Sabato 17 luglio
alle ore 18,30 nei locali del Palazzo del Governo di
via Roma 31 Siracusa, Salvatore Rapisarda presenta
la collettiva d'arte contemporanea
PUNTO DI VISTA
Varietas aretusea
Proseguendo il cammino intrapreso da Galleria Roma
lungo gli itinerari degli artisti e dell’arte quale
patrimonio della nostra comunità cittadina ci si
doveva fermare, almeno per un po’, giusto il tempo
di una verifica, a redigere il bilancio visivo di
una somma di espressioni e di talenti che, radunati
in luogo strategico, mostrassero la sintesi di un
pensiero comune se non di una comune volontà. E’ la
compagnia dell’arte che esibisce il resoconto
patrimoniale di una società senza patrimonio, se non
ciò che si vede, il colpo d’occhio sugli artisti che
fan tornare i conti dove invece i conti non tornano.
Questione di punti di vista. “Punti di vista” è
infatti il titolo che si è voluto dare a questo
compendio visivo di generazioni di artisti locali,
diversi o diversissimi tra loro, votati al
salvamento di quell’euritmia necessaria alla
continuità della specie che sopravvive grazie anche
a queste anime salve che guardano al mondo dai loro
barbacani a strapiombo sulle coscienze, senza
togliere spazio, senza togliere aria, offrendo solo
il loro privilegio, in cambio di niente, il loro
punto di vista, in cambio di niente.
Salvatore Zito
La mostra collettiva di pittura che si inaugurerà
Sabato, 17 luglio presso i locali della provincia di
Siracusa, riunisce un folto numero di artisti
siracusani invitato dall’Associazione Culturale
Nuova Galleria Roma.
Le opere che saranno presentate si distinguono per
le diverse peculiarità culturali espresse dalle
diverse personalità degli autori, le diverse
provenienze, e i diversi percorsi intrapresi
nell’arco degli anni di produzione.
Voglio introdurre la mia nota critica con una prima
citazione.
“ L’arte vuole ciò che ancora non è stato,
ma tutto ciò che essa è, già è stato.”
Così Scrive il filosofo T. W. Adorno nella sua opera
Teoria estetica.
Attraverso questo concetto si può identificare quel
poliedro dalle plurime facce che da diversi anni ci
propone opere d’arte tendenzialmente legate ai
linguaggi della modernità figurativa dalle
avanguardie alle post-avanguardie, dalle
trans-avanguardie alla pittura colta, accademica e
sperimentale.
Tutto ciò è traducibile attraverso la sintesi della
varietas.
Una varietas di studi, ricerche, intenzioni,
intuizioni, elaborazioni che articolano, attraverso
le tecniche più tradizionali, o più personali, una
pluralità linguistica di temi e argomentazioni
figurative solcando personalità, conoscenze,
esperienze, culture.
Una varietas che si vuol tradurre in dotta, in
tecnica, in sperimentale.
Varietas non come dispersione o vacuità ma come
plurilinguismo che restituisce le esperienze del
vissuto materiale e spirituale, che riesce
a trasmettere la scintilla della sua poesis,
superando il mero virtuosismo tecnico, le
convenienze e le opportunità.
Leggere un’opera d’arte talvolta significa
appropriarsi dell’opera.
La critica letteraria la rende testo, come forma
filosofica, strutturata da comparazioni ed
evocazioni trasversali della cultura strumentale.
L’artista, che, come ho sempre detto, opera da uno
speciale osservatorio, vive della sua libertà di
pensiero espressivo, coniugato attraverso gli
strumenti della rappresentazione.
Concludo citando le parole di Kandinsky:
La libertà arriva fin dove arriva
la sensibilità dell’artista
La vera opera d’arte nasce dall’artista
in modo misterioso, dogmatico, mistico.
L’arte, il linguaggio dell’anima.
Salvatore Rapisarda