Diario Doc - Siracusa
Sabato 15 Settembre 2001
Biagio Brancato
poeta del colore

Biagio
Brancato è nato il 2 Gennaio 1921 a Comiso ( RG) «città in cui ha sempre vissuto
e lavorato) tranne per la breve parentesi ( 1937 -1942 ) dei suoi studi all'
Istituto dì BB. AA. di Urbino, e quella relativa al servizio militare (1942
-1946)
Nel 1937, compiuti gli studi alla Scuola d' Arte di Comiso, frequenta per
qualche tempo I'atelier di S. Fiume e partecipa al concorso nazionale per I'assegnazione
di una borsa di studio che gli consentirà di frequentare il corso quinquennale
all' Istituto BB. AA. dì Urbino per le tecniche incisorie e I' illustrazione del
libro.
Amico di Bufalino, Guccione, Fiume, Micieli, Dì Stefano, Gulino, Candiano
e La Cognata, è stato per anni I' artefice principale e I' anima dell'ISA di
Comiso, rinunciando, per amore verso la propria terra e verso i suoi allievi, ad
una splendida carriera artistica ; a conferma della sua valenza resta la
produzione pittorica che lo colloca fra i maggiori artisti siciliani di sempre.
Dalla fine degli anni Quaranta e per tutti gli anni Cinquanta ha svolto un'
intensa attività incisoria che gli è valso il Premio a Mazara del Vallo ( ' 47
), Acitrezza(' 51), Caltanissetta ('52).
Formatosì come incisore, sulla base di esperienze disegnative asciutte e
plastiche insieme, " le opere degli anni' 40 - ' 50 risentivano dell' altro
versante dell' Espressionismo tedesco e le sue xilografìe avevano il sapore
aspro della povertà contadina, in immagini fatte di neri e di bianchi, in segni
spezzati a dichiarare il dolore nel desiderio di partecipare P.Nifosi ) ". Dagli
inizi degli anni Sessanta, con quasi totale impegno, Brancato ha diretto fino al
1979 l' ISA di Comiso, cioè fino alla data del suo volontario collocamento a
riposo.
Alla fine degli anni Sessanta e per un perìodo di circa due anni, sperimenta
nuove tecniche pittoriche nell'ambito dell' informale : mostra Personale alla
galleria Ponte Uno ( Modica). Tra gli anni Settanta e Ottanta mostre Personali
alla Galleria Ponte Due ed il Gabbiano ( Ragusa), Margutta ( Siracusa,'71), L'
Androne ( Scicli ), Cà Brera ( Pozzallo ) . Premio, ex equo con P. Guccione, per
le Arti Figurative( Ispica, ' 85 ) e mostra al Centro Studi Polivalente ( Ispica,
' 87 ). Nella sua lunga attività artistica ha esposto alla Quadriennale di Roma,
alle mostre d' incisione di Zurigo, Lima, alla Mostra degli artisti siciliani,
organizzata dalla Biennale di Venezia, al Museo d'arte moderna ( Salon d' Hiver,
Paris ), Calcografia Nazionale( Roma), Museo del libro ( Bruxelles ), Biennale
d' arte ( Gubbio), Concorso Ceramica ( Faenza), Galleria Roma ( Melegnano ),
Premio Suzzara.

Ulteriori mostre Personali degne di menzione : Antologica alla Biblioteca
Comunale ( Santa Croce Camerina, ' 90 ), Palazzo della Provincia ( RG,'91),
Palazzo di Leva ( Modica, ' 92 ), Sala Esposizione ( Vittoria,' 92 ), Chiesa S.
Teresa ( Scicli,'92 ), Galleria Regina di Quadri ( Modica, ' 92,( 94, ' 96 ),
Nuova Sala Esposizione ( Modica, ' 93 ), Mostra Naz. le di pittura ( Vercelli,
Santhià,'95, '98 ) .Premio Banca Sella ( Santhià,' 95 ), Centro Studi Rossìtto (
RG,' 95 ), Pro Loco( Comiso, ' 96 ), Rassegna Acquaforte ( Modica, ' 97 ), Caffè
Letterario Brancati ( Scicli, ' 01 ).
Secondo Bufalino," non è un caso che al colmo della sua maturità sia
pervenuto ad un' arte senza spasimo, dove par di sentire come una debole eco dei
Maestri del postimpressionismo ( Bonnard, Vuillard ) rivisitati e prosciugati
dei loro sughi più morbidi ". Per Guccione è " artista autentico, il suo spirito
creativo è sempre stato spirito astratto. I cavalli, gli acrobati, le figure di
donna, non sono stati che un veicolo, un involucro su cui applicare I'elemento
artìstico per interrogarsi nel mondo, per tendere verso I' ignoto ".Per Scopello,
" nella sensualità spontanea della sua figurazione» esprime una straordinaria
gioia dì vivere, ancor più evidente nella scelta cromatica : una polifonica
festa di colori » vivaci e squillanti che balenano negli occhi e nel sorriso
delle sue donne aggraziate. Anche i paesaggi e gli interni consentono a Brancato
di comunicare la sua vena poetica che si avverte nell' accurata distribuzione
delle ombre « nella resa di atmosfere sfumate oppure fortemente assolate ".
Occhipinti scrive di " alchimie cromatiche " e Spanò - Pitrolito Lo titola "
pittore della felicità ", per Nìfosì, i temi ricorrenti di Brancato sono "
giovani donne, paesaggi» nature morte. I volti femminili sono omaggi alla
bellezza isolana : I' incarnato è color mandorla, gli occhi splendono come
carboni accesi » l' acconciatura è esuberante, ostentata con modi iconografici
spagnoleggianti alla Rubens, alla Velasquez. Nelle nature morte prevalgono
elementi postimpressionisti, adatti ad una sensibilità affabile e innamorata
della vita.
Per Civello, " i momenti di più vaporoso vagheggiamento non sono certo per
Brancato mitizzazione idìllica, ma individuazioni, decantate da ogni interesse
polemico, di una verità contemplativa " e , per Barra, " nelle sue opere la
passione sembra superata ma senza raggiungere alcuna idea di forma ".
. Nessun vincolo di parentela, se non artistico « lega il nostro ottantenne
Biagio ai gemelli florìdiani - catanesi, Nino e Tano Brancato ne al pachinese -
siracusano, Corrado Brancato , Art Director della Galleria Roma.

Primo-Siracusa 2001
BRANCATO
inesauribile incantatore
Allievo di Fiume, amico di Sciascia , Bufalino e Guccione ............... Mostra Personale più recente al Caffè Letterario Brancati (Scicli, ' 01 ) ; mostra in allestimento alla Galleria Regina di Quadri ( Modica ) nel 2002. Per Scopello, " è un inesauribile osservatore ......."
Diario Doc - Siracusa
Addio Biagio Brancato
All'età di oltre 81 anni, è morto a Comiso, Venerdi 30 Agosto 2002,. Biagio Brancato, pittore della donna mediterranea . Amico di Bufalino e Sciascia, era nato il Due Gennaio 1921 a Comiso.. Suoi allievi: Peppino Micieli, Gioacchino Di Stefano, Biagio Miceli, Gesualdo Spampinato, Clemente Fava, Saro Lo Turco.
