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Balconata Barocca 1994
(30x15x15)
La
profonda conoscenza dell’ambiente rurale e della cultura materiale contadina,
non disgiunta da una perizia manuale e tecnica di grande rilevanza , hanno
consentito all’artista floridiano di realizzare piccoli manufatti di perfetta
fattura e mirabile bellezza.Ho già avuto modo di dire, in altra sede, che
“Ormai sono famose le sue riproduzioni, per via delle tante mostre che hanno
girato l’Italia: dalla camera da letto dei nostri nonni fino all’intero
casolare o, più ampiamente, un caseggiato o tutto un centro rurale o paesano.
Le riproduzioni sono originali, nel senso che originali sono l’impianto
strutturale e il disegno, i materiali utilizzati, la funzionalità e l’uso
delle cose riprodotte.
 
Caseggiato di Vizzini 1994 (40x30x25)
Tutto questo richiede documentazione preventiva (che egli
acquisisce con numerose fotografie di paesaggi e di ambienti e di attrezzi
siciliani) e poi studio delle parti che formano l’oggetto da riprodurre,
analisi dei materiali (legno, ferro, calce, pietra, ceramica ecc.), abile
mestiere nella costruzione e nell’assemblaggio; insomma, ne viene fuori un
piccolo capolavoro di scultura, dove tutto è vero e naturale: dal balcone in
pietra con ringhiera in ferro, da dove ti pare che stia per affacciarsi la
ragazza bruna della tua memoria, alle scale di pietra dove la tua fantasia fa
salire la donna col bambino, alla fontanella e agli scifi in pietra posti
accanto all’ uscio di casa. Si ricrea non solo un paesaggio, ma anche un
ambiente, un’atmosfera.

Uno dei quattro canti di Sortino 1995
(40x25x15)
E Nunzio Bruno è egli stesso un bravissimo artigiano,
dotato di una spiccata sensibilità per il patrimonio rurale e per l’ambiente
semplice dei nostri antenati, di un’acuta intelligenza delle cose cui
corrisponde una magistrale manualità. Tutto questo gli consente di riprodurre
quella stessa oggettistica, in scala ridotta, che i nostri vecchi usavano nei
tanti lavori della loro vita quotidiana. E li mostra, quegli oggetti, all’incredulo
visitatore accompagnandoli con spiegazioni, aneddoti, curiosità; insomma, li
vivifica con la sua parola. Nunzio ama tagliare il tempo, ama ferirlo per vedere
dentro le sue pieghe i processi storici e antropologici. Ama riportarsi alle
origini della nostra civiltà e seguirne, col suo lavoro, le fasi evolu-tive.
Ama ripercorrere i sentieri della tecnica povera dei nostri padri, della
precarietà delle loro abitazioni, della ingenuità del loro vivere.

La bottega dello stagnino 1996
(30x25x25)
Ha voluto
dunque spostare l’attenzione alle prime forme dell’agglomerato urbano,
quando siculi e sicani vivevano in grotte, fino ai vari ingrottamenti urbani e
cimiteriali dell’epoca cristiana e bizantina. Sono nate così le nuove forme
di Nunzio Bruno. Anche queste riproduzioni, a volte fedeli e a volte inventate
ma sempre realistiche dell’ambiente rurale. La pietra è trattata con
sapienza, perché è essa stessa che guida la mano di Nunzio; essa ne suggerisce
le cavità e i rilievi, le scale e le pareti, i piani e i volumi. Essa stessa è
vita e scultura. Nessuno può capire queste pietre lavorate e scolpite di Nunzio
Bruno se non parte da quelle altre pietre che sono il corpo di questa terra; è
un legame indissolubile, un amore sconfinato, viscerale, una malattia, un vivere
e un essere nel fango e nell’aria, un dilatarsi con la luce calda e folgorante
che accende i calcinacci delle piccole case; un entrare nei cortili, nelle
stanze profumate dalla calda minestra, un dormire nelle culle a vento e nei
pagliericci, un passeggiare con la noia nelle piazze; un cantare all’amore sui
carretti lungo trazzere e valli.
Corrado
Di Pietro

Frantoio tipico del Siracusano 1996
(30x30x40)

Caseggiato tipico di Modica 1999
(30x30x30)
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