Diario Doc - Siracusa

Sabato 4 Marzo 2000

 Sarnari

 pittore del visibile

Franco Sarnari, pittore autodidatta, nato a Roma il 3 Marzo 1933, attualmente vive a Gerrantini, nella campagna di Scicli( Rg), anche se dal 1959 al 1965 è vissuto ed ha lavorato nel comune di Mondolfo(PE) in una casa di campagna. Fin dall'età di 6- 8 anni usa mezzi di fortuna (gesso.calcinacci e carbone) per riprodurre enormi immagini sacre ; nel 1955 frequenta un corso triennale di pubblicità cartellonistica, patrocinato dal Ministero ; a Roma, nello studio di Via Sutri, dove rimarrà per 12 anni, i primi quadri e disegni : i temi di ricerca di quel periodo, che risentono l'influenza di Cezanne, Boccioni, Guttuso, Vespignani, Francese e Schifano, esprimono già quella particolare analisi strutturale dello spazio che sarà sempre, attraverso affinamenti ed esperienze diverse, il filo conduttore della sua ricerca.

 Prima mostra Personale alla Libreria Intemaz.le Terzo Mondo( Roma, '65), la più recente alla Galleria II Sagittario(Messina, '00).

A metà degli anni Sessanta si arricchisce di nuovi stimoli di ricerca, derivati dallo studio dei classici, in particolare gli studi analitici dell'enigmatica " Flagellazione " di Piero della Francesca. Dal 1960 al 1970 partecipa a diverse mostre a Pesare, Roma e Bologna, conosce A. Moravia e E. Siciliano. E' presente alla Quadriennale(Roma, '83, '87, '99 ), al Saloon de la Jeune Peinture, Musèe d'Art Moderne di Paris ; alla Biennale Romana, alla Rassegna Intem.le Alternative 3( L'Aquila ). Ottiene a Milano il Premio Ramazzotti, è segnalato Artista dell'anno- cai. Bolaffi( '68, '74, '81 ).

 Nel 1964, propone ed organizza un Collettivo "II Girasole", autogestito da artisti appartenenti a correnti espressive diverse, che gli permette incontri, amicizie e conoscenze culturali ed artìstiche, che si riveleranno fondamentali per la sua vita, in particolare l'amicizia con Piero Guccione .

 Dal '68- '69 dipinge i quadri " Sull'amore " , partecipa nelle organizzazioni extraparlamentari ai movimenti del '68 e nel '70 dipinge la grande opera " II mare si muove ", (36 metri quadrati), che sarà il leit- motiv della sua Antologica(Palazzo dei Diamanti,Ferrara, '70).

 Tra il '67 ed il '69 dipinge un gruppo di opere sul volto di L. B. Johnson. Dal '71 risiede in Sicilia, insieme alla moglie Pierà ed a due figli, Antonio( '77) e Barbara ( '79) e partecipa attivamente ai movimenti culturali che si svolgono nel Ragusano. Dal ^71- '72 inizia a lavorare aUa serie dei dipinti, che vanno sotto il nome d i" Frammenti ", che, negando, affermano la realtà, ricollegabili alle esperienze del 1966/1969, che saranno fino al 1980/1981 il tema dominante della sua ricerca. Tra il '74- '75 realizza 9 litografie a II Bisonte (Firenze) ed è premiato a Palazzo Strozzi(Firenze,*71- '72).

Dal 1980- »81 fa parte attiva dei 6 del Gruppo di Scicli.

Nel 1985 realizza un gruppo di opere dedicate a Monet ed a Pollock ; mostra alla Galleria Giulia ( Roma, '86), Mostra Retrospettiva al Museu de arte (Sao Paulo, ' 88), Sala Personale alla Biennale( Venezia, '88).

Nel( 87 -( 89 inizia il ciclo " Cancellazioni " ; nel Genn. 1999 è invitato a dirigere la Cattedra di pittura all'Accademia BB.AA. di Catania, Antologica a Palazzo Sarcinelli( Conegliano, '94, '97, '99, '00 ), Villa Foscarini ( Venezia, '97), Galleria del Naviglio ( Milano, '99 ).

 Per Trucchi, una frase di L. V. De Broglio potrebbe fungere da epigrafe della Sua ricerca : " I dati delle nostre percezioni ci conducono a costruire uno schema dello spazio e del tempo ove si possono localizzare tutte le nostre osservazioni. «..«Noi non possiamo quasi pensare altro che in termini di spazio e di tempo e tutte le immagini che possiamo evocare vi si rapportano " . Secondo Caroli, è " tutto ma meno che ingenuo o naif, il ductus della nuova pittura " e Raponi scrive di " invenzione pittorica tutta sua, II Punto, colma dell'esperienza impressionista ( Monet, Seurat ) e dell'automatismo dello stesso Pollock ". Per Vaierà, " dipinge gli anfratti, i silenzi, le pieghe della vita e della carne amata " e per Gallo " scandisce le forme dell'essere in un sottile gioco di orditure che diventano astrazioni nel senso più alto del termine, come selezione, citazione, sensazione.... " ed infine, per P. Nifosi, << dipinge la vita come sequenza di àttimi emozionati, realtà definita ed assoluta ". Attualmente.................., oltre a vivere sempre nella campagna iblea con la sua Pierà, continua la ricerca di sempre, una ricerca culturale e morale, autonoma ed ostinata !

 

       Franco Sarnari compie 70 anni !



Da "Il Giornale di Scicli" del 8/3/03,a firma G. Giuffrè,riportiamo :


"Conobbi Sarnari nello studio di un comune amico pittore...sembra ieri e sono però passati quarant'anni...Nella tua pittura subisco il fascino di due spinte opposte: da un lato la calibrata sontuosità,la misurata opulenza,dall'altro un inafferrabile,ma pregnante senso occulto,una sorta di arrière-pensèe che cattura senza lasciarsi catturare: nelle trionfali fruttiere come nelle criptiche,difficili perchè in apparenza troppo facili, Flagellazioni; nelle audacie monettiane e in quelle pollockiane,nella solarità spiegata non meno che negli ottenebrati notturni .....Il sensibilismo tardo-naturalista non gli appartiene,e non gli appartengono i languori simbolisti.Per il più acuto dei suoi singolari omaggi non a caso egli ha eletto Piero della Francesca e di Piero il capolavoro di Urbino.So bene,Franco,quanto e come esso ti abbia intrigato,irretito,stregato.I tuoi splendidi omaggi ne ribadiscono il sublime mistero.Ti affascinano,sintetizzerei,la categorica perfezione del ritmo,l'inattaccabile purezza del colore,e insieme l'insondabile matafisica.Non sono i termini medesimi con cui da mezzo secolo componi la scacchiera della Tua pittura ? " .

Sempre,dal "GdS" del 8/3/2003, a firma Piero Guccione,riportiamo :
" Caro Franco,giacchè la vita è nutrita e alimentata dal sogno, nell'occasione dei tuoi 70 anni non resta che augurarti(augurarmi) ancora " un felice rodaggio"  -certo un pò ardito- ma nella medesima forma e dimensione degli anni trascorsi,vissuti(forse sognati) qui , nella luce di questa quieta quanto inquietante <isola>  " .

Ed ancora,sempre dal GdS del 8/3/2003, a firma F.A. Belgiorno :
" ....Cosa dire all'amico pittore per il suo compleanno e cosa potergli regalare ? Gli basterebbero un paio di versi di Lope de Vega ?
<Limpidi venti che date impeto al mare,fiori agli alberi verdi; ospiti freschi d'Aprile,liuti,flauti degli uccelli,campanelli d'amore,che ridestate gli amanti.....> " .
    

                                        
Ulteriori Mostre Personali:Il  Girasole(Roma,Nov.'65),Odyssia(Roma,'68),Vinciana(Milano,'68),Fant Cagnì
(Brescia,'69),Carbonesi(Bologna,'69), La Nuova Pesa(Roma,'70),Il  Milione(Milano,'70),Gall. La Medusa(Roma,'73,'77,'81),Galleria del  Naviglio(Milano,'73,'80,'91,'99),Galleria Bon à Tirer(Milano,'73),Documenta (Torino,'74),Centro d'arte 74  (Palermo,'73),Forni(Bologna,'74,'79,'85),Studio M. & C.(Roma,'75),Il Nuovo
Torcoliere(Roma,'75), L'Indicatore(Roma,'79),La Panchetta(Bari,'80),Astrolabio(Messina,'81,'89,'99),GAM(Arezzo,'82), Il Bisonte (Firenze,'83,'93),Studio POA (Milano,'84),Davico(Torino,'85),Nuova Figurazione(RG,'84,'88,'90,'99,'04), Galleria  Giulia (Roma,'86,'92,'04),Palazzo Mormino(Donnalucata, Scicli,'86,'93), A.  Cefaly (CT,'87),La Diade(BG,'88), Quadrifoglio (SR,'88), La Sanseverina(Parma,'89),La Vite(CT,'90),  Basile (Palermo,'91),L'Approdo(Rg,'91),Villa Cosentino(Valverde,'95),Gall.  Maggiore (Bologna,'97,),Gall. degli Archi (Comiso,'98,'04),Il  Gabbiano(Roma,'99),
Circolo Brancati (Scicli,'99), Arte Club (CT,2000), Galleria 61(Palermo,'02).
Nel 2003 il Senato della Repubblica ha acquistato,per inserirle a Palazzo  Madama,opere del Gruppo di Scicli e fra queste opere di F.Sarnari .
Nel 2002-2003 ha lavorato a nuove opere che si possono intendere come un  nuovo piccolo ciclo: si tratta dei quadri gialli de I May, campi di margherite gialle della  campagna siciliana, a lungo voluti e studiati, e in questi stessi anni  realizza bozzetti sulla "oscurità dell'orizzonte", cresce così nel tempo un  nuovo progetto per una grande "Onda" di circa cinquanta metri quadrati. Mi  si chiude la luce, dirà spesso, e le ultime esposizioni testimoniano questo  momento vitale e oscuro come nella personale alla Galleria Giulia(Roma,2004) .
Altri bozzetti riguardano il tema già percorso nelle opere dell'Ottanta  sulla natura, "Alberi Controluce", che ora rivelano all'occhio un'oscurità,  un buio più intenso e rari folgoranti spiragli di luce, come nelle opere  esposte nell'Antologica( Palazzo de Sette, Orvieto,15 Ottobre-30 Novembre  2005) ed al Piccolo
Miglio in Castello(Brescia,22 Ottobre 2005 - 20 Gennaio,2006) e poi  alla  Galleria Maggiore a Bologna dal 10 Dicembre 2005 .
Scrivono F. e R. Calarota : è " l'artista che più di ogni altro ha indagato  la frattura,l'incompletezza, il frantumarsi dell'io e delle realtà....." .
<Non conta l'artista,conta l'opera>(F. Sarnari).

Mostra recente : Galleria 61(Palermo,2006).
Quando nel 1971 Sarnari dipinse la prima grande onda di 18 metri, Dino  Buzzati scrisse: "Sulla cresta turgida della sua onda (.) oscilla, trema e palpita uno struggimento dolce e amaro insieme, l'attesa, il desiderio dei paradisi remoti che non raggiungeremo mai, mentre di sotto si dilata, orrendo, il maelstrom del nulla".
Scrive M. Corradini : "La volontà di creare una nuova onda, nel 2003, ha  portato il pittore a inseguire nuovamente il movimento del mare, a scontrarsi con diversi parametri ottici e concettuali e,chiudendo lo spazio, lo spettro visivo, a sintetizzare il nucleo della sua ricerca con il nero.
Sarnari non usa nero di tubetto, raggiunge la cromatura voluta mescolando  colori che, di tanto in tanto, fanno capolino dalle superfici dei suoi  dipinti, scandendo una visione che galleggia sulle tele vaste, solo apparentemente monocromatiche, chiuse. La linea dell'orizzonte si  assottiglia e lascia il posto ad un incanto del tempo e dello spazio che non  ha precedenti nel passato lavoro di Sarnari, ma solo alcuni spunti. Così per  la serie di CONTROLUCE, nati nello stesso periodo e sottoposti alla stessa  strenuante ricerca di immobilità, di senso sospeso, di tempo bloccato, così,  la visione che sussulta senza speranza di altrove. L'ultimo frutto della  ricerca del pittore , declinata nella sostanza del nero, accoglie la sintesi  di momenti presenti e di memorie che nella stesura del colore rimangono  fissi, immobili, stupiti " .