RIMINI

 Maestro della luce



Il Maestro d'arte e di vita,Roberto Rimini,nato il 24 Marzo 1888 a Palermo, è morto ad Acitrezza( Catania) il 16 Febbraio 1971, a quasi 83 anni .
Ha studiato all'Istituto Belle Arti di Napoli,ed,allievo di E. Tito,all'Accademia BB.AA. di Venezia e di Roma .
Scrisse De Roberto,in una delle sue prime Personali(Palazzo Comunale,CT,'27) : "a Catania fu portato da bambino,di Catania apprezzò la parlata,a Catania cominciò i suoi studi,e qui tornò dopo averli compiuti " .
Per De Grada, " si sentiva a  suo agio in mezzo alla sua gente,i pescatori , per esempio..... " .

Secondo Frazzetto, " paesaggi,marine e temi rurali dominano la sua produzione.....L'implicazione verghiana è un leit-motiv dominante della stampa su Rimini : la presenza ricorrente di contadini e pescatori nei suoi quadri sembra autorizzarla.....Rimini è comunque il portatore a Catania delle <ombre colorate> ..... " .
Per Brancati, " sembra che Rimini abbia avuto l'incarico di illuminare i quadri degli altri...... " .
Scrive S. Nicolosi : " Fu E.Tito a insegnargli il segreto della pittura in piena aria ...Nel 1919 tornò a Catania.
Ammirava Verga,di cui raffigurava,nei dipinti,i luoghi ed i personaggi,gli aratri e le panche,le zappe e le reti, le marine e le montagne.....Risiedette a Catania,in Calabria ( a Catona , dove conobbe la donna che avrebbe sposato) , alla Piana di Catania,a Zafferana, a Taormina,a Vizzini,finalmente ad Acitrezza) .Pittore realista....Era un poeta che <scriveva> nelle tele,un amico di cui ognuno poteva fidarsi..... " .
Da menzionare la fantastica Mostra Retrospettiva (Le Ciminiere,Catania,2002).
Mostre Personali :
Palazzo Biscari (CT,'24,'44),
Palazzo Comunale (CT,'27),
Negozio Arbiter (CT,'35),
Circolo Artistico (CT,'51,'52),
Botteghina (CT,'54),
Circolo della Stampa (CT,'55,'56),
Pro Loco Comunale (Acitrezza.'66) .
 

Scrive R. De Grada : "Cominciò a studiare nel 1905 all'Istituto Belle Arti di Napoli con lo scultore salernitano Stanislao Lista,un verista convinto....." mentre per L. Sciacca  "I pescatori ed il mare di Trezza furono per Rimini parte essenziale del suo
estro creativo,come per il Verga dei Malavoglia " e per U. Ferroni " Nulla  di letterario si riscontra nella sua pittura.....ma una forma tutta nuova, semplice nei suoi dati esteriori, e pregna al tempo stesso di una  tradizione assimilata e dominata con una padronanza di linguaggio pienamente  raggiunto...." .
Da ricordare la feroce polemica di Mimì Lazzaro  contro i passatisti catanesi (R. Rimini, E.Tito,etc..),che li definiva caldarrostai di provincia .

Per ulteriori notizie, cliccare :www.robertorimini.com

 

Dal sito www.icsriminiacitrezza.it  si riporta in parte :
 


" Recatosi ad Acitrezza nell'estate del 1952, vi rimase fino al giorno della sua morte...... Proprio ad Acitrezza iniziò il suo meditato colloquio con il mare e colse di questo paese la vita, il colore,il paesaggio, la luce. Certi primi piani di barche e di reti e alcune
marine cristalline, limpide, colte nel silenzio del pomeriggio, comunicano uno stato d'animo sereno, come serena e limpida è tutta la sua arte dal tratto fine e incisivo. Emerge anche, nelle opere di Rimini, un realismo attento alla condizione umana e alla sua fatica e una profonda capacità di far parlare la vita, come ci dicono alcune sanguigne tele dalla comunicatività immediata.Tutto il suo linguaggio pittorico è in effetti testimonianza della sua fede coerente nei valori universali della vita, degli affetti, della bellezza, dell'umana comprensione" .