Diario Doc - Siracusa

Sabato 20 Ottobre 2001

 

CAPPELLO

 scultore di cerchi e curve

 

 

 Carmelo Cappello « nato nel 1912 a Ragusa 9 è morto il 21 Dicembre 1996 a Milano , all'età di 84 anni. Amico del pittore netino Civello e della pittrice Lela Pupillo Di Luciano, aveva paterne lontane origini avolesi .
 Frequenta la Scuola d'arte di Comiso nel 1928 e I'anno dopo se ne va a Roma dove lavora nello studio di E. Colla . Nel 1930 si trasferisce e frequenta i corsi serali al Castello Sforzesco di Milano ; grazie a una borsa di studio segue i corsi di M, Marini all'Istituto Superiore di Monza . Dopo la prima fase figurativa ( lìnea mariniana e martiniana ), folgorato dalla moderna scultura europea di Moore, passa dal Costruttivismo russo di Tatlin alle scoperte dello spazio filtrante dì Pevsner, Brancusi e Gabo : queste le matrici culturali, nel suo iter artistico, della sua originale declinazione di purissimi ritmi lineari e volumetrici verso forme di astrazione tese al dinamismo ed alla circolante.

 Nel 1937 debutta come scultore 9 tiene la sua prima Personale alla Gali. Bragaglia ( Roma,4 38 ), dove espone IL FREDDOLOSO. Nel 1941 consolida l'amicizia con Giò Ponti 9 trasformatasi poi in stretta collaborazione. Ha partecipato alla Biennale( Venezia, ' 40, ' 48,' 50,' 52 , '54'58)e dalla Quadriennale   (Roma '39, '43, '47, '55, '65, '73, '86), alla Triennale ( Milano, '51,'54,'57).
Mostre degne di menzione : Monumento ai Partigiani ( Biella,  '52 ), Galene Hervè ( Paris, ' 57 ), Documenta 2 di Kassel ( 1959 ), Museo Rodin ( Paris,'60 ), Parco di Middelim ( Anversa,  '61 ), Mostra del Bronzetto ( Cinisello Balsamo,( 63 ), Antologica ( Ragusa,'64, '81 ), Accademico di San Luca ( 1965 ), Medagli d'oro ( Avezzano, '66 ), Rotonda della Besana ( Milano,'73 ), Museo Regionale ( Messina,' 73 ), Grande opera all'inizio dell' autostrada Messina - Palermo ( 1974 ), Museo Bellomo ( Siracusa,'77 ), Premio Scultura ( Comiso »  '77 ), Palazzo dei Diamanti ( Ferrara, ' 81 ), Scultura monumentale in Piazza IV Febbraio ( Milano, ' 87 ), Galleria Gian Ferrari e Galleria Spaziotempo ( Milano, '90 ), Castello Ursino ( Catania, '87 ), Convento del Carmine ( Marsala, '88 ), Retrospettiva alla Galleria Arte 92 ( Milano ,'99 ).
Negli anni Ottanta inizia una serie di lavori importanti all' analisi della tensione verticale dei volumi, alla concavità e convessità dei volumi, nonché alla sperimentazione su materiali, quali il bronzo lucidato, I'ottone, il vetro, l' acciaio, il plexigas. La Casa Editrice Electa pubblica nel 1990 una sua monografia per illustrare i percorsi di un artista che ha risolto con lo scalpello il problema del vuoto e dello spazio •
 A Ragusa, nel 1994, si inaugura la Civica Raccolta Cappello, frutto della donazione di 15 sculture e 20 opere grafiche, base di partenza del Museo a lui dedicato « esposta poi a Palazzo Mormino ( Donnalucata - Scicli ) nel 1997 e che tuttora attende di essere esposta nel Palazzo Sortino-Trono di Ragusa Ibla.
Sue opere, oltre alla Fiaccola ('48 ), sempre accesa, a ricordo dei Ciclisti Caduti, presso il Santuario della Madonna del Ghisallo ( Magreglio - CO ), si possono ammirare a Ragusa : -una vasca con una fontana rappresentante delfini stilizzati, al centro di Piazza Matteotti ,la Fonte Battesimale nella Cattedrale di S. Giovanni Battista.
Per Crispolti, ripropone " i ritomi ed i volteggi di danze spaziali... ", Arezzo scrive di " pressante attenzione nei confronti del cerchio " e Bufalino sottolinea la a vocazione letteraria dell' homo faber "• Secondo Gallo, "è consapevole di una propria originarietà intrisa di spirito, che lo richiama ad un ordine mentale e fantastico complesso, ricco di articolazioni... e Nifosì disquisisce di "forme circolari, spiraliformi, curvilinee.... "« Componenti costanti delle sue strutture sono la curva, legata nel cerchio oppure marcata nell' ellissi, un rigoroso equilibrio dei rapporti bidimensionali .

PRIMO – SIRACUSA  2001

                               CAPPELLO , scultore  < d’ acciaio >

 

Carmelo Cappello è nato il  21 Maggio 1912  a  Ragusa ed è morto a Milano il  21 Dicembre 1996 , all’età di 84 anni .

Si è formato giovanissimo, a Roma, alla scuola di Ettore Colla

C. Cappello è stato amico personale dello scultore vittoriese, milanese adottivo, Giovanni Conservo .

Finalmente nel Febbraio 2006 è stata inaugurata a Ragusa la civica raccolta   Cappello .
 

Mostre recenti :
 Museo Palazzo Besta Teglio - So,2006) ,Retrospettiva Spazio  Temporaneo (Milano,
dal 21 Novembre 2006 al 13 Gennaio 2007) . Scrive F.Gualdoni :
" La linea della sua ricerca, che comincia a definirsi negli anni trenta, si
evolve da una forma intima e sentita di figurazione ad una astrazione limpida e luminosa che sa fare un uso lirico e spirituale dei materiali  innovativi, concentrando nello slancio della luce e nella tesa struttura  delle forme il concetto stesso di spazio. Sempre decantando e concentrando volumi e forme raggiunge nel corso degli anni la semplicità del gesto assoluto, affrontando prima la figurazione e poi l'astrazione sempre nella  consapevolezza che l'espressione nei suoi vari aspetti trasmette quelle  pulsioni e quelle sensazioni che maturano nell'uomo nel suo confronto  quotidiano con l'esistenza.
L'attenzione alla realtà e l'interiorizzazione di essa stanno alla base  della sua opera, che affida ai materiali (oltre al bronzo, il ferro,  l'acciaio, l'ottone) il compito di dare assolutezza alla forma " .

 

 

Carmelo Cappello,artista di rango,fu allievo a Comiso del Maestro Diana .

 

 

Scrive G. Occhipinti :
" Cappello, dopo essere stato allievo, a Comiso, del Maestro Diana, insieme a Salvatore Fiume, fu allievo, a Milano, di Marino Marini, artista di fama internazionale, con altri due grandi siciliani: Francesco Messina e Emilio Greco.«Il Freddoloso», che ritroviamo presso il MuseoCappello, a Ibla, è l'opera autobiografica che testimonia privazioni e disagi dell'uomo e dell'artista (non c'era solo il freddo con cui fare i conti, ma la fame e, purtroppo, l'indif-ferenza, l'inespugnabilità, dap-principio, del milieu artistico milanese) ed è soprattutto l'opera che attirerà l'attenzione di Gio Ponti, figura di primo piano dell'architettura milanese novecentesca.
Artista completo, Cappello si interessò con eguale genialità sia all'aspetto plastico della scultura sia alla modulazione spaziale che fosse funzionale al cosiddetto «arredo urbano». Affronta l'elaborazione plastica della materia via via che si discosta dal figurativo. Di questo periodo è la serie «Nudi femminili», che segue a «Davide» e prosegue con «Prostitute», scultura di istinto e sensuale, mossa da tensione plastica e accesa da un cromatismo offu-scato. Non sempre convinto dei suoi esiti (aveva le fisime perfezioniste del grande artigiano), egli riprovava i suoi esperimenti, ricercando la strada della sintesi. Si stava intanto manifestando l'interesse, nell'Europa post-bellica, per il Neocubismo di ascendenza picassiana, ma anche per i ritmi e i volumi dello scultore romeno Costantin Brancusi e dello statu-nitense Alexander Calder (di questo basterà vedere la scultura «Flamingo», del 1974, percomprendere la vicinanza stilistica con
Carmelo Cappello).Brancusi tentava il ritmo chiuso della «Colonna infinita» che congiunge la terra al cielo (motivo già presente nella letteratura delle religioni a partire dal IV secolo a.C. nell'Albero di cui parla Firmico Materno e di cui
ritroviamo un'immagine nella teo-poetica di Karol Wojtila e nei Cantos di Pound); Calder invece tentava il ritmo aperto o aereo, volendo rinnovare il Costruttivismo di origine russa.
Questo e altro troviamo nella scultura di Cappello, per esempio il gusto plastico dell'inglese Henry Moore e dei suoi ritmi volumetrici pieno-vuoto, positivo-negativo, che lo allontanano dalla tendenza al tocco o effetto espressionistico. Nei «Figli della luna» e «Toro» si fa più decisa la sintesi, essendo l'artista già in grado di dominare ogni slancio istintivo.
Da questo momento egli potrà dedicarsi alla corrente europea del linearismo dinamico nel quale i vuoti prevalgono sui pieni.
Lontano dalla deformazione figurativa rivolgerà la propria attenzione alla purezza del segno delle evoluzioni aeree, com'è nel canone di alcune ricerche del dinamismo costruttivista che, in Italia, fecero conoscere Gabo e il fratello Anton Prevsner, due grandi del Costruttivismo russo.Tuttavia Cappello riesce a conservare la tattilità plastica che gli derivava dalla perizia manuale a cui era pervenuto nel tempo. Negli ultimi anni la sua scultura è un congegno costruttivo che può contare sulla corposità del segno e della linea giocati sul rilievo di un plasticismo che esige ambientazioni aeree.
Sfoltendo e liberando la massa dall' «eccesso» di materia, l'artista riesce a concepire la fuga aerea:
il volume è in certo senso sconfitto.
Esso si inclina, si contrae su se stesso, spezzandosi o sdop-piandosi o sovrapponendosi in modelli circolari o ellissoidali e poi ancora riprendendo la fuga nello spazio.
Quasi un divenire e una metamorfosi subita dall'oggetto artistico «in ragione diretta - come afferma Umbro Apollonio - dell'articolarsi spazio temporale».
Questo consente all'artista di realizzare un'operazione di integrazione funzionale, volume-spazio, di alto valore estetico e architettonico, finalizzato alla messa in essere di una sceno-grafia del paesaggio dei centri urbani e delle piazze e di intrecciare in armonioso e dina-mico connubio le loro geometrie con le linee delle sculture: insomma, l'opera d'arte vive me-glio se ambientata tra le strutture architettoniche della città, se si vitalizza nella simbiosi con l'ambiente " .

 

 

Dal giornale La Sicilia del 7.11.2006,a firma G. Nativo, si riporta in parte
:
" Ogni giorno appena tornavo con la bicicletta da Monza, accendevo la stufa e mi sedevo sul divano, dinanzi c'era lo specchio dove potevo osservare la mia immagine raccolta come in un timore tutto segreto, così riuscii a comunicare il freddo sulla materia .". Così esordisce Carmelo Cappello, in un'intervista rilasciata nel 1989, narrando la genesi della sua prima scultura partorita <d'improvviso in un garage di cemento con troppo freddo d'inverno e troppo caldo d'estate> .
La carriera artistica di Cappello conosce importanti partecipazioni ad eventi espositivi sia in Italia che all'estero. Nelle sue opere traspare una preoccupazione costante dovuta alla tensione per ilsuperamento definitivo della lezione plastica ottocentesca verso l'affermazione di valori che prospettano una nuova stagione della scultura. Il primo Cappello, che debutta con il "Freddoloso" (1938), è un figurativo: propone un immaginario che è metafora del quotidiano.
La sua opera creativa, in seguito, si evolve verso un'astrazione concepita come forza dinamica nella quale si impone la linea curva legata nel cerchio, oppure inarcata nell'ellissi. Il secondo Cappello si propone, dunque, come
delineatore di volumi nello spazio.
L'ambiente ed il luogo si intrecciano per la loro capacità di interagire con la fisicità della scultura, che divide ed integra lo spazio. L'attenzione alla realtà e l'interiorizzazione di essa stanno alla base del suo pensiero, mentre ai materiali utilizzati (bronzo, ferro, acciaio, ottone) affida il compito di dare assolutezza alla forma.
La scultura "Involuzione del cerchio" (1962), in acciaio e con movimento elettromeccanico, segna un periodo caratterizzato dall'interesse per l'uso di quel materiale e per la ricerca di forme in prevalenza circolari e rotatorio-dinamiche. Di Cappello si hanno notizie biografiche e note dei maggiori critici internazionali, ma non bisogna trascurare il ricordo dell'uomo, straordinariamente discreto e semplice, che non somigliava molto alle sue opere, tendenti verso l'alto, geometriche e astratte, nello stesso tempo. La sua comunicatività, pur non nascondendone la profondità, svelava la semplicità tipica di un artigiano ragusano dell'epoca, così si esprime una nota del critico E. Schembari " .
< Sono dovuto andare via da Ragusa per salvare la mia creatività. Ricordo che fu proprio il maestro Diana a farsi promotore verso i miei genitori affinché mi mandassero a Roma...>(C. Cappello) .