Sabato 24 luglio alle ore 18,30 nei locali della
Galleria Roma di via Maestranza 110 Siracusa, Salvo Sequenzia
presenta la
mostra di Elena Ducu "Colori dal mondo in Sicilia
2010"
LA VITA SILENTE DELLE COSE
Note sull’opera di Elena Ducu
di Salvo Sequenzia
La vita silente delle cose,
nella pittura di Elena Ducu,
si libra in forme sensualmente
intense e liriche che trasudano una sensibilità trasparente e
leggera. Sui “fiori del male” della vita, gocce di poesia,
filtrate velatura dopo velatura, sviluppano una struggente
soavità che si stempera in ampie cromìe, in armonica assonanza
con forme fluide, visioni dilatate e irreali, fate morgane che
suscitano incantamenti lunghi e serenanti, gravide di attese,
accecate di intenso colore.
Il paesaggio è il suo sistema.
Elena Ducu, come Corot, aderisce al paesaggio che ha di fronte.
Non lo interpreta, se ne lascia guidare, con quella sensazione
che se ne riceve, di brezza che muove le foglie, d'aria che
passa, dell'attimo da cogliere; e lo trasfigura, trasformando il
principio di solida verità da cui era partita, in un paesaggio
lirico, sognato, atmosferico. E questo suo vivere, questa
passione che toglie il respiro, è anche correre verso l'inconosciuto,
l'inesausto. Questa poetessa della luce e del colore, sfuggente
e irriassumibile, sa esprimere una esuberante energia,
incentrata sull'isola interiore estremizzata, rispecchiante un
inconscio visionario.
Di fronte alla maestà
dell'infinito, del segreto mistero che abita ogni cosa,
all'essenzialità di essa, la pittrice è protesa a cogliere
l’immanenza di un respiro unitario, che ella avverte e
trasferisce sulla tela, con quel senso vivo, lacerante della
scoperta, dello stupore e anche dello sgomento. Pittura
dell'illimitato, ricerca ansiosa di assoluto.
L’estrazione del visibile
nell’astrazione del sensibile è una inafferrabile cifra
espressiva che investe il paesaggio e che Elena Ducu sa modulare
nella sua essenza mobile, con pennellate che fissano momenti e
visioni
restituiti in intensi cromatismi
sapientemente variati, dove prospettive e volumi si risolvono in
un equilibrio armonico che risuona di tonalità calde e
brividanti.
L’astrattismo di Elena Ducu è un
astrattismo dove prevale l’elemento lirico. Zone ampie di colore
creano nel quadro marcate profondità, segnate da fughe
improvvise e da rapide incursioni gestuali. E’ una pittura, la
sua, che non appartiene all’accademia dell’astrattismo. La
pittrice è capace di abbandonarsi a un segno pittorico che si
carica di forza espressiva, rivelando una tecnica consapevole di
tutte le potenzialità emotive dell’elemento pittorico. Le forme
si sviluppano in modo dinamico con diverse velocità. Un ritmo
che conosce rapide accelerazioni e mutamenti inattesi. Un
astrattismo che non è mai gratuito e decorativo. Nel quadro si
realizza una vera epifania che conserva un mistero sacrale:
l’apparizione pura del sentimento e di una tensione dello
spirito.
Il paesaggio è, per Elena Ducu,
il punto di partenza per un transfert dall'empirico sensoriale
alle problematiche senza risposta. La pittrice sa scavare e
trovare la bellezza nella polpa luminosa dell'anima. Lirica e
sensuale, la pittura di Elena Ducu
svela la luce interiore delle
cose.
Le forme, portate in primo piano
da un intenso velo di sensualità e di mistero, si caricano di
tonalità densa e di passioni avvolgenti. Le soluzioni
espressioniste della pittrice
si disciolgono in una plasticità
d’atmosfera solare e restituiscono il sentimento più profondo
dell’essenza mediterranea, assordante nell’accensione dei suoi
colori, vitale, calda, prorompente, equorea.
Il linguaggio pittorico di Elena
Ducu esprime la forza tangibile di una consonanza tra colore e
forma che emerge da una carica magmatica di colori che danno
vita a superfici materiche tormentate, ove la natura si invera
nella sua metamorfosi più feconda, ed è come se la storia delle
cose ispirasse inconsapevolmente alla pittrice la memoria
presente del gesto, movimento interiore coniugato da una sintesi
espressiva tra materia e colore.
Essenziale, riservata, pervasa
da silenzio, è la tela di Elena Ducu. Essa suscita il sentimento
nascosto delle cose, coglie una verità più profonda, dalla quale
si effonde un suono suadente, in cui riposa una materia
misteriosa, che si da in estasi, tensione, elevazione.
Il sentimento nascosto delle
cose è un incontro evocativo con lo scorrere del tempo, che
Elena Ducu
suggella in atmosfere
attraversate da un colorismo pastoso, abbacinato di luce. La
stessa luce che, calda, mediterranea, accecante, inonda lo
spazio e lo dissolve. La pennellata è vivace, gli impasti
saturi. Completamente assorbita dalla natura, l’artista avvolge
la sua visione con la vitalità di un raggio di sole che dona
plasticità ai volumi.
All'apice di questa vitalità, di
questo entusiasmo, nelle opere di Elena Ducu una percezione di
tipo sinfonico tutto raccoglie e tutto trascrive mediante una
mano capace di annodare fili sottili e diversi in un tessuto
chiaro e compatto, opera di un io pervenuto alla ricomposizione
della vita, ad una nuova orchestrazione del mondo tramite le
labili e preziose piste del ricordo, ma anche tramite la
rinuncia alle tormentose autodifese che quietano l'angoscia, ma
non quanto l'umile pazienza che segue il volteggiare del tempo
fino a un ardore più temperato. È questa la radice ultima del
respiro vastissimo quanto regolare, della saggezza solo
apparentemente fragile comunicata dalla pittrice, in quanto
espressione di una gratitudine al vivere affiancata ma non
incrinata dalla consapevolezza del male, del silenzio,
dell'ombra, e di cui una pittura fertile al tempo stesso è voce
flautata e confidenziale.
Il senso di libertà, il desiderio
di evadere da ogni regola precostituita accompagnano quel
piacere spontaneo di guardare, ricordare e immaginare insieme,
che contraddistingue ogni passo dell’esperienza artistica di
Elena Ducu.
Elena Ducu
Nata in Romania nel 1977, vive da anni in Italia,
dove ha conseguito il Diploma di Scenografia presso
l’ Accademia di Belle Arti. La sua variegata arte
comprende opere di scultura, grafica e diverse
tecniche di pittura. Ha esposto le sue opere in
numerose mostre a Roma, Londra, in Belgio e ancora a
Castell’Arquato (PC), Torino, Viterbo, nella Reggia
di Caserta. Ha altresì partecipato al concorso dell’
Harvestwork Digital Media Center ( New York, 590
Broadway ) con due cortometraggi.