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Claudio Vindigni, nato il 5 luglio 1950 a Pozzallo (RG), dal
1965 risiede a Torino dove oggi insegna discipline pittoriche
presso il liceo artistico "Renato Cottini". A conclusione degli
studi liceali presso il Primo Liceo Artistico annesso
all'Accademia Albertina, nel 1969 consegue il diploma di
maturità artistica, sezione architettura, e nel 1973
quello di scultura.
Ha conseguito le abilitazioni all'insegnamento di Disegno e
Storia dell'Arte, di Discipline plastiche e di Discipline
pittoriche nel Concorso a cattedre espletato nel 1974.
Ha presentato la propria ricerca estetica in mostre personali
nel 1969 a Pozzallo, presso la SMS"G. Rogasi", nel 1971 a
Catania, presso il Circolo artistico e nel 1973 a Torino, presso
la Promotrice delle Belle Arti. Dal 1972 ha insegnato senza
soluzione di continuità nei Licei Artistici, prima le materie di
figura e ornato modellato a Cuneo, dopo, a Torino, le materie di
ornato disegnato e dal 1995 insegna discipline pittoriche
nel biennio del progetto "Michelangelo".
Dedicatosi prioritariamente alla didattica, ha collaborato con
insegnanti ed educatori. Ha tenuto corsi d'aggiornamento e
seminari sull'operatività grafica e pittorica e sulla
manipolazione dei materiali.
Nel 1995 a Ispica (RG), in una mostra didattica con percorso
espositivo a temi, ha presentato significativi elaborati degli
allievi da lui seguiti. In precedenza, parte degli stessi
elaborati sono stati presentati ad una mostra didattica presso
il liceo artistico di Latina, in un confronto di
metodologie e di operatività fra classi del primo biennio dei
licei artistici di Cuneo, Latina e Torino.
Dal 1996 si è occupato di orientamento e riorientamento dello
studente, anche ricoprendo l'incarico di Funzione
strumentale conferitogli dal Collegio dei docenti del LAS "R.
Cottini", in cui è titolare di cattedra dall'anno scolastico
1983-84.
Mostra Personale recente :Martinarte(Torino,'07).
Per G. Librante : ". . Vindigni è attirato dalle forme sottili
e immateriali, e talvolta da cadenze quasi
classicheggianti. Il suo temperamento lo porta ad una
concitazione dinamica, aliena da decorativismo ma raggrumata, si
direbbe, nell'espressività di un gesto o di un ritmo. . ed
ancora dimostra nelle sue opere, un'inquietudine e un fervore di
ricerca."
Per R.Campanella : " La forma della figura è distorta,
antiplastica e certe volte scheletrica, ma in questa
degenerazione volumetrica dell'uomo e della donna è
contenuta la verità della composizione che Vindigni possiede in
sé in forma ancestrale" .
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