Diario Doc - Siracusa 2002
CILIO
scultore completo

Lo scultore Giovanni Cilio, ultimo di 3 figli ( 2 femmine ed 1 maschio), nato ad Acate (RG ) il 22 Aprile 1914 ed oramai semicieco ed affetto da una lieve demenza senile, vive ospite di una casa di riposo per anziani del capoluogo ragusano Ha studiato dapprima a Comiso e poi a Firenze, dove e vissuto ed ha lavorato molto a lungo, titolare di scultura alla locale ISA di Porta Romana , dopo aver insegnato plastica all' inizio degli anni Cinquanta a Siracusa e poi a Castelmassa (Rovigo ). Artista della Compagnia del Paiolo, ed amico di Enzo Maganuco, Pasquale Sgandurra, Biagio Poidimani, Peppino Pirrone, dei fratelli Assenza, Fiume, Micieli, Brancato, Di Stefano, Ferri, Pippo Betta, Salvo Monica, Oreste Puzzo, Vittorio Lucca, Angelo Cassia e soprattutto dell' amico-collega, Arch. Maurino Terranova, è stato tra i fondatori ed animatori della mitica galleria La Fontanina ( SR) di A. Maltese .
Scapolo, figura allampanata, molto appartata e di francescana umiltà, con un naso dal grande arco dantesco e con una chioma vaporosa ed eternamente scomposta, ha ricevuto battesimo e cresima d'arte in cerimonie solenni, quali l' Esposizione Quadriennale (Roma, 1952 ), la Biennale ( Venezia,'58, '60,'62) e pure la Triennale (Milano,' 54,' 73 ), Ha vinto il 1 ° Premio per la scultura (-CL-, '52) ed ha partecipato alia Biennale ( Caltagirone,'52 ), Mostra Regionale ( Modica, '55 ), Mostra Arte Contemp.nea ( Linguaglossa,'55 ), Mostra a Palazzo Strozzi ( Firenze, '58).
Mostre Personal! degne di nota : Galleria Bevilacqua La Masa (Venezia,' 57 ), Galleria Montenapoleone (Milano,' 59), L. da Vinci ( Vittoria, '60 ), oltre a Mostre Personali a Beirut ed a N. York . 
Ha realizzato il monumento per la famiglia Schiavone - Ferragamo ed il monumento al Guerriero della Pace a Rosignano Solvay ( Livorno), oltre al rinomato Monumento all'Unita d' Italia (ora ai Caduti di tutte le guerre ), che dal 24 Maggio 1969, a Piazza del Popolo, sorge di fronte alla Stazione Ferroviaria di Ragusa: e un obelisco in cemento e 3 grandi rilievi in pietra lavica ( Unità, Libertà ed Anelito di pace), rivestiti in rame ed argento smaltati.
Suo allievo, un famoso scultore argentino, Vicente Di Bernardo. Alcuni anni addietro ha riannodato i fili del rapporto con la propria città natale ed ha donato tutta la sua pregevole produzione artistica, centinaia di opere in pietra lavica ed in bronzo, testine in cera, smalti su rame ed argento (la sua specialità ), disegni e schizzi su carta, al Comune di Acate ( RG) a condizione che fossero esaudite due ben precise richieste:
a ) che tutte le sue opere fossero ben custodite nel Castello dei Principi di Biscari . b) che fossero allestite due sale - museo, una dedicata a lui stesso ed una alla defunta sorella Nunziata, nota per i suoi pregevoli ricami eseguiti a mano, detta "la modista".
Per E. Maganuco , è "un inconfondibile sacerdote, come gli artisti del Quattrocento votato alla bellezza fatta di bontà " mentre, per Grazia Sansone, e " un innovatore " e , per Thomas Good, " Cilio ha sprigionato Arlecchino..... lo stesso Arlecchino che vive dentro di noi e che e il simbolo del nostro spirito libero...... ".
Tipiche le sue testine di cera: i cosiddetti Malatini , teste di fanciulli magri, malaticci, smunti e dallo sguardo emaciato .
Tipiche ed originali sono le sue figure, quali quelle delle suore , colte nei momenti più impensati: sono figurine che, pur conservando la spiritualità loro insita, sembra vogliano spiritualizzare le cose che fanno o che toccano !
Oltre ad un busto in bronzo dell' amico critico d'arte Enzo Maganuco, collocate all' ingresso della Biblioteca Comunale di Acate , un busto, in pietra lavica, di S. Quasimodo e visibile presso la Provincia Regionale di Ragusa ed un busto dello sciclitano Q. Cataudella a Modica; altre sue opere sono reperibili presso un collezionista privato, un note medico ragusano, presso talune cappelle del cimitero di Acate e presso la Civica Pinacoteca di Follonica ( Grosseto) ed il Museo Civico di Noto (SR),
" In arte la mia natura è cauta e costante perché mi affido ad una mediata penetrazione della realtà, anziché alla ingenua frenesia delle formule astratte . Il mio lavoro si svolge in un modo attento e non in giochi spavaldi, perché non credo, in verità, solamente alla virtù dei piani e dei chiaroscuri, ma alla validità del sentimento, air azione terrestre delle passioni, al significato dei personaggi " (G. Cilio) .
(Si ringrazia, per la fattiva collaborazione, la Dr.ssa Sansone Grazia Maria, Direttrice della Biblioteca di Acate, ed il pittore, prof. V. Lucca).
Riflettori puntati su un artista acatese d'origine,
amico del Prof. Agnello e dell'Arch. Terranova .
CILIO
scultore di " Arlecchini "
Amico stretto del critico d'arte acatese Enzo Maganuco ed ,in Siracusa, soprattutto del Prof. Giuseppe Agnello e dell' Arch. Maurino Terranova,
è stato tra i frequentatori della mitica Galleria La Fontanina( SR ) del modicano, fotografo artista, Angelo Maltese .
Mostre Personali : Galleria Bevilacqua La Masa ( Venezia, 1957, 1961 ) ,
Galleria Montenapoleone( Milano, 1957, 1959 ) , Galleria Leonardo da Vinci ( Vittoria , 1960 ),oltre a mostre personali a Beirut e New York .
Secondo Grasso, " Arlecchini, Monache, Demoni, Fiori e Paesaggi : questo il mondo dei suoi smalti " .
Lo scultore Giovanni Cilio attualemente trovasi ricoverato in Siracusa presso una casa di riposo per anziani, nella zona di Acradina .