sue opere.
Un dolore, che è attesa di una felicità che non esiste, popola i suoi disegni di uomini che sono al di là del bene e del male, che hanno in sé una pena titanica e sperano in una morte, dolce e silenziosa, che sia termine di tanto travaglio. Ogni figura vive a suo modo l'ultima ora, carica di tutto il proprio passato d'eterne sofferenze; la vive ancora avvinta disperatamente a questa terra; la celebra come un rito di morte nell'addolorata penombra dell'anima. Dalla memoria di un incubo queste figure si sono levate disperate ma pronte all'estremo sacrifìcio. Tragico parossismo che non tende a creare una evanescenza dell'evocazione, ma a concentrarla.
Le immagini sembrano gridare, impietrite nel loro dolore, un'accusa inumana con mille voci di mistero. Intercorrono spazi di secoli, traboccanti di angosce e di delusioni, di martiri e di sofferenze fra il nostro mondo e quelle immagini che, con la loro oscena purezza, rivivendo in sé la mostruosa innocenza del primo uomo, assaltano, crudeli di disperazione, i sensi, scuotendoci sin nelle più intime fibre e riempiendoci l'animo d'una febbre di godimento estetico, che è nel contempo attonito sbigottimento.
Soffermandoci sui disegni di più recente produzione li sentiamo carichi di suggestioni vitali nelle tante figure con quella totale assenza di pace, che solo la morte - nei disegni di Ciranna ci sono infatti spesso moribondi - potrebbe dare. Le figure, perfino i Cristi e le Pietà, odiano e accusano il mondo, l'universo. Blasfeme sino alla soglia della morte, sentono odio verso sé stesse - suprema bestemmia - per il fatto stesso di essere.

Daniele Price

Presentazione

Per inquadrare la pittura di Lino Ciranna nel panorama dell'arte contemporanea possiamo subito rilevarne le intenzioni, lo stile, la sua scuola. Premessa- stimolo del suo operare è una continua presenza nel tessuto della società in cui vive per recepirne e viverne i problemi e le situazioni: ne consegue una pittura facilmente leggibile che mira diritta allo scopo senza tortuosità formali o compiacimenti stilistici. Quando l'artista sente e vive i problemi della terra italiana, particolarmente del Mezzogiorno, lavoro e sfruttamento, emigrazione, mafia, ovvero sia sensibile alle grandi questioni della convivenza internazionale, nelle sue guerre e nelle proteste che coinvolgono interi popoli e nazioni, non può che costruire un'arte realista: intendo realista nella sostanza, indipendentemente dal fatto di stile, cioè del "modo" come realizza sue tempere, disegni, olii. Certo lo stile è quello che proviene dai grandi insegnamenti realisti del passato e del presente: basti ricordare l'arte murale messicana e l'opera di Guttuso. Ma anche altri elementi contemporanei sono entrati a far parte del linguaggio di Ciranna, una componente surreale, più recentemente, elementi di iperrealismo di scuola americana.

Queste diverse sollecitazioni possono fondersi tra loro convenientemente se amalgamati da un artista intelligente, libero da complessi verso maestri, ma attento al loro insegnamento e cosciente che il progresso artistico avviene sia nella rottura sia nella continuità e nell'evoluzione. Corpi visti nel momento della fatica, mani che parlano di pesanti lavori, volti che recano il segno di antica soggezione al padrone, di rancori, di sicurezza nella propria forza e nella propria giusta causa, lavoratori dei campi, operai edili, donne, emigranti, bambini, uomini della mafia, corpi martoriati dalla guerra, simboli della vita e della morte, tutta una umanità viene accomunata come in un grande ideale di pittura murale nella quale possa distesamente raccontarsi la vicenda del bene e del male, la purificazione dell'uomo attraverso la sofferenza. Queste cose Ciranna le racconta con la forza dei grandi contrasti di tono, con la sicurezza del segno, che intuisce e crea con pochi tratti forme e ambienti.

Le recentissime cose di Ciranna sono forse meno cariche di epos, ma più graffianti, come quella dove è raffigurata una selva di elmetti, momento interessante nella evoluzione di questo artista attento ed efficace.

Arrigo Grazia

(1973 - Biblioteca Comunale - Quartiere Irnerio - Bologna)

Alcune note critiche dell'autore

Le opere presentate nel 1998 alla Sala Polivalente del comune di Camugnano sono, in parte, progetti per lavori di maggiore dimensione, in modo da far percepire all'osservatore una sensazione e partecipazione fisico-mentale più attiva nel rapporto opera-fruitore.
Questi lavori appartengono a quella corrente poetica dell'arte, per necessità di ca-talogazione impropriamente "informale", sviluppatasi verso la fine degli anni quaranta in Europa, Stati Uniti e Giappone e continuata a più riprese da molti artisti fino agli anni '70; essa si dirama in varia direzioni: 1) poetica, spazialista e movimenti nucleare; 2) realismo naturalistico, post-cubismo picassiano, astratto-concreto e naturalistico; 3) poetiche gestuali e segniche; 4) poetica della materia. Comune a tutte le direttrici, vi è la visione irrazionale del mondo ed una totale contrarietà alla concezione idealistica ed alla tradizione formale concretista. "Il "mondo è come è", come noi lo percepiamo, lo sentiamo, incontrollabile come le pulsioni, le passioni, le emoziono, fatto di materia, di sensi, immagini in continuo divenire, nella loro pura esistenzialità ed ambiguità morfologica, fatto di spazi, più o meno lacerati, indefiniti, di esperienza individuale.
Lo spazio figurativo non è più visto e sentito come rappresentazione prospettica, di qualcosa di antico, di limitato, ma con una dimensione plastica, realtà viva immanente, in continua mutazione ed al contempo magica di cui l'immagine rappresentata è solo una parziale provvisoria designazione del concetto di realtà. La vita è un continuum. Fra ciò che è organico e la sua rappresentazione passa un abisso, che solo la magia dell'arte ed una dimensione estetico-esistenziale decente può colmare.
L'arte e la pittura è intesa come rappresentazione della vita fisica-biologica, visione organica della realtà, memore ancestrale, emozione, sensorialità, esperienza e ricerca, libertà espressiva, immaginazione, invenzione.
Ciò che può apparire automatismo o causalità del testo, segno più o meno inconscio, è il risultato di una visione la cui origine è nella dimensione psichica, nella fisicità indefinita dell'universo, della dubbia morfologia. "Ciò che appare come casuale è tutt'al più lo sfruttamento del caso" (J. Pollock). Nell'eseguire un lavoro non vi è nulla di definitivo fino a quando il lavoro non è compiuto, tuttavia non viene mai meno un'idea generale.

Dare un titolo ad un'opera non è che una approssimazione di qualcosa di più complesso di ciò che realmente è o si vuole comunicare. L'osservatore non può fare altro che guardare e partecipare con la propria intelligenza e sensibilità, cogliere ciò che l'interessa.

Lino Ciranna

Principali mostre ed esposizioni collettive e personali

1954 - MOSTRA DEI GIOVANI LAVORATORI - ARCIVESCOVADO - SIRACUSA
1956 - MOSTRA REGIONALE D'ARTE FIGURATIVA U.N.P.I. - CAMERA DI COMMERCIO -SIRACUSA
1958 - V MOSTRA REGIONALE DI ARTI PLASTICHE E FIGURATIVE "GIOVANE ITALIA" -PALERMO
1959 - 2a MOSTRA SINDACALE PROVINCIALE D'ARTE ALLA "FONTAN1NA" DI ANGELO MALTESE
1959 - FOYER DEL TEATRO COMUNALE - SIRACUSA
1962 - RASSEGNA D'ARTE CONTEMPORANEA - SIRACUSA
1963 - 13 GIOVANI ARTISTI ALLA "FONTANINA" - SIRACUSA
1963 - PERSONALE AL PALAZZO BENEVENTANO DEL BOSCO - SIRACUSA
1964 - PITTURE E DISEGNI - GALLERIA "BEATRICE D'ESTE" - NOVARA
1964 - COLLETTIVA - "LA CRUNA" GALLERIA D'ARTE IN NOVARA
1965 - T MOSTRA DI ARTISTI SICILIANI - GALLERIA "EMMANUEL" - SIRACUSA
1965 - VP MOSTRA "EMMANUEL"- U.C.A.I. - SIRACUSA
1966 - 29 ARTISTI AL "2° INCONTRO DEI DUE MARI" - U.N.I.S.P.S. - PALERMO
1967 - MOSTRA COLLETTIVA DI PITTURA E GRAFICA - GALLERIA "LA SELETTIVA" -SIRACUSA
1968 - 24 ARTISTI ALLA GALLERIA "LA SELETTIVA" A CURA DELL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIRACUSA E DELL'AZIENDA AUTONOMA PER IL TURISMO DI SIRACUSA
1968 - "ARTISTI SIRACUSANI PER I TERREMOTATI DEL BELICE" - SIRACUSA
1969 - T RASSEGNA D'ARTE FIGURATIVA CONTEMPORANEA - ENTE PROVINCIALE PER IL TURISMO DI SIRACUSA
1970 - 2a RASSEGNA DI ARTE FIGURATIVA - BASILICA DI S. NICOLO DEI CORDARI - A CURA DELLE P.T. DI SIRACUSA
1971 - BASILICA DI S. NICOLO' DEI CORDARI - SIRACUSA
1973 - GRAFICA E SCULTURA PER IL 25 APRILE - CASALECCHIO DI RENO 1973 - BIBLIOTECA COMUNALE DEL QUARTIERE IRNERIO - BOLOGNA
1973 - EXPOSITION PEINTRES DE CASALECCHIO DI RENO - COMUNE DI ROMAINVILLE - PARIS
1982 - "ARTE FIGURATIVA AL PARCO TALON" - A CURA DEL COMUNE DI CASALECCHIO DI RENO
1998 - "RICICLA - RECYCLE - ART. TRASH AND CARRY" - PADIGLIONE BUCCOLA -REGGIO EMILIA
1998 - ARTISTI CAMUGNANESI - SALA POLIVALENTE - CAMUGNANO
2000 - MOSTRA ANTOLOGICA - SALA CONSILIARE - 17A FESTA FIERA DI CRESPELLANO



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