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Il monumento ad Archimede alla
latomia dei Cappuccini

Posto in un'aiuola, nella parte centrale del settore A della Latomia con
sullo sfondo il grande pilastro dalla forma di una enorme bocca
spalancata di coccodrillo, il monumento rappresenta la più importante
raffigurazione di Archimede esistente nella città che gli ha dato i
natali. Opera dell'artista siracusano Luciano Campisi, il picccolo
busto, finemente scolpito, collocato su un basamento di marmo, fu fatto
erigere, nel 1885 dal Circolo Operaio Archimede, come si legge sul retro
del piedistallo.
Il tempo e l'incuria avevano completamente rivestito
il monumento di una crosta di muschi e licheni originati dalla forte
umidità del luogo, dalla scarsa presenza del sole e dalla rigogliosa
vegetazione circostante, mentre le lastre marmoree del basamento
risultavano dissestate e in gran parte fratturate o mancanti. L'opera
richiedeva un corretto e rapido restauro che i limitati fondi comunali a
disposizione della Latomia non potevano consentire. L'intervento del
Rotary Club di Siracusa che ha prontamente risposto alla sollecitazione
di "Italia Nostra" ha permesso, in tempi brevi, il rifacimentto delle
parti fratturate del basamento ad opera della ditta Assennato
Costruzioni Edilizie srl e soprattutto la pulitura della scultura
eseguita magistralmente dal Prof. Pino Forzisi.
Il restauro ha ridato la dovuta dignità al monumento raffigurante il
grande matematico, di cui esiste una copia in bronzo fatta eseguire
dalla municipalità siracusana negli anni '50, attualmente collocata
all'ingresso della sala consiliare del palazzo del Senato.
Sembra doveroso, in questa occasione, ricordare lo scultore siracusano
Luciano Campisi, poco conosciuto proprio nella sua città che, formatosi
all'Accademia di Belle Arti di Roma in cui avevano operato artisti
quali il Canova e il Tadolini, dai quali il nostro trasse sicuramente
ispirazione ed insegnamenti, raggiunse alla fine dell'Ottocento una
discreta fama. Dai documenti d'Archivio apprendiamo che a scoprire le
potenziali doti artistiche del giovane Campisi, apprendista in una
bottega di dolciere, fu lo storico sacerdote siracusano Serafino
Privitera e che il Sindaco del tempo, il conte Alessandro Stadella, gli
concesse un sussidio per poter frequentare a Roma l'Accademia di Belle
Arti. Nella nostra città esistono altre sculture di Campisi: una
raffigurante Cesare Battisti, nella piazza omonima, e i busti del medico
patriota siracusano Carmelo Campisi e di Giuseppe Garibaldi nella
villetta della Marina e il raffinato bassorilievo dell'edicola votiva
posta alla curva della Madonnina.
Da scultore il Campisi conseguì parecchi successi come l'assegnazione
della medaglia d'oro al concorso Gregoriano presso la Congregazione dei
Virtuosi del Pantheon di Roma, la vincita del concorso per il monumento
a Goffredo Mameli e la realizzazione del monumento al Senatore Amari per
deliberazione del Senato del Regno. Molto successo ebbero le sue opere
all'esposizione di Buenos Aires, dove si era trasferito per un certo
periodo. Di Campisi sono i monumenti di Dante e di Verdi che si trovano
nella città di Boston. Al rientro in Italia eseguì a Roma il monumento
al poeta siracusano Giuseppe Aurelio Costanzo.
A tanti successi fece seguito un periodo di sconforto, soprattutto
quando, tornato a Siracusa non ebbe dalla città quell'attenzione che da
artista affermato avrebbe meritato.
Morì poco dopo e fu ben presto completamente dimenticato.
In occasione del restauro del busto di Archimede ci è sembrato
opportuno, anche se è ben poca cosa, ricordare questo artista siracusano
che ha sicuramente dato lustro alla città senza ricevere da questa
alcuna tangibile attestazione di benemerenza.
Lucia Acerra
Presidente di Italia Nostra
Sezione di Siracusa
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La
riscoperta di Archimede
II
passare degli anni, la polvere e le erbacce coprono ogni cosa, anche i
ricordi.
Ci voleva Italia Nostra, per molti versi coscienza critica del nostro
Paese, per ridare luce ed attualità ad un posto magico come le Latomie
dei Cappuccini, chiuse e dimenticate, da trentacinque anni. Dalle
erbacce e dalla polvere è riemerso un teatro-bomboniera, bello da levare
il fiato. Dalle sterpaglie è riemerso il busto del più grande e famoso
nostro concittadino, Archimede, peraltro realizzato da uno scultore
siracusano di grande talento, Luciano Campisi, di cui mi piace
ricordare, oltre i busti di Giuseppe Garibaldi alla Villetta della
Marina e di Cesare Battisti al Talete, l'elegante stele con il
bassorilievo di un 'Annnunciazione, al Fusco, commissionata dalla
famiglia Gargallo, di cui porta l'arme.
C'è sembrato, quindi, giusto e doveroso sponsorizzare il restauro della
scultura e ciò non solo per manifestare il nostro apprezzamento per
l'iniziativa attraverso un contributo per la riqualificazione del sito,
ma anche per far sì che fosse conosciuto e valorizzato un nostro
artista, che meriterebbe una maggiore attenzione, e per dare un segno di
omaggio al grande genio di Archimede.
Enrico Di
Luciano
Presidente Rotary Club
Siracusa
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Scheda
di restauro
II
busto marmoreo di "Archimede", opera dello scultore L.Campisi, è stato
collocato nella latomia dei Cappuccini nell'anno 1885 e reca inciso
nella parte posteriore il nome dello scultore e la data di esecuzione e
nella parte frontale la scritta "ARCHIMEDE". Sulla parte frontale della
stele vi è la scritta 'ARCHIMEDE" e nella parte posteriore la scritta
"IL CIRCOLO OPERAIO DI SIRACUSA ERESSE MDCCCXXXV". Entrambe le scritte
sono realizzate con la tecnica dell'ageminatura (lo scavo sulla
superfìcie è stato colmata col piombo).
Dalla lettura macroscopica della superficie marmorea prima del restauro
si evidenziava un esteso attacco biologico (licheni), una totale
diffusione di patine scure dovute all'inquinamento atmosferico, qualche
lieve lesione e depositi incoerenti da trasporti eolici nei
sottosquadri.
L'opera, ubicata dentro le latomie dei cappuccini aveva subito il
maggiore deterioramento a causa dell'attacco di microflora favorito
dalla persistenza per moltissimi anni in una zona densa di vegetazione.
La stele presentava anche qualche fessurazione e qualche lieve frattura,
mentre i gradini della base erano totalmente di strutti.
Il
programma di restauro è stato definito dopo un test preliminare di
pulitura.
Il biocida più adatto è stato individuato in un agente a base di sale di
ammonio diluito in acqua demineralizzata.
Le operazioni di restauro sono state quindi rivolte essenzialmente verso
la pulitura del busto e della stele, mentre i gradini sono stati
totalmente ricostruiti.
L'operazione di pulitura in una prima fase è stata effettuata
meccanicamente con bisturi e spatole per rimuovere i licheni crostosi
presenti numerosi su quasi tutta la superficie marmorea.
Successivamente è stato necessario utilizzare solubilizzanti e
detergenti con spazzolature energiche per asportare le muffe e lo sporco
diffuso su tutta la superfìcie.
Il busto è stato infine protetto con un leggero strato di cera.
La scritta "ARCHIMEDE" presentava nella "M" una lacuna (perdita di
piombo) colmata con cemento.
E' stato quindi asportato l'impasto cementizio e ricollocato nella
lacuna una sottile lamina di piombo.
Le
poche lacune di superficie marmorea sia sul busto che sulla stele non
sono state integrate in quanto non pregiudicano la corretta lettura
dell'opera.
L'intervento di restauro conservativo eliminando tutta la microflora, lo
sporco e le muffe, ha permesso una corretta lettura dell'opera e dei
suoi particolari.
Prof.
Giuseppe Forzisi
Docente di Discipline Plastiche
presso l'Istituto Statale d'Arte
«A. Gagini» di Siracusa
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