Diario Doc - Siracusa
Sabato 23 Marzo 2002
GIUDICE
sculture inedite

Paolo Bonaiuto con l'Artista
Da Sabato 16 a Martedì 26 Marzo , alla Galleria Roma, una petit-galerie sempre attenta al nuovo. Mostra Personale di scultura del Prof. Angelo Giudice, insegnante, in pensione, di Disegno al Liceo Scientìfico, nato il 23 Giugno 1941 a Siracusa,dove risiede nella zona alta della città. Alunno di Cassia, Scirpa e Migliara, consegue il Diploma all'ISA di Siracusa e poi si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Roma . Nella sua quarantennale attività artistica, è stato sempre attratto dal dipingere, cezannianamente e naturalmente en plein air, dipingendo solo ciò che ha visto, mentre la più recente produzione è tutta orientata verso la creazione di sculture inedite, pezzi unici su pietra naturale, accuratamente selezionata, del Floridiano, rientrando in quell'arte che Romano, molto appropriatamente, chiama <immaginifiche pietre> ed Egli stesso ama definire <assemblocromatolitos>. Siamo andati di persona nell'antro del creatore> accompagnati dal fratello, il noto Chef, Pasqualino Giudice, grande appassionato d'arte, e siamo rimasti colpiti dalla cura certosina con cui lavora e taglia la pietra, per poi, da perfetto profeta del mistero, disegnarla e dipingerla alla sua maniera, con colori solari e vivaci, tipicamente siculo-mediterranei.
ANGELO GIUDICE
outsider talentuoso
In un momento in cui la critica chic si domanda se la Ritrattistica possa ancora considerarsi una forma d'arte o sia invece una pratica artistica del tutto marginale nella pittura figurativa post-bellica,Egli,nella sua più recente produzione artistìca,ripensa(come LaCognata,Papetti,Lombardo,Velasco,Basilè, Livadiotti) a un <Nuovo Ritratto dell'antico (non)genere,tramite un linguaggio, del tutto personale,con una ventina di ritratti dal vero,ispirati e dedicati al padre,al l'intellettuale, al mafioso,al talebano,a gente dello spettacolosa! negro, personaggi a cui anzitutto fa un'indagine psicologica e tipologica, ricercando la caratteristica principale,ranima del personaggio, al fine di trarre fuori la verità nascosta ed entrare nel profondo della loro personalità. Due sono oggi le vie della Ritrattistica.quella dal vivo,scavando nella psicologia del soggetto,(tipica degli artisti ante-guerra),e V altra dalla fotografia, a cui si rifanno gli artisti più giovani post-guerra,che guardano al ritratto come a un proprio modello interno di rappresentazione.a una specie di specchio del proprio mondo intcriore. Il nostro Angelo ha scelto la prima via.alla ricerca dell'Anima ed il Volto(ritratto e fisiognomia) e la sta seguendo, senza l'intenzione di stupire e senza alcun atteggiamento da gran Maestro,ma con lo scopo di confrontarsi con altri artisti e migliorare pure la propria <recerche> figurativa. Giudice ama le incursioni artistiche,ha spaziato dalla pittura alla scultura, all'arte di ceramista ed al collezionismo di artistiche conchiglie : in questo periodo,mettendovi cuore e passione, ha centrato la sua attenzione sulla Ritrattistica.con risultati ben apprezzabili da un pubblico attento e sensibile. La tecnica usata,su carta.è a sanguinala graffiti,a pastello nero.a penna biro, a china. Riferisce di non aver mai fatto ritratti ad olio,perché è stato attratto cezannianamente solo dai paesaggi e dalla natura morta ,ma,il suo segno netto, nitido,preciso,inequivocabile fa comprendere all'inclito,così come all'incolto, l'abilità di un artista che ha avuto Maestri di prim'ordine.basti sapere che, all'ISA di Siracusa, ha avuto come insegnante di Ornato la prof.ssa Fiaccavento, una Maestra eccezionale,alla Mary Cassatt,per la Ritrattistica,e il prof. Risuglia, insegnante di Prospettiva,Proiezioni Ortogonali ed Assonometria. Il nostro quasi sessantunenne Angelo di certo sarà considerato un outsider di sicuro talento : siamo dì fronte a un Ritrattista.alla ricerca,tra i percorsi del gusto,della <nuova> ridefinizione dell'identità e della figura umana,un Artista, tout court.completo.nel vero senso della parola . In un momento in cui il doppio binario della personalità e la doppia identità sono saliti,per convergenze parallele,alla ribalta della cronaca nera nazionale, questa mostra ha tutta la nostra considerazione.perché trattasi dell'ennesima avventura di Angelo Giudice,che,come Dorian Gray,di fronte al proprio ritratto invecchiato, piange, da autentico uomo contemporaneo, le ferite, gli errori, le disgrazie,proprie ed altrui......
Non ha mai effettuato Self-Portrait,né le Dernier Portrait...!
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