DIARIO DOC - Siracusa

Sabato 8 Aprile 2000

CANDIANO

scultore del silenzio

 Carmeló Candiano è nato il 28 Settembre 1951 a Scicli, dove tuttora vive e lavora, in aperta campagna, in Contrada S. Biagio, sulla vecchia strada che da Scicli conduce a Donnalucata ed a Cava d'AHga( Rg). Dopo aver conseguito il diploma, frequentando un corso di scultura, allievo di Migliara e di Cassia, presso l'ISA di Siracusa, si iscrive( '72) all'Accademia BB.AA. di Firenze, dove frequenta i corsi di scultura del Prof. Berti. Dal 1973 frequenta l'Accademia di Venezia, segue per 3 anni i corsi dello scultore A. Viani, compie numerosi studi nei principali musei italiani ed esteri, è del '78 un viaggio in Grecia, dove, visitando Atene, ha modo di operare schizzi e disegni, poi dopo, i suoi successi si spostano verso la scultura contemporanea, verso esperienze di body art e di scenogrrafia teatrale. Fino al 1980 lavora per il Teatro e nelle scuole come animatore, condividendo l'esperienza artistica con un gruppo di 8 amici. Invogliato dalla presenza degli artisti- amici ( Guccione, Alvarez, Polizzi, Caruso e Sarnari), le cui esprienze artìstiche diventano un terreno di scambio necessario alle ricerche di ognuno, ed unico scultore fra cotanti pittori, propulsori dello storico Gruppo di Scicli, che poi daranno stimoli e concretezza alla cosiddetta Scuola di Scicli, dal 1980 vive stabilmente in Sicilia, sua terra d'origine, dove a Scicli( '92) contrae matrimonio con la moglie, Enza.

Sua prima Collettiva alla Galleria Tavolozza ( Palermo, '81 ), sua prima Personale alla Biblioteca Comunale(Scìcli,'82). Mostre degne di menzione : Green Club (Modica, '84), Galleria II Gabbiano(Roma, '87), Palazzo Mormino (Donnalucata, '87, '99), Centro Studi( Ispica, '87), Castello Estense(Mesola, '87) su invito di V. Sgarbi, Galleria La Nave(Sr, '88), Premio Suzzara( '90) su invito di Sgarbi, Premio Campigna( Santa Sofia di Romagria, '91), Galleria Basile (Palermo, '91), II Narciso(Roma,'92), Galleria degli Archi( Comiso,'^5), Villa Aldovrandi Mazzacurati ( Bologna, '95), Casa dei Carraresi( Treviso, '97), Palazzo Spadaro( Scicli '97), Gali. Cefaly(CT, '98), Gali. Marieschi(Monza, '99), Artissima '99, II Sagittarìo(Messina, '00). Ha partecipato alla Fiera Intemaz.le ( Basilea,'85), Expo-Arte (Bari, '85, '87), FIAC di Paris, Arte Fiera di Bologna. Per Causarano, " il suo rapporto con la pietra è di esistenzialismo primitivo, giocoso, leggero " e, per P. Nifosì, ha 2 qualità che riescono effondersi : quella plastica e quella pittorica ...> « Secondo G. Nifosì, " è essenziamente scultore « Lo astraggono le forme naturali: fiori, frutti, conchiglie, pezzi di ferro, massi arenaria...", mentre Goldin così commenta : " il disegno per Candiano è l'assenza, il non detto, il non dicibile ", invece .per Belila, un quadro di Candiano è volutamente un quadro antico, un quadro patinato ..." ed altresì per Guccione " il suo è un sentire da scultore" ed infine per Wordsworth " l'arte di Candiano si arricchisce costantemente delle influenze più diverse, dalla scultura arcaica a quella moderna...... " ed infine, per Musumarra, " l'arte di Candiano pareva un ponte fra preistoria e futuro ".Il suo studio, in aperta campagna, è pieno degli oggetti più svariati, raccolti durante le escursioni nel territorio circostante. I materiali usati per le sculture variano dal gesso al cemento,dalla pietra arenaria al marmo ; accanto a calchi di gesso e di argilla, ancora bagnata, troviamo pietre di varie forme, tronchi o rami di piatti di terracotta, melograno secche e girasoli : uno scenario per dar vita al proprio immaginario poetico da rappresentare. Da alcuni anni, avvertendo l'esigenza di confrontarsi con il marmo, trascorre lunghi periodi nelle vicinanze di Bologna, dove è stato più facile far giungere, per un gesto di solidarietà fra artisti, il marmo di Carrara . E' recentissimo l'uso delle pietra pece della cava di Castelluccio, che si trova a due passi dal suo studio: Egli predilige i materiali del luogo. I curiosi d'arte, sciascianamente incompetenti, sono avvisati : il nostro quasi cinquantenne Candiano ha tutti i requisiti tecnico-artistici per essere uno dei protagonisti più accreditati della vicenda figurativa italiana, per assurgere a primo attore nella serie "saranno famosi" degli scultori del 2000, accanto al nisseno G. Giulla ed al siracusano- romano G. Pulvirenti.

Mostra Personale recente : Librerie Cavallotto(CT,'07). Per F. Guerrera : "Sedimentazione millenaria di sabbia,l'arenaria trattiene  la luce che gioca e interviene a suscitare ghirigori di forme,asprezze e dolcezze inattese,arcaiche e  struggenti memorie.............. Unica maestra la Natura. "
 

 
Ulteriore Personale: Galleria Sessantuno (Palermo,dal 29 Sett. al 20 Ottobre 2007).
Le opere, realizzate in questi ultimi anni, raccontano della sua indagine sulla semplicità del quotidiano (melagrane, gigli, carrube, etc.) e della dimensione evocativa della memoria (S. Matteo, i d’après da Michelangelo, Tiziano, Antonello da Messina, etc.) in cui traspare una forte componente lirica che spesso rinvia anche alla sua vocazione di scultore.
 
 “Il rovello di Candiano sembra essere ora riposto in quel solco occupato con fermezza dall’equilibrio tra valore plastico, avvertito con costanza ed espresso prepotentemente lungo il suo percorso scultoreo, e valore esistenziale, cioè: il sentire profondo, intimo di quanto animi la materia, di quanto urga, da questa, la sua stessa voce, e quanto, dall’ansia informe dei pigmenti, vada nutrendo e sostanziando il suo progetto creativo. Da questa tensione ideale la necessità di interrogarsi viene, appunto, sancita per l’improrogabile esigenza di praticare il disegno, la pittura, mescolando i materiali cromatici, dilavandoli per poi rapprendere il tutto in questo sofferto teatro naturale.”  (dal testo in catalogo di Aldo Gerbino) .