Diario Doc - Siracusa
Giovedi 30 Dicembre 1999
FAILLA
scultore delle donne

Pippo Failla,siracusano d'adozione per i suoi annuali soggiorni estivi a Marzamemi (SR) , nato nel 1933 a Catania, dove vive e lavora, è stato Ordinario di laboratorio presso l'Accademia BB.AA. di Zurigo .
Ha realizzato :
- nel 1954 un medaglione cesellato raffigurante Pio XII , che trovasi presso il Museo Vaticano d'Arte Moderna .
- nel 1963 la porta della Chiesa di S.M. di Gesù a Caltagirone(CT) .
- nel 1970 una scultura in ferro raffigurante la " Guardia Municipale" in dono al Comune di Catania.
- nel 1984 una scultura in ferro raffigurante " La Natività" donata al Santo Padre Papa Giovanni XXIII, che trovasi presso il Museo d'Arte Moderna del Vaticano .
- nel 1989 la porta di legno (sei pannelli in rame sbalzati e cesellati) al'interno della Cattedrale di Enna .
Altre opere significative trovansi nel Museo di Abu Dhabi nel Golfo Persico .
Mostre Personali : Palazzo della Borsa(CT,'90), Palazzo Comunale (Palazzolo Acreide,'99).
B. Filippone parlando di Failla , Lo definisce " artista sensibile, misterioso, inquieto, luminoso : <scultore> che delle donne sembra conoscere ogni cosa " ed A. Anzani ritiene che " veda la donna quale elemento primordiale della natura,da confondere,spesso con l'albero,in un simbolismo raffinato e profondo, denso di significazioni quasi mitiche " .
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Ulteriori mostre degne di nota :Palazzo Biscari(CT,'96),Le
Ciminiere(CT,2005).
Nel 1997 realizza una scultura per la Chiesa di SS.Pietro e Paolo in Catania .
Nel 1999 progetta la porta della Chiesa SS.Sacramento al Borgo in Catania e
quella della Chiesa di S. Agata S. Carceri in Catania.
Nel 2002 realizza un pannello in rame cesellato del diametro di 2 metri per la
Sala Consiliare della città di Siracusa .
Per G. Caponetto," è erede di una sapienza remota in cui l'artigianato si fa
arte " e per S.Correnti è " artista istintivo ed opriginale,essenzialmente un
autodidatta " mentre per F. Giordano " qui si disvela l'obiettivo finale
dell'arte di Pippo Failla : la donna" e per D. Rao "l'arte di Pippo
Failla vive nell'instante in cui il fuoco si genera nel divenire la sede
di un ritorno al Caos primordiale " .
"Ferro forgiato con le mani, dimmi qualcosa, non tacere, dimmi che m'ami
amore mio, dimmi che stai con me potente e vivo. Povero e rude è il mio vestito
è vero, callose ho le mani e il viso nero, ma chi felice al mondo è più di me,
che della mia fucina sono il Re "
(Pippo Failla).
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