RUSSO
scultore-poeta aristocratico

Eugenio Russo,artista appartato,nato nel 1910 a Catania, ivi è morto nei primi
giorni di Novembre del 2000, all'età di 90 anni .
Diplomatosi all'Accademia BB.AA. di Roma('34),nel periodo degli anni
'52-'80 ha insegnato prima Plastica presso il Liceo Artistico,poi presso
la Scuola d'arte di Catania e di Giarre, ed infine Scultura presso l'Accademia
BB.AA. di Catania .
Dal 1934 alla morte ha effettuato mostre Personali e collettive a Roma, Venezia,
Milano,Gubbio, Monza e Catania .
Sue opere visibili a Catania :
-il fregio di terracotta del Palazzo di Giustizia in Piazza Verga .
-il Leone del grattacielo .
-il bassorilievo presso una società di assicurazioni al Corso Sicilia .
-balconata in ceramica al Viale Mario Rapisarda,di fronte l'ITI .
-Altorilievi in terracotta al N.33 di Piazza Cavour .
-presso il Museo Emilio Greco in Piazza S. Francesco d'Assisi,3 .
-a Bronte,alla Pinacoteca Comunale.
-a Linguaglossa:la Madonnina della Pineta,su un blocco di pietra lavica.
Per Crespi," esiste nell'estremo meridione d'Italia una ben precisa corrente a
intendere plasticamente per piani larghi e riassuntivi..." e per Sciavarrello,"
la sua impostazione culturale severa nella materia e dalla sensibilità poetica
lo faceva sempre discreto nel dar giudizi sulle opere degli altri... " .
Secondo Valenti, " anche se le sue opere mature sembrano semplici a prima
vista,riguardandole meglio nel sentimento che traspare dalla forma,nei
solchi,nei graffi sottili,nelle morbidezze accoglienti e dolci,notiamo un
impegno operativo composto e severo " .
Da"La Sicilia" del 3/Nov./2000,a firma P.Barcellona,riportiamo in parte:"...nell'epoca
in cui viviamo,l'artista tende a diventare inattuale,comeinattuale,profondamente
inattuale,era Eugenio Russo,con la sua ossessiva ricerca del corpo archetipo ;
come ha scritto in un vecchio catalogo,Alfredo Entità,presentando alcune sue
sculture,le figure di E. Russo< si muovono,statiche in un rigore ionico attico
.....Tutto in Russo verte al primordiale,a riportarci spiritualmente alle
origini della genesi come a cancellare dalle figure umane tutto quanto vi è di
transitorio ed effimero .Il suo mondo eroico si disarticola da lontanissime ere
primordiali , quelle dell'uomo anticoncepimento
adamitico > .
Chi ha avuto la fortuna di vedere i suoi bronzi e le sue terrecotte, ha provato
il turbamento dell'incontro con gli antenati della specie, con i giganti che
fecero da ponte fra cielo e terra .
Il tema ricorrente è una figura femminile,una madre di tutti gli uomini,
sottratta tuttavia a ogni caratterizzazione erotica o sessuale .L'opera di E.
Russo è perciò profondamente radicata nella mediterraneità di questa terra delle
origini che è la Sicilia,e in questa Catania,città della Magna Grecia . Forse
proprio perchè la memoria di questa eredità
è oggi,nell'epoca della volgarità dispiegata e dell'intrattenimento
televisivo,letteralmente insostenibile,che i catanesi hanno quasi ignorato
Eugenio Russo.........,così insofferente delle chiacchere dei salotti e così
indisponibile ai compromessi con i potenti .Il suo volto ironico e dolce
insieme,disarmato e disarmante........ Lo zio Eugenio è stato per me,come per
suo nipote,Achille,un punto di riferimento mitico.
Il simbolo di un altro luogo,di un altro modo di essere..... " .
Scrive Bonanno, in Artisti del Novecento in Sicilia :
" Sembrano emergere dalle acque del Nilo le sculture di E. Russo . Corposi
ectoplasmi,saturi di mistica tombale e di visioni,che inducono a riconsiderare
la quotidianità nel segno del dramma .Le forme chiuse rievocano qualche istante
di Wildt,ma più ancora i bronzi di Carlo Bonomi .Come questi Russo blocca la
figura,dandole solennità di mistero nell'asciuttezza di una forma che in sè le
pregnanze dell'antico Egitto e dell'Etruria "
Russo Eugenio
scultore " arcaico "

Scrive G. Frazzetto: " studia all'Accademia di Roma,cominciando subito ad
interessarsi della plastica arcaica,
con predilezione per le modularità mediorientali(sumere ed etrusche),ma con un
amore palese anche per certe fissità (soprattutto facciali) reperibili nella
scultura etrusca ............................Negli anni successivi continua la
sua appartata ricerca arcaicizzante che,se da un lato guarda Campigli,
dall'altro reinterpreta lo stile essenzialmente pittoricistico dele terrecotte e
delle decorazioni musive siculo-greche..... " .
E. Lessini fa rilevare che " iniziò modellando qualche testina alla Medardo
Rosso o qualche nudino con imprecisate intenzioni classicheggianti " e S.
Bonaccorsi ci ricorda che " aveva iniziato,dipingendo, alla sua prima
mostra(Negozio di oggettistica Arbiter,CT, '32 ) " .
G. Consoli commenta : ".............il discorso impostato da E.Russo agli inizi
della sua lunga carriera artistica è pervenuto a conclusive
proposizioni............ed abbia trovato un proprio ordine e delle proprie leggi
irrinunciabili nel circuito delle antiche mitologie
mediterranee...............,nel giusto apprezzamento delle schematizzazioni di
un Marini o di un Wotruba o di un Derain o forse anche di un Somaini " .
Sala permanente al Museo E. Greco
Una sala permanente,dedicata allo scultore Eugenio Russo,grazie alla donazione
della moglie,è stata inaugurata nel 2003 presso il Museo E. Greco in Piazza S.
Francesco, 3 a Catania .
Per F. Scialfa, " Le sue sculture travalicano la mera figuratività a vantaggio
di una sintetica trasfigurazione che sotto la patina di un'apparente semplicità
nasconde un ermetismo intransigente,con un debito verso un'antichità austera che
si riallaccia alle statue fittili della cultura magnogreca del IV/III secolo
a.C. " .
Eugenio Russo, " genio della sintesi "
E' riuscito a creare un suo stile al di fuori del conformismo dei suoi tempi,
senza grida e senza clamori .
Degna di menzione la Retrospettiva al Castello Ursino(Catania, Novembre
-Dicembre,2001) dal titolo " Eugenio Russo,genio della sintesi " a cura
di F. Scialfa .
RUSSO,
il curioso delle donne
Scrive Edocle Lessini (pseudonimo di Ildebrando Patamia) nel volume dell' Ed.
La Racla(CT,1982) :
" Nelle opere dello scultore Russo non si avverte la presenza dominante,spessa e
inerte della materia in cui egli ha trasfuso,tramutandola,durante la modellatura
eseguita con mani leggere ed affettuose,una spiritualità collegata,in modo
trascendentale alla realtà del mondo fisico....Le figure femminili,per esempio,
appaiono semplici e schiette,racchiuse in un atteggiamento che ha qualcosa di
mistico e la cui esistenza oscilla armonicamente senza sobbalzi tra il reale ed
il metafisico......Le più recenti opere di Russo,artista silenzioso e
tenace,rappresentano una decantazione esplicita della donna e della sua
femminilità colta con immediatezza ed espressa in chiave sentimentale ....." .
Scrive A. Rocca : " Monumentalità umana,tutta spirituale,non di dimensioni,la
sua .Perfettamente in accordo col significato che l'Arch. Giuseppe Marletta
volava dare alla sua comunità. E certamente non è un caso che scelga l'Angelo di
E. Russo, come gli affreschi <popolari> di C. Comes. E' la stessa esigenza di
autenticità delle cose,in forme e valori .....L'Arch. Giuseppe Marletta(1907-1988)
,insieme a qualche sparuto artista moderno,come Comes o Russo,cerca di tenersi
vicino e discutere dell'Arte che al Regime non piaceva ......" .