Diario Doc - Siracusa 2002
Ettore Costa
il pittore cieco

II Caposcuola della pittura di paesaggio della Zona Sud, il pittore
Ettore Costa, compaesano dello scrittore Vitaliano Brancati, č nato a Pachino (
Sr ) II 9 Gennaio 1900 ed č morto a Roma, all'etą di 65 anni, il 4 aprile 1965.
La sua prima vocazione č la musica, ma la pittura da poi sfogo alia sua passione
artistica, Laureatosi in Legge, scompare da Catania per iscriversi in Lettere
all' Universitą di Firenze, da dove poi emigra a Roma, a Milano e poi a Berlino,
dopo aver fondato due case editrici. Pensa pił a vivere la vita che a
rappresentarla, avido sempre di novitą, di sensazioni, di avventure; gira tutte
le gallerie d'arte d'Europa ed i musei di Paris, London, Vienna, Madrid,
Amsterdam.
Amico del pittore Annigoni, č un tenace antifascista, tanto č vero che in
seguito a una pesante aggressione subita a Milano( 1940 >, riporta la perdita
della funzionalitą dell' occhio sinistro, e viene poi deportato a Fiesole in
Toscana. Alla caduta del fascismo, ritorna a Roma, dove riprende la sua attivitą
di giornalista parlamentare, e dove viene operato, per distacco di retina,
all'occhio destro con un residuo visivo di un decimo.
Sua prima Mostra alla Galleria Galdi, la seconda alla Marguttiana sempre a
Roma, l 'ultima la Retrospettiva alla Biblioteca Comunale ( Pachino, 1984 ).
Gli intenditori d'arte hanno da sempre ammirato i suoi paesaggi soffusi di luce,
le sue saline, le sue splendide marine, le sue nature morte con frutta e pesce,
i suoi pupi e carretti siciliani. Per Cagliola, e stato u veramente artista,
pittore autentico, talento naturale..." e per Maggiore, il suo quadro č" ricco
di luci e di armonie " e per Guida la sua č una " pittura solare e meridionale
".
Fossani parla di "impasti originali e sapienti" e Pensabene elogia i suoi
" cieli leggermente annuvolati" e Miele scrive di" pittura che ha una voce
interiore " ed anche per Inglese " ha nel sangue la pittura ".
Frattarelli scruta le sue " note cromatiche di fuoco - arancione, di verdi eupi,
di rosso amarantino", anche Paglialunga ne loda le " tinte vivaci"' e per Galdi
č "un pittore che lavora di lą ".
Croce scrive di " pennellata larga e sicura" e per Savignano č " personaggio
irrazionale di un irrazionale racconto ". Per Giacomo Etna, pseudonimo di
Vincenzo Musco, Egli " e pittore " e Roberti esalta i suoi u paesaggi intravisti
" e Ramperti scrive di " irradiazioni e vibrazioni solari " ed a Di Lorenzo
piace la sua a forza cromatica " mentre Cocheo si compiace delle sue burie che "
fanno epoca " ! 
" Mi chiamano il pittore cieco e qualcuno mi vuol far passare per un fenomeno da baraccone. Ma io voglio essere considerato solo dal punto di vista artistico ...... ". ( E. Costa) -
( Ricerca tratta, in parte, dall'opuscolo pubblicato, 1984, dall' Assessorato P.I. di Pachino e dalla Biblioteca Comunale ).